Peschiera Borromeo, lettera alla redazione: «Chi si definisce Verdi è d'accordo con il datacenter»
Un lettore interviene sul progetto dell'ex Postalmarket, criticando le amministrazioni comunali, l'impatto ambientale dell'opera e il ruolo delle forze politiche ambientaliste
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un nostro lettore, Edoardo Musci, dedicata al nuovo datacenter in costruzione nell'area dell'ex Postalmarket di San Bovio, a Peschiera Borromeo.
«Mentre i lavori nell'area dell'ex Postalmarket avanzano in vista del completamento nel 2027, è fondamentale che tutta la comunità di Peschiera Borromeo prenda coscienza dei reali impatti ambientali e del cortocircuito politico che sta governando questa operazione.»
Secondo il lettore, il progetto sarebbe il risultato di una continuità amministrativa che coinvolge le ultime due amministrazioni comunali.
«Questo mega-progetto non è la scelta di una singola giunta, ma il risultato di una continuità amministrativa che scavalca i cittadini. Le trattative e i primi via libera tecnici sono partiti con la precedente amministrazione, mentre l'approvazione finale del permesso di costruire e la gestione dei cantieri portano la firma dell'amministrazione attuale.»
L'autore della lettera critica anche il livello di rappresentatività delle amministrazioni comunali.
«Decisioni destinate a cambiare il territorio per i prossimi decenni sono state assunte da coalizioni che, complice il forte astensionismo alle elezioni comunali, rappresentano una quota molto limitata degli aventi diritto al voto, mentre la maggioranza dei cittadini si ritrova a subirne le conseguenze.»
Ampio spazio viene dedicato alle possibili ricadute ambientali dell'infrastruttura, con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche.
«La propaganda aziendale parla di impatto zero e di circuiti chiusi, ma nei documenti tecnici depositati emergono aspetti che meritano attenzione: il prelievo di acqua dal sottosuolo, l'utilizzo di sostanze impiegate nei sistemi di raffreddamento e i possibili effetti sulla rete di depurazione e sulla falda acquifera.»
Il lettore richiama inoltre l'attenzione sul consumo energetico dell'impianto e sull'eventuale formazione di isole di calore.
«Oltre all'acqua, il territorio dovrà fare i conti con una sottostazione elettrica da 220 kV e con l'enorme fabbisogno energetico necessario ad alimentare i server. L'aria calda espulsa dagli impianti potrebbe contribuire alla formazione di un'isola di calore nelle vicinanze delle abitazioni e delle scuole di San Bovio.»
Nella parte finale della lettera, il tono si fa ancora più critico nei confronti delle forze politiche ambientaliste.
«È tempo di pretendere trasparenza e un controllo popolare rigoroso. La salute e le risorse del territorio appartengono ai cittadini, non ai colossi della tecnologia.»
«Una nota particolare va dedicata a chi pretende di definirsi "Verdi" ma, nella realtà dei fatti, sostiene o non contrasta un progetto che, a mio giudizio, contribuisce a devastare Milano e Peschiera Borromeo.»
Infine, il lettore conclude con una riflessione sul ruolo della politica.
«La politica dovrebbe essere qualcosa di sacro: dovrebbe rappresentare le istituzioni, il territorio e le persone. Per questo motivo ritengo ancora più grave quando, a mio avviso, chi è chiamato a tutelare questi valori finisce invece per tradire la fiducia dei cittadini. La politica è un qualcosa di SACRO.»
Come sempre, la redazione pubblica gli interventi dei lettori lasciando agli autori la piena responsabilità delle opinioni espresse.
Chi volesse intervenire scriva a [email protected] .
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