Medico condannato a 10 anni per abusi sessuali su pazienti tra San Donato, San Giuliano e Milano
Il gup: «Selezionava le vittime, nessuna attenuante». Risarcimenti fino a 30mila euro per le pazienti e per l’Ats
Una condanna pesantissima per una vicenda che ha scosso profondamente il territorio del Sud Est Milano. Un medico di guardia di 42 anni è stato condannato a 10 anni di reclusione per abusi sessuali aggravati commessi ai danni di nove giovani pazienti tra i 19 e i 35 anni. Le violenze, come ricostruito dal gup di Milano Luigi Iannelli, si sarebbero consumate tra Milano, San Donato Milanese e San Giuliano Milanese, all’interno di presidi sanitari dove l’uomo prestava servizio.
Un comportamento seriale e premeditato
Nelle motivazioni della sentenza, il giudice descrive una «serialità» negli abusi, evidenziando come il medico selezionasse le vittime tra donne giovani, spesso con fragilità psicologiche o un passato di sofferenza psichiatrica. Il gup ha scritto che l’imputato «strumentalizzava il suo ruolo di medico per compiere atti sessuali» durante le visite, approfittando della fiducia e della vulnerabilità delle pazienti.
Le indagini e le accuse
L’inchiesta, coordinata dalla pm di Milano Alessia Menegazzo e condotta dai carabinieri, è partita grazie alla denuncia di una giovane paziente che, dopo aver subito gli abusi, si era rivolta a un centro antiviolenza. Le testimonianze delle ragazze, ascoltate con la formula dell’incidente probatorio, sono state giudicate attendibili.
Il medico era già stato coinvolto in un’indagine simile durante l’emergenza Covid-19, ma nel 2021 era stato assolto. Gli episodi per i quali è stato condannato risalgono invece agli anni successivi.
Nessuna attenuante e falsi certificati
Secondo il giudice, al 42enne non può essere concessa alcuna attenuante. Anzi, dalle indagini è emerso che avrebbe falsificato certificati medici nel tentativo di coprire le violenze. Una condotta definita «particolarmente grave» per la premeditazione e l’abuso di fiducia.
Risarcimenti per le vittime e per l’Ats
Oltre alla pena detentiva, il gup ha disposto provvisionali di risarcimento: tra 20mila e 30mila euro per ciascuna delle pazienti che si sono costituite parte civile, assistite, tra gli altri, dagli avvocati Patrizio Nicolò e Andrea Prudenzano, e 30mila euro all’Ats della Città Metropolitana di Milano, che ha partecipato al processo come parte lesa.
Questa sentenza arriva come monito per tutto il territorio, lasciando aperto il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli e le tutele nei confronti dei pazienti, specialmente nei presidi sanitari locali.
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Redazione 



















