Mediglia, una targa per i prigionieri alleati: una storia dimenticata riemerge dal passato
In via Risorgimento il ricordo dei soldati del Commonwealth detenuti nel 1943 alla cascina Canobbio: un segno per tramandare memoria e valori
Un capitolo poco noto della Seconda guerra mondiale torna alla luce a Mediglia, dove sabato è stata inaugurata in via Risorgimento una targa dedicata ai soldati britannici del Commonwealth detenuti nel 1943 in un campo di prigionia ricavato alla cascina Canobbio. L’iniziativa, accompagnata dalla posa di un cippo commemorativo, punta a restituire dignità storica a una vicenda rimasta a lungo ai margini. Durante la cerimonia è stata letta una lettera del console britannico, impossibilitato a partecipare ma vicino all’evento. Il progetto, promosso da Marco Baratto, segna un primato: si tratta della prima targa in Italia della Royal British Legion dedicata ai prigionieri alleati. La storia risale al giugno 1943, quando circa ottanta militari alleati furono trasferiti nella cascina sotto sorveglianza. Tra loro anche lo scozzese Hugh Ewart, che dopo l’8 settembre riuscì a fuggire e a trovare rifugio grazie all’aiuto di alcuni cittadini di Melegnano. Nascosto per mesi, fu poi accompagnato fino alla Svizzera, anche con l’aiuto di un religioso, riuscendo infine a rientrare in patria entro Natale. Da Radio Londra arrivò il suo ringraziamento pubblico. Una vicenda che racconta non solo la guerra, ma anche la solidarietà civile in anni difficili. «La nostra comunità ha sempre dimostrato una profonda attenzione verso la memoria storica e i valori che ne derivano – ha affermato il sindaco Gianni Fabiano -. Custodire il ricordo significa non soltanto onorare il passato, ma anche costruire con consapevolezza il presente e il futuro, trasmettendo alle nuove generazioni il significato autentico di ciò che è stato. Anche attraverso il ricordo dei prigionieri del Commonwealth, il cippo assume un valore ancora più profondo, legando la nostra storia locale a quella più ampia della liberazione dell’Europa». Il monumento sarà inoltre al centro delle celebrazioni del 25 aprile, con la deposizione di una corona, a rafforzare il legame tra memoria locale e coscienza democratica.
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