Fratelli d’Italia Segrate: «Tasse al massimo, ora il Comune le abbassi davvero»

Dopo l’appello del sindaco Micheli al Governo per una riduzione fiscale, Fratelli d’Italia accusa l’amministrazione di incoerenza: «Bilancio in ordine ma aliquote ancora al massimo. È il momento di restituire respiro a famiglie e imprese»

Luca Sirtoli

Luca Sirtoli

A Segrate si accende il dibattito sulle tasse comunali. Dopo l’appello del sindaco Paolo Micheli per una riduzione del carico fiscale, Fratelli d’Italia Segrate chiede interventi concreti a favore di famiglie e imprese, accusando l’amministrazione di non aver ancora tradotto in atti le promesse di alleggerimento.

Sirtoli: «Aliquote ferme ai massimi nonostante il bilancio sano»

«Le aliquote comunali restano da anni al livello massimo consentito dalla legge dichiara Luca Sirtoli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale –. Il sindaco Micheli invoca il Governo Meloni commentando la nuova manovra finanziaria, ma dimentica che la manovra da 18 miliardi deve fronteggiare un debito di 40 miliardi generato dal Superbonus 110% del Governo Conte con M5S e PD. E soprattutto dimentica che le tasse a Segrate sono alte per una scelta gestionale locale». 

Secondo Sirtoli, i dati ufficiali parlano chiaro: l’addizionale comunale IRPEF è allo 0,8%, il massimo previsto, mentre l’IMU mantiene le aliquote più elevate per le categorie non esenti, senza riduzioni negli ultimi anni. «Per il 2024 il Comune ha confermato le stesse aliquote del 2023. Se davvero Segrate è uscita dal predissesto, non ci sono più giustificazioni per mantenere questo livello di tassazione», aggiunge il consigliere.

Melias: «Un paradosso, il Comune deve fare la sua parte»

A rincarare la dose è il coordinatore di Fratelli d’Italia per la Martesana, Riccardo Melias, che parla di incoerenza politica: «Il Governo Meloni sta lavorando per ridurre le tasse a livello nazionale, ma a Segrate si continua a mantenere il massimo delle aliquote. È un paradosso che i cittadini paghino più del dovuto per scelte locali, non del Governo. Se i conti sono in ordine, il passo successivo deve essere ridurre le tasse e restituire respiro alle famiglie».

L’appello finale: «Coerenza e rispetto per i cittadini»

Fratelli d’Italia conclude con un invito all’amministrazione: «Non si può chiedere al Governo di ridurre le tasse se, in dieci anni di amministrazione, non si è fatto nulla per alleggerirle a livello locale. È ora che anche il Comune di Segrate faccia la propria parte».

L’appello si inserisce nel più ampio dibattito politico sulla gestione delle risorse comunali e sul rapporto tra autonomia locale e politiche fiscali nazionali, riaccendendo lo scontro tra maggioranza e opposizione.