Peschiera, Biciplan Linea 7: dal taglio degli alberi ai cantieri eterni, cittadini in rivolta
Dalla “strage” verde alle fermate bus nel caos: il progetto si trasforma in un incubo per residenti, pedoni, pendolari, studenti, imprenditori e commercianti
La pensilina di via Due Giugno da mesi in queste condizioni
Via XXV Aprile, i residenti prigionieri dei cantieri
La ciclopedanale di via XXV Aprie, con i tombini sollevati senza le segnalazioni di pericolo per i passanti
Il piano per la ciclabile della Linea 7 Cambio, inserito nel Biciplan di Città metropolitana, era stato presentato come un’opera di modernizzazione e sostenibilità. Ma fin da subito finì al centro di dure critiche per il massiccio abbattimento di alberi nelle aree interessate dai lavori. Ambientalisti, politici e cittadini denunciarono come quegli interventi avessero alterato il paesaggio e ridotto drasticamente il patrimonio verde della città, anche dove non era necessario, senza un’adeguata e tangibile compensazione ambientale.
Alla fine dello scorso inverno, quando fu rifatto il tratto di via Due Giugno verso il cimitero, scoppiarono polemiche legate ai forti disagi per chi doveva recarsi al camposanto: transiti difficili, percorsi sbarrati e deviazioni disordinate. Con l’apertura contemporanea dei cantieri della Linea 7 in tutta la città, la misura è colma. Da un anno la città è ostaggio di cantieri infiniti, e di segnalazioni di pericolo approssimative se non adirittura assenti.
L’opposizione in Consiglio comunale ha denunciato, attraverso un’interpellanza, il caos legato ai lavori del Biciplan: fermate sospese, pensiline rimosse e segnaletica provvisoria confusionaria. Alcune linee del trasporto pubblico, come la 66 e la 901, risultano tuttora senza fermate sicure e ripari adeguati, con utenti costretti a sostare sul marciapiede o lungo la carreggiata.
Tombini scoperti, cadute e pericoli quotidiani
E.S., residente di via Due Giugno, racconta: «Sono caduta perché un tombino era completamente scoperto e senza alcun nastro di segnalazione. Era sera, pioveva, e non si vedeva nulla. Ho riportato una forte contusione al ginocchio. Se ci fosse passato un anziano, sarebbe stato più grave». Non è un caso isolato: molti tratti sono incompiuti, le protezioni sono precarie e la segnaletica carente o assente. I passaggi pedonali provvisori si trasformano in vere e proprie trappole, soprattutto la sera, quando i lampioni dell’illuminazione pubblica funzionano a intermittenza rendendo la visibilità quasi nulla.
Passaggi pericolosi per carrozzine e pedoni
All’angolo tra via Pio La Torre e via XXV Aprile, i marciapiedi sono completamente occupati dal cantiere. Le mamme con passeggini, gli anziani con i carrelli della spesa e gli studenti con lo zaino sono costretti a camminare in mezzo alla rotonda, tra le auto. «Ogni mattina vedo famiglie che rischiano di essere investite», denuncia un residente. «Quando piove è un disastro: pozzanghere ovunque, fango e buio perché i lampioni si accendono a tratti. È una situazione fuori controllo».
Negozianti disperati: «Transenne ovunque, i clienti scappano»
I commercianti di via Due Giugno sono allo stremo. Le transenne ferme da mesi, i cumuli di materiali e gli spazi ridotti creano confusione e pericolo. «I pedoni non sanno più dove camminare, devono zigzagare tra i cantieri e le auto», spiega una negoziante. «Già prima i parcheggi erano pochi, ora è impossibile fermarsi. I clienti rinunciano a venire e preferiscono fare acquisti altrove. Così stiamo perdendo anni di lavoro e di fiducia». Un altro commerciante aggiunge: «Avevano promesso tempi rapidi, ma i cantieri sembrano eterni. Gli operai non si vedono o si vedono poco. Quando cala la sera, la zona diventa buia e insicura: è assurdo lavorare in queste condizioni».
Studenti sotto la pioggia, pensiline tolte da mesi
Le pensiline delle fermate bus sono state rimosse mesi fa e non più reinstallate. «Mio figlio e altri ragazzi aspettano l’autobus sotto la pioggia, senza alcun riparo», racconta Marco, padre di un liceale. «È inaccettabile che per un progetto urbano si dimentichi la quotidianità delle persone. Quando piove devono ripararsi solo con gli ombrelli, e la sera non c’è luce. Ogni giorno è un disagio che mette a rischio la sicurezza». Una giovane universitaria ferma sotto il Comune ad aspettare il bus aggiunge: «Capita anche spesso che siano gli autisti dei mezzi a non capire bene dove siano le fermate, più di una volta il trasporto pubblico è passato senza fermarsi, e mi ha lasciato a piedi, con enormi disagi»
Un cantiere senza conclusione e senza controlli
Passeggiando lungo i tratti già realizzati della ciclabile, si notano materiali abbandonati, recinzioni danneggiate e cartelli scoloriti. I residenti denunciano l’assenza di controlli e il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza. «È incredibile che nessuno del Comune sia passato a verificare lo stato dei lavori», commenta un pensionato residente in via XXV Aprile. «Di notte è tutto al buio: i lampioni si accendono e si spengono a caso, e camminare tra transenne e buche solo per uscire di casa è pericoloso. Non chiediamo miracoli, solo che si lavori in modo ordinato e sicuro».
Le aziende di via Primo Maggio: «Dopo un anno di disagi, vogliamo vedere la fine dei lavori»
Nella zona produttiva di via Primo Maggio la misura è ormai colma. Le aziende, dopo mesi di cantieri aperti, transenne e caos viabilistico, chiedono che la realizzazione della ciclabile Linea 7 arrivi finalmente al termine. «Questa pista ha cominciato a fare danni sin dall’inizio, quando per farle spazio sono stati eliminati i parcheggi e abbattuti gli alberi», afferma il titolare di un’impresa artigiana. «Ora i problemi continuano: i lavori sono fermi da settimane, la segnaletica è inesistente, e le fermate dei bus restano provvisorie da mesi».
Il malcontento è diffuso tra le imprese, che lamentano l’impossibilità di gestire in modo ordinato le attività quotidiane. «Non si capisce più dove poter sostare, dove passano i mezzi pubblici e, soprattutto, quando finirà tutto questo», racconta una dipendente di un’azienda del comparto industriale, «Di sera spesso la strada è completamente buia: l’illuminazione pubblica è guasta da tempo e nessuno interviene. È un pericolo per chi esce tardi dal lavoro o per i camion che circolano nelle ore serali».
Le imprese chiedono risposte chiare e tempi certi, non più promesse. «Non vogliamo polemizzare, ma dopo un anno di disagi continui è lecito aspettarsi che i cantieri vengano chiusi, che la segnaletica venga ripristinata e che l’illuminazione torni a funzionare regolarmente», sottolinea un imprenditore della zona. «La mobilità sostenibile non può diventare sinonimo di abbandono e disordine. È ora che il Comune restituisca a questa via la dignità di un’area produttiva funzionante».
Comune assente, cittadini delusi
La domanda che circola tra i cittadini è una sola: perché l’amministrazione comunale non interviene per richiamare la direzione lavori? Per bacchettare Città Metropolitana di Milano? L’impressione diffusa è che manchi una regia unitaria e un controllo reale. I residenti chiedono un cronoprogramma pubblico e verifiche costanti. «Non serve inaugurare nuove opere se quelle in corso restano incompiute e pericolose», dichiarano alcune mamme all'uscita da scuola.
La ciclabile Linea 7, nata per migliorare la qualità della vita e promuovere la mobilità sostenibile, rischia di diventare il simbolo dell’inefficienza e della scarsa attenzione ai bisogni reali della città. Tra alberi tagliati, lampioni che non funzionano, strade al buio e cantieri infiniti, i cittadini si sentono abbandonati. E mentre i lavori procedono a rilento, cresce la sensazione che il progetto, nato per unire, stia invece dividendo sempre più la comunità, con buona pace dei fondi del PNRR che avrebbero dovuto garantire tempi certi, qualità e sicurezza.
Giulio Carnevale
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