Un appello disperato per rivedere sua madre ricoverata in un RSA da mesi: «Cercate una soluzione, vi prego»

Lettera aperta al Presidente Attilio Fontana, all’assessore Giulio Gallera, al Direttore Generale Ats Milano Walter Bergamaschi, e al Direttore Sanitario Vittorio De Micheli

Milano , 21 Maggio 2020 - Ho 58 anni e abito a Milano. Mio malgrado sono stata costretta circa tre anni fa a privarmi della presenza della mia amata mamma a causa di una malattia degenerativa, e ora è ricoverata presso una casa di riposo milanese, incapace di intendere e di volere e non più autosufficiente. Mi considero una figlia fortunata, perché nonostante il Covid19 abbia portato via centinaia e centinaia di esseri umani, soprattutto fra i più deboli e indifesi proprio nelle Case di Riposo lombarde, la mia mamma 23 kg di ossa e cuore, fino ad ora, ha tenacemente resistito a questa terribile pandemia. Passano i giorni e nessuno parla più delle Case di Riposo, ma forse non tutti sanno che per un anziano un giorno vale un mese e che i pochi fortunati tra loro, che stanno sopravvivendo a questa ecatombe, forse moriranno senza poterci riabbracciare oppure si stanno spegnendo piano piano. Non basta l'angoscia nella quale siamo stati costretti a vivere, ciò che non ha portato via il virus, se non riaprirete e se i nostri genitori non potranno sentire una voce cara e riscaldarsi il cuore con una carezza affettuosa, lo farà la nostalgia, la mancanza di quell'amore che tutto può. Ma perché non concederci di vederli con le opportune precauzioni? Sono segregati vivi! Molti di loro non escono da tre mesi dalle loro stanze, non vedono il sole... un ergastolo senza avere colpa.
E noi stiamo morendo con loro. L'unica cosa che chiedo è fare visita a mia madre, poterla rivedere, non importa se non mi riconoscerà. Forse lei quel giorno non saprà più chi sono o come mi chiamo, ma io so bene chi è lei, quanto amore mi ha dato. Per il resto del mondo è una creatura umana con diritti civili e dignità pari a qualsiasi altra, il mio invece, è l’amore di una figlia, un amore che supera l’inconsapevolezza della malattia e che vorrei potesse andare oltre la lontananza troppo prolungata costretta da questo maledettissimo virus. Il sistema per farci rivedere i nostri genitori ci deve essere, esiste per andare dall’estetista, dal parrucchiere, persino per recarsi in spiaggia o a bere un caffè, vi chiedo solo di cercarlo e di trovarlo. Le case di riposo portate alla ribalta dalla cronaca in piena emergenza ora sono tornate nel luogo dove sono sempre state, in un inaccettabile dimenticatoio, non fanno più notizia, sembra che non interessino più a nessuno. Ma non è affatto così. Non abbiamo notizie certe, non c’è menzione nelle linee guida della fase 2 appena iniziata. Si vocifera, ma senza alcuna evidenza e solo grazie a voci di corridoio, che si stia pensando ad una possibile riapertura a fine luglio. Mia madre sarà ancora viva a fine luglio?

Simona Bertolani



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