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Refezione scolastica sotto accusa a San Donato: «Non bastano rassicurazioni, servono interventi concreti»

Dopo la chiusura dei centri cottura nelle scuole King e Rodari esplode il caso mensa. In Consiglio comunale il Pd incalza l’amministrazione, mentre famiglie e Commissione Mensa denunciano criticità su qualità dei pasti, organizzazione e continui cambi di menù

La qualità del servizio di refezione scolastica nelle scuole di San Donato Milanese continua ad alimentare polemiche e preoccupazioni tra famiglie e opposizione politica. Il tema è tornato al centro del dibattito durante il Consiglio comunale del 18 maggio, quando il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulle criticità emerse dopo la chiusura delle cucine interne delle scuole King e Rodari.

Secondo quanto sostenuto dal Pd, negli ultimi mesi sarebbero proseguite le segnalazioni di disservizi da parte dei genitori e della Commissione Mensa, senza che alle verifiche annunciate dall’amministrazione siano seguite risposte considerate sufficientemente chiare o interventi concreti.

Il gruppo consiliare parla apertamente della necessità di «azioni concrete, non soltanto rassicurazioni», evidenziando come il tema della refezione scolastica riguardi direttamente la quotidianità di centinaia di bambini e delle loro famiglie.

La protesta delle famiglie: «Distanza evidente dalla realtà»

A rafforzare le critiche è stata soprattutto la lettera aperta inviata dai genitori della scuola primaria Martin Luther King al Comune, documento che fotografa un clima di forte insoddisfazione.

Le famiglie spiegano di aver ascoltato con attenzione le dichiarazioni dell’amministrazione, secondo cui i controlli tecnici effettuati non avrebbero evidenziato particolari problemi, arrivando anzi a indicare un miglioramento del servizio. Ma subito dopo evidenziano una situazione molto diversa: «Non possiamo non rilevare una distanza ormai evidente tra quanto viene affermato e la realtà che i nostri figli vivono ogni giorno».

Nella lettera vengono elencate una serie di criticità considerate ormai ricorrenti: «pasti spesso non adeguati, frequenti modifiche ai menù, criticità organizzative e una qualità percepita che non risponde agli standard che riteniamo imprescindibili».

Secondo i genitori, le problematiche sarebbero state documentate nel tempo «attraverso i canali ufficiali, le segnalazioni delle famiglie e, soprattutto, grazie al lavoro puntuale, competente e continuativo dei commissari mensa».

Il ruolo della Commissione Mensa

Un passaggio importante della lettera riguarda proprio il lavoro svolto dalla Commissione Mensa, che le famiglie difendono apertamente. Il contributo dei commissari viene definito «serio, rigoroso e svolto con grande senso civico, attraverso controlli costanti, verbali dettagliati e un impegno concreto alla costruzione di un servizio migliore».

Secondo i firmatari, però, questo lavoro sarebbe stato progressivamente ridimensionato nel dibattito pubblico. «Abbiamo assistito a una narrazione pubblica che tende a minimizzare o ridimensionare quanto sta accadendo», scrivono infatti i genitori.

Il tema centrale, per le famiglie, è che la qualità del servizio non possa essere valutata soltanto sulla base di verifiche tecniche interne. «La qualità si misura anche — e soprattutto — nell’esperienza quotidiana dei bambini e nel giudizio delle famiglie».

«Mai un questionario di gradimento»

Tra gli elementi contestati emerge anche l’assenza di strumenti ufficiali per monitorare il livello di soddisfazione degli utenti. Nella lettera si sottolinea infatti che «non è mai stato somministrato alcun questionario di gradimento, né condiviso alcun dato oggettivo sulla soddisfazione degli utenti».

Il Pd riprende questo aspetto nel proprio intervento, parlando di «un livello di insoddisfazione che non può più essere considerato un episodio isolato».

In particolare, il Partito democratico richiama alcuni evidenti nodi critici quali problematiche organizzative segnalate nel tempo, dubbi sulle tempistiche tra preparazione, trasporto e somministrazione dei pasti e porzioni considerate da molte famiglie inadeguate per bambini in fase di crescita.

Il dato sui menù modificati

Uno dei punti più contestati riguarda le continue variazioni ai menù. Secondo quanto riportato dalle famiglie, «nei plessi King e Arcobaleno, in soli quattro mesi, circa il 40% dei pasti previsti è stato modificato». Un numero che, secondo i genitori, «difficilmente può essere conciliato con l’idea di un servizio stabile e in miglioramento».

Le famiglie ricordano inoltre che alcune immagini dei pasti serviti nelle scuole sarebbero già state trasmesse al Comune nei mesi scorsi. Anche sui social sono circolate fotografie relative ai pasti del plesso Rodari, accompagnate da commenti molto critici da parte dei genitori, che lamentano una qualità ritenuta non adeguata rispetto al costo del servizio. 

“Monster Chef”: La polemica di Gina Falbo

Sulla vicenda è intervenuta anche Gina Falbo, capogruppo di Insieme per San Donato, che ha diffuso sui social alcune immagini dei pasti serviti agli alunni delle scuole King e Rodari: «Questi sono due dei piatti che alcuni bimbi delle scuole King e Rodari mangiano a pranzo per la modica cifra di circa sette euro». Un intervento che rilancia ulteriormente il malcontento di una parte delle famiglie e che punta il dito contro la decisione di eliminare la refezione scolastica interna nei due istituti.

Falbo contesta apertamente la posizione dell’amministrazione comunale, accusata di minimizzare le criticità segnalate da genitori e Commissione Mensa. «Capisco l’amarezza dei genitori che da mesi si battono perché i propri figli abbiano un pasto adeguato», scrive Falbo, auspicando simbolicamente di invitare a pranzo gli amministratori con gli stessi piatti serviti agli studenti.

I dubbi sulla gestione del servizio

Nel documento dei genitori restano aperti anche diversi interrogativi relativi all’organizzazione della refezione. Le famiglie chiedono chiarezza «sul rispetto delle procedure igienico-sanitarie, sui tempi tra preparazione, trasporto e somministrazione dei pasti, sull’organizzazione del servizio e del personale e sulla gestione delle continue variazioni ai menù».

Proprio il tema del personale è stato uno degli aspetti più discussi durante il confronto politico. Secondo quanto riferito dal Pd, l’assessora Faccioli avrebbe comunicato in aula che nei sopralluoghi effettuati dal tecnologo alimentare sarebbe emersa «una carenza di personale rispetto a quanto previsto dal capitolato». Da qui la richiesta dell’opposizione di capire se siano stati avviati provvedimenti formali o contestazioni nei confronti del gestore del servizio. «Da mesi continuiamo a sentire richieste di miglioramento, monitoraggi e verifiche - sostiene il gruppo consiliare - ma non emergono con chiarezza contestazioni formali, interventi conseguenti o azioni concrete».

«Ascoltare non basta»

Nel frattempo il disagio delle famiglie continua a manifestarsi anche attraverso forme simboliche di protesta. Nella lettera aperta viene ricordato che alcune famiglie hanno scelto di rinunciare per un giorno al servizio mensa come gesto civile e pacifico, ma allo stesso tempo indicativo di un disagio ormai diffuso e non più ignorabile.

La parte finale del documento assume toni particolarmente accorati. «La nostra preoccupazione oggi va oltre la singola criticità: riguarda la difficoltà nel riconoscere pienamente i problemi e nell’aprire un confronto realmente trasparente e costruttivo».

E infine la domanda rivolta direttamente all’amministrazione comunale: «Guardando negli occhi un bambino, siete davvero certi che ciò che oggi gli viene servito sia ciò che merita?».