Palestre e collaboratori sportivi dimenticati dall’inizio della pandemia del Covid19

Lettera aperta di un istruttore sportivo milanese che presta la sua opera in diversi centri della provincia

«Quando e come riapriranno i centri sportivi e le palestre?»

Le domande sono ancora tante, forse troppe, una delle più importanti: quando e come riapriranno i centri sportivi e le palestre?  Quella dei collaboratori sportivi è una categoria in cui troppe cose si danno per scontate, non se ne sente mai parlare e difatti nessuno di loro ha ancora percepito o capito se percepirà mai i 600 Euro promessi dal decreto Cura Italia. È una categoria tra le più esposte alla crisi, ma tutto tace perché si pensa solamente a come far ripartire il campionato di calcio. Purtroppo migliaia di centri sportivi di piccole e grandi dimensioni sono a rischio chiusura a causa dell’emergenza in cui ci troviamo con la conseguenza di lasciare a casa tutti i propri collaboratori, senza nessun tipo di assistenza previdenziale in quanto sprovvisti delle tutele dei lavoratori dipendenti.
Eppure conosciamo tutti il ruolo fondamentale dello sport e dei suoi benefici per la salute delle persone. Una ricerca dell’ Istituto SI&A Turismo e Territorio ha evidenziato che il settore dello sport coinvolge circa 20 milioni di persone tra atleti tesserati, praticanti amatoriali e volontari. Di questi almeno un milione e dieci mila persone sono lavoratori impiegati a vario titolo con diverse modalità; basti pensare che in Italia sono 65mila le società sportive con entrate per più di 5 miliardi di Euro.
L’ultimo intervento in cui sono stati spiegati i tempi tecnici per il pagamento dei collaboratori sportivi risale al 16 Aprile, in cui i Ministro Spadafora ha riferito testualmente: “Tra pochissimo inizieremo a pagare partendo da coloro che risultano essere sotto la soglia dei 10.000,00 Euro di reddito ma garantisco che troveremo le risorse per pagare tutti quelli che ne hanno diritto. Ci auguriamo che la somma dei 100 milioni possa essere erogata la prossima settimana, con finanziamenti a tasso zero e rientri flessibili”.
Queste dichiarazioni non hanno per nulla tranquillizzato i lavoratori del settore: con il criterio applicato per i pagamenti, infatti i beneficiari saranno solamente 166 mila. Il resto dei lavoratori di cosa dovrà vivere? Servono misure specifiche per un settore che rischia di essere messo ko.
Certo, alla fine di questa emergenza Covid19 il mondo dello sport dovrà essere regolamentato con l’applicazione di contratti sportivi per tutti coloro che collaborano all’interno delle strutture messe a servizio della gente che ama prendersi cura di se e del proprio benessere. Si dovrà perciò far fronte alla ricostruzione di un intero sistema, con la speranza di ripartire più forti di prima.


Stefano Gorgolione
Istruttore sportivo Milano

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