Francesco Di Chio: «Segrate oggi è pronta a investire sulle persone»
Il candidato del centrosinistra alle elezioni comunali 2026 traccia la sua visione per la città: trasporti, giovani, sicurezza, case e data center al centro dell’intervista rilasciata a 7giorni e Radio Free Music Web
Francesco Di Chio
Intervista
Il PGT e le polemiche politiche
Partiamo dall’attualità politica. In Consiglio comunale ci sono state polemiche sull’approvazione del PGT a pochi giorni dalle elezioni. Come risponde alle critiche?
«Credo che sia la chiusura di un atto importante per la città che prevede un percorso molto lungo, un percorso che parte dal 2022. Molto partecipato, forse il più partecipato degli ultimi quarant’anni in termini di incontri, osservazioni e quant’altro. Era giusto completare questa visione della città in continuità con quanto abbiamo raccontato in questi anni ai segratesi».
L’esperienza amministrativa
Nove anni in giunta tra assessorati e urbanistica. Questa esperienza è un valore oppure un limite?
«In realtà non sono undici anni ma nove. I primi tre anni ho fatto l’assessore allo Sport, Associazioni, Commercio e Cimitero. Ero molto giovane e ho avuto l’opportunità di stare a contatto diretto con la città. Negli ultimi cinque anni e mezzo ho fatto l’assessore all’Urbanistica e ho guardato Segrate da una prospettiva più ampia. Credo che il valore oggi sia avere una squadra competente, con esperienza ma anche con freschezza, entusiasmo e tanti giovani».
Molti punti del suo programma erano già presenti negli anni passati. Perché oggi dovrebbero diventare realizzabili?
«Negli anni scorsi abbiamo dovuto affrontare forti sofferenze di bilancio. I tagli hanno inciso sulle manutenzioni ordinarie, sul welfare e anche sui trasporti. Oggi invece abbiamo nuove risorse e nuove energie da investire sulle persone. Abbiamo fatto un lavoro gigantesco nel riportare i conti in ordine e nel salvare le aree verdi. Adesso possiamo finalmente investire in maniera più forte sui servizi e sulla qualità della vita».
Il tema del data center
Il progetto del data center di Redecesio continua a dividere la città. Le contestano poca partecipazione pubblica.
«Mi dispiace sentire questa critica perché ci sono state diverse commissioni consiliari, incontri con i comitati e confronti con il Ministero dell’Ambiente. Inoltre quell’intervento era già consentito urbanisticamente su un’area produttiva. Noi abbiamo governato l’operazione cercando di ottenere le migliori ricadute possibili per il territorio».
Sul fronte ambientale restano però molte preoccupazioni.
«Molti data center contestati sorgono su aree verdi o agricole. Qui invece non c’è consumo di suolo agricolo. Inoltre le nuove tecnologie consentono consumi energetici molto inferiori rispetto ai vecchi impianti».
C’è chi sostiene che il progetto sia stato frazionato per evitare una valutazione ambientale più ampia.
«La questione dipende dalle norme e dalla potenza del data center. Non è un tema di opportunità politica ma di regole urbanistiche. Quando verrà sviluppato anche il secondo edificio ci sarà una valutazione complessiva dell’intervento».
Casa, giovani e politiche sociali
A Segrate il tema della casa è sempre più centrale. Qual è la vostra proposta per i giovani?
«Abbiamo rivisto le convenzioni edilizie abbassando le soglie ISEE e dando priorità ai residenti segratesi. Nel nuovo PGT abbiamo inserito quote obbligatorie di edilizia convenzionata. Inoltre vogliamo introdurre l’affitto con riscatto, perché oggi non basta avere un reddito basso: serve anche la liquidità iniziale per l’anticipo del mutuo».
Quali saranno le priorità dei primi due anni?
«Le persone saranno al centro. Giovani, famiglie e anziani devono tornare protagonisti delle politiche comunali. Poi c’è il tema dei trasporti, dove serve una piccola rivoluzione del trasporto pubblico locale. Infine quartieri più curati e sicuri, con più illuminazione, più presidio e maggiore attenzione alla qualità della vita quotidiana».
Sicurezza e qualità della vita
La sicurezza è uno dei temi più sentiti dai cittadini.
«I dati ci dicono che negli ultimi dieci anni i reati si sono ridotti del 23%. È vero però che bisogna lavorare anche sulla percezione della sicurezza, aumentando il presidio del territorio e migliorando la cura dei quartieri. Non solo il terzo turno della polizia locale, ma anche guardie ecologiche nei parchi e vigilanza notturna».
Come vive il clima molto acceso di questa campagna elettorale?
«La mia campagna è strada per strada, parlando con le persone. Sui social vedo spesso toni troppo alti e tante bugie. È un peccato perché si rischia di guardare troppo al passato invece che al futuro della città».
Le domande degli ascoltatori
Che cosa vuole fare concretamente per i giovani di Segrate?
«Bisogna lavorare sullo sport all’aperto e sugli spazi pubblici accessibili ai ragazzi. Inoltre vogliamo investire nei centri civici, nelle sale prove e nei laboratori creativi, dando più libertà di autogestione ai giovani. Io vivo anche il mondo del design e della creatività e credo che Segrate debba diventare una città capace di valorizzare queste passioni».
Una ascoltatrice lamenta collegamenti molto difficili verso i comuni vicini e non solo verso Milano.
«Ha perfettamente ragione. Siamo abituati a guardare Milano come unico punto di riferimento, ma tantissime persone si spostano anche verso Pioltello, Peschiera Borromeo, Vimodrone o altri comuni. Per questo vogliamo lavorare con i sindaci del territorio su ciclabili e trasporto pubblico locale».
Molte famiglie sostengono che lo sport a Segrate sia diventato troppo costoso.
«Quando ero ragazzo un corso di calcio costava molto meno. Oggi le società sportive hanno costi differenti anche per via delle normative. Per questo nei bandi per la gestione degli impianti sportivi inseriamo clausole che aiutino le famiglie più fragili, con riduzioni e convenzioni per permettere a tutti di fare sport».
Sui centri estivi alcune famiglie chiedono più scelta e più offerta.
«Gli oratori fanno un lavoro straordinario e siamo fortunati ad averli. Però è vero che bisogna ampliare l’offerta e coinvolgere maggiormente associazioni sportive e culturali, perché il tema dei centri estivi è sempre più importante per le famiglie».
Lo sguardo verso il voto
In caso di mancato accesso al ballottaggio darebbe indicazioni di voto?
«Credo che lascerei libertà di scelta agli elettori. Penso però che Segrate debba continuare a essere guidata da persone con una visione lungimirante, attente all’ambiente, alla qualità della vita e al futuro della città».
Giulio Carnevale
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