OnlyFans in Italia: un mercato da 110 milioni di dollari, con 85mila creator e il Fisco che bussa alla porta
Il fenomeno globale dei contenuti a pagamento tocca anche il nostro Paese, che si piazza al decimo posto nel mondo per fatturato generato sulla piattaforma
OnlyFans non è più un segreto di nicchia. È diventata una macchina da miliardi di dollari con radici profonde anche in Italia, dove il numero di creator attivi e i soldi che girano hanno attirato l'attenzione non solo degli utenti, ma anche dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.
I numeri globali: una macchina da guerra
I dati parlano chiaro. Nel 2024 OnlyFans ha registrato un fatturato di 1,4 miliardi di dollari, con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente. L'utile ante imposte ha sfiorato i 684 milioni di dollari. La base utenti è cresciuta sensibilmente: i creator sono aumentati del 13%, raggiungendo 4,6 milioni, mentre il numero degli account fan ha superato i 377 milioni globalmente.
Gli abbonati hanno versato in totale 7,2 miliardi di dollari alla piattaforma, dei quali 5,8 miliardi sono stati ripartiti ai creator. La piattaforma trattiene il 20% e redistribuisce l'80% a chi produce i contenuti — un modello semplice, ma che funziona alla perfezione. I dati ufficiali sono contenuti nel bilancio depositato da Fenix International Ltd alla Companies House britannica, il registro delle imprese del Regno Unito, che è la fonte primaria da cui attingono tutti i media internazionali.
Vale la pena soffermarsi su un dettaglio che dice molto sull'efficienza del modello: OnlyFans conta una struttura aziendale di appena 46 dipendenti, il che la colloca tra le realtà più efficienti al mondo per fatturato pro capite.
Chi osserva OnlyFans dall'esterno tende a pensare che gli abbonamenti mensili siano il fulcro del business. In realtà le statistiche 2024 raccontano una storia diversa: la parte più consistente delle entrate proviene dai messaggi privati, che generano quasi il 70% del fatturato complessivo. Le mance rappresentano un altro 21,6%, mentre gli abbonamenti iniziali, pur essendo la porta d'ingresso, pesano meno del previsto.
L'Italia: decima al mondo, terza in Europa
Il nostro Paese non è uno spettatore passivo di questo fenomeno. In Italia operano circa 85.000 creator attivi su OnlyFans, con ricavi complessivi pari a 110,5 milioni di dollari, che collocano il Paese al decimo posto nel mondo.
A livello europeo, l'Italia è tra i primi tre Paesi per numero di creator. In termini di utenti, l'Italia rappresenta circa il 2,1% della base globale, confermando una presenza significativa anche dal lato della domanda.
Per chi vuole farsi un'idea del panorama italiano dei profili, una panoramica utile si trova su Onlyfansitaliane.net, punto di riferimento per orientarsi tra i creator del nostro Paese.
E Milano? Ha un peso tutto suo. Milano da sola spende 58 milioni di dollari in un anno, e la crescita complessiva del mercato italiano è stimata intorno al 24,5% rispetto all'anno precedente. Un ritmo da far impallidire molti settori tradizionali dell'economia digitale — un tema che 7giorni.info ha già affrontato parlando di sostenibilità digitale e nuovi modelli d'impresa online.
Quanto guadagna davvero un creator italiano?
Non tutti diventano ricchi. I dati mostrano una realtà molto più frammentata di quanto si immagini. Il fatturato medio per creator nel 2025 è di 24.567 euro, in calo rispetto ai 27.335 euro del 2024 e ai 28.666 euro del 2023.
La distribuzione dei redditi mostra una forte concentrazione nella fascia bassa: il 62% dei creator guadagna meno di 25mila euro annui. In altre parole, la stragrande maggioranza incassa meno di un impiegato medio. I grandi guadagni restano appannaggio di una ristretta élite — il famoso 1% che si prende la fetta più grande della torta.
Il Fisco si sveglia: controlli in tutta Italia
Con questi volumi di denaro che circolano, era inevitabile che l'attenzione del Fisco aumentasse. E i segnali ci sono tutti.
L'Agenzia delle Entrate riceve le informazioni trasmesse dalle piattaforme digitali in base alla Direttiva DAC7. Tale direttiva, recepita anche dall'Italia, obbliga i marketplace e i portali a pagamento a comunicare periodicamente i dati relativi ai compensi generati dai propri utenti.
La comunicazione include l'identità del creator, gli importi incassati, i periodi di riferimento e i conti finanziari collegati. Tradotto: il Fisco sa già tutto, o quasi.
Un caso concreto arriva da casa nostra. La Guardia di Finanza di Lodi ha concluso un'attività di controllo che ha portato alla luce una significativa evasione: i redditi non dichiarati superano i 250.000 euro accumulati tra il 2021 e il 2025. Le verifiche hanno riguardato due donne tra i 20 e i 30 anni, residenti in provincia di Lodi.
I soldi arrivavano dagli abbonamenti mensili pagati dai follower e da ulteriori somme versate come "donazioni", accreditate direttamente sui conti correnti personali tramite bonifico. I finanzieri sono riusciti a ricostruire nel dettaglio i flussi di denaro, mettendo in evidenza una condotta "totalmente evasiva": entrate regolari e consistenti, ma nessuna traccia nelle dichiarazioni dei redditi.
Non è un caso isolato. La Guardia di Finanza di Bologna, a fine 2022, aveva già avviato controlli su quattro noti influencer e cinque content creator attivi su OnlyFans ed Escort Advisor, recuperando a tassazione circa 11 milioni di euro non dichiarati.
La "tassa etica" e i forfettari
C'è anche un aspetto fiscale che in pochi conoscono. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Risposta a interpello n. 285/2025 che la cosiddetta tassa etica si applica anche ai forfettari: conta la natura dell'attività svolta, non il regime fiscale scelto. Un creator forfettario che realizza contenuti pornografici deve versare il 25% extra sulla quota di reddito attribuibile a tali contenuti.
Dove va la piattaforma: oltre il sesso
La piattaforma sta cercando di diversificare il proprio business per ridurre la dipendenza dal contenuto per adulti, che rappresenta ancora circa il 70% dei creator, e per ampliare la base utenti verso segmenti più mainstream.
Sul mercato circola l'ipotesi di una vendita multimiliardaria: un'operazione che potrebbe riscrivere le regole del gioco nell'industria digitale. Nel frattempo il proprietario Leonid Radvinsky non si lamenta: attraverso la sua società Fenix International ha ricevuto dividendi per 701 milioni di dollari nel solo 2024, distribuiti in parte nell'anno e in parte nei primi mesi del 2025.
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