Segrate, prima prova su strada per la guida autonoma italiana: così Niulinx vuole cambiare il car sharing |Video|

La start-up nata dal Politecnico di Milano presenta la prima dimostrazione pubblica della propria tecnologia di Livello 4. Sullo sfondo anche il curioso risvolto politico dell'ex sindaco Paolo Micheli, oggi Head of Communication di Niulinx, che chiede al Governo e al Ministero guidato dal suo storico avversario Matteo Salvini, al quale non ha mai lesinato aspre critiche, di aggiornare il Codice della strada per consentire l'omologazione dei veicoli autonomi.

SEGRATE – Giovedì 25 giugno l'area destinata a ospitare il futuro Westfield Milano ha fatto da cornice alla prima dimostrazione pubblica su strada della tecnologia italiana di guida autonoma di Livello 4 sviluppata da Niulinx, start-up deep-tech nata come spin-off del Politecnico di Milano. Tra le strade del grande comparto urbanistico ancora in fase di sviluppo, una Fiat 500 elettrica ha percorso autonomamente il tragitto previsto senza conducente a bordo, mostrando dal vivo un innovativo modello di robo-sharing destinato, nelle intenzioni dell'azienda, a rivoluzionare il car sharing.

Non si è trattato di un test confinato in un circuito sperimentale, ma di una prova in un contesto urbano reale, pensata per dimostrare la maturità di una tecnologia che guarda già al mercato. L'obiettivo di Niulinx è infatti sviluppare una piattaforma capace di ridurre drasticamente i costi di gestione delle flotte, proponendo un modello alternativo a quelli adottati dai grandi operatori americani e cinesi e costruito sulle esigenze delle città europee.

Dalla ricerca all'impresa

Niulinx è una realtà giovanissima. È stata costituita nell'aprile 2026 con un capitale iniziale di 38 milioni di euro e in pochi mesi ha già riunito circa sessanta ingegneri, con un'età media di appena venticinque anni.

Numeri che raccontano una scelta precisa: trasformare il patrimonio di ricerca sviluppato negli anni all'interno del Politecnico di Milano in un progetto industriale.

L'obiettivo è già fissato. Entro i prossimi due anni il team dovrebbe arrivare a circa duecento professionisti, mentre il traguardo tecnico è quello di ottenere l'omologazione della piattaforma entro tre anni.

L'idea che cambia il car sharing

Il progetto sviluppato da Niulinx non punta a sostituire completamente il conducente, come avviene nei robotaxi sperimentati in alcune città degli Stati Uniti o della Cina.

L'idea è molto più semplice e, proprio per questo, potenzialmente più sostenibile.

Quando un utente prenota un'automobile, il veicolo raggiunge autonomamente il punto d'incontro senza alcun passeggero a bordo. Una volta arrivata a destinazione, la vettura passa il controllo al cliente, che guida normalmente fino al luogo desiderato.

Terminato il viaggio, non è necessario riportare l'auto in un parcheggio prestabilito né attendere un operatore per il recupero: il veicolo riparte autonomamente verso un'altra prenotazione oppure rientra nella flotta operativa.

È un sistema che elimina buona parte dei costi logistici tipici del noleggio tradizionale e rende molto più efficiente la gestione delle automobili condivise.

Come nasce un'auto a guida autonoma

Dietro l'apparente semplicità del sistema si nasconde una tecnologia estremamente complessa.

Durante la dimostrazione di Segrate, il Ceo e Founder di Niulinx, Luca Foresti, ha illustrato il funzionamento della vettura, spiegando che la base di partenza è una normale automobile elettrica, scelta perché offre caratteristiche tecniche particolarmente adatte all'integrazione con i sistemi di guida autonoma.

Il primo elemento fondamentale è rappresentato dai sensori.

«I sensori sono gli occhi dell'auto», ha spiegato Foresti.

Sulla vettura trovano posto videocamere, radar e un sensore LiDAR, capace di costruire una mappa tridimensionale dell'ambiente circostante. Ogni secondo questi dispositivi raccolgono una quantità enorme di informazioni sulla strada, sui veicoli, sui pedoni, sulla segnaletica e sugli ostacoli presenti lungo il percorso.

Il cervello elettronico che prende le decisioni

Tutte le informazioni provenienti dai sensori vengono elaborate da un computer di bordo ad alte prestazioni.

È qui che entra in gioco la componente più sofisticata dell'intero progetto.

Il software interpreta i dati ricevuti, ricostruisce in tempo reale ciò che accade attorno alla vettura e decide quale manovra eseguire.

In realtà, osserva Foresti, le azioni fondamentali che un'automobile deve compiere sono poche: sterzare, accelerare e frenare.

La difficoltà consiste nel capire quando, quanto e come intervenire, valutando continuamente centinaia di variabili contemporaneamente.

Una volta elaborata la decisione, il computer invia i comandi agli attuatori elettronici che controllano fisicamente sterzo, acceleratore e impianto frenante. Anche questi dispositivi sono ridondanti: se un componente dovesse guastarsi, un secondo sistema è pronto a sostituirlo, garantendo la continuità del controllo del veicolo e aumentando il livello di sicurezza.

Il vero valore è nel software

Secondo Foresti, il vero patrimonio tecnologico di Niulinx non risiede tanto nei sensori, oggi disponibili sul mercato, quanto nella capacità del software di trasformare milioni di dati in decisioni immediate.

È questo il cuore del progetto.

«La gran parte del valore sta nel software che gira sopra quel computer, perché è lì che sta la magia di tutto quello che accade», ha spiegato il fondatore della società.

L'obiettivo finale, ha ribadito Foresti, non è quello di realizzare un prototipo da laboratorio.

«Non vogliamo fare un progetto di ricerca. I progetti di ricerca vengono fatti al Politecnico ad altissimo livello. Il nostro obiettivo è arrivare al mercato e portare persone su strada senza autista».


Il Sindaco Francesco Di Chio ha provato la tecnologia di Niulinx

Il Sindaco Francesco Di Chio ha provato la tecnologia di Niulinx

Un modello diverso da Waymo e Tesla

La scelta compiuta da Niulinx segna una netta differenza rispetto ai grandi operatori internazionali della guida autonoma. Negli Stati Uniti, aziende come Waymo, controllata da Google, e Tesla stanno sviluppando sistemi nei quali il veicolo deve essere in grado di trasportare i passeggeri senza alcun intervento umano per l'intero tragitto.

La start-up italiana ha invece deciso di seguire una strada diversa. La guida autonoma viene utilizzata esclusivamente quando la vettura è vuota, cioè durante gli spostamenti verso il cliente o tra una prenotazione e l'altra. Il tragitto principale continua invece ad essere affidato al conducente.

Una soluzione che riduce notevolmente la complessità tecnologica, permette di affrontare con maggiore gradualità il percorso normativo e, soprattutto, abbassa in modo significativo gli investimenti necessari per costruire una flotta.

Un business model pensato per l'Europa

Secondo Luca Foresti, è proprio questo modello operativo a rappresentare il principale punto di forza di Niulinx.

«È un business model che permette di immaginare di arrivare al mercato con due zeri in meno di investimento rispetto a quanto viene fatto da Waymo o Tesla», ha spiegato il Ceo della società.

L'idea è quella di sviluppare una soluzione sostenibile anche per il mercato europeo, dove i costi di investimento e il contesto urbano rendono molto più difficile replicare i modelli adottati oltreoceano.

«Dobbiamo trovare una via europea, quindi a minore intensità di capitale, per portare la guida autonoma con tecnologia europea sulle nostre strade, perché l'alternativa è una sola: avremo tecnologia cinese e americana».

Un messaggio che va oltre il singolo progetto imprenditoriale e si rivolge all'intero settore automobilistico continentale.

L'appello alle case automobilistiche europee

Foresti non nasconde la preoccupazione per il ritardo accumulato dall'industria europea nello sviluppo di veicoli predisposti alla guida autonoma.

Durante la presentazione di Segrate ha rivolto un vero e proprio appello ai grandi costruttori del continente affinché accelerino gli investimenti.

«La chiamata alle armi è ora per le case automobilistiche europee. Ad un certo punto le auto che circoleranno per strada saranno sempre di più flotte a guida autonoma. Saremo costretti ad andare su auto cinesi e su auto coreane invece che auto europee. E noi vogliamo invece andare su auto europee, ma non possiamo perché non c'è l'auto europea pronta per far questo».

Per il fondatore di Niulinx la sfida non riguarda soltanto l'innovazione tecnologica, ma anche la capacità dell'Europa di mantenere una propria autonomia industriale in uno dei settori destinati a trasformare profondamente la mobilità dei prossimi decenni.

Il vero ostacolo oggi è la normativa

Se dal punto di vista tecnologico la piattaforma è ormai pronta per affrontare la fase di industrializzazione, il principale limite resta quello legislativo.

L'attuale Codice della strada italiano non consente infatti la circolazione di veicoli completamente autonomi senza conducente a bordo, rendendo impossibile l'avvio di servizi commerciali come quello immaginato da Niulinx.

Per questo motivo la società considera l'adeguamento delle norme un passaggio indispensabile per poter avviare le prime flotte operative.

L'obiettivo: l'omologazione entro tre anni

La tabella di marcia indicata dall'azienda è ambiziosa ma precisa.

Nei prossimi tre anni Niulinx punta a completare il percorso di omologazione necessario per portare il proprio sistema sulle strade italiane.

Foresti ha spiegato che il dialogo con le istituzioni è già avviato e che anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando su possibili aggiornamenti della normativa.

«L'Italia deve cambiare il Codice della strada perché quello attuale non permette un'auto senza autista. So che stanno lavorando al Ministero dei Trasporti per fare questo cambiamento e ovviamente dobbiamo mettere insieme tutte le operations per poter avere flotte a guida autonoma», ha dichiarato.

L'obiettivo non è soltanto ottenere un'autorizzazione alla sperimentazione, ma creare un quadro normativo stabile che consenta alle aziende italiane di competere ad armi pari con i grandi operatori internazionali.

Perché la sfida riguarda tutta l'industria italiana

Dietro la tecnologia sviluppata da Niulinx non c'è soltanto il futuro del car sharing.

La partita riguarda la possibilità che l'Italia riesca a costruire una propria filiera della guida autonoma, valorizzando il patrimonio di ricerca delle università, le competenze delle imprese e la tradizione manifatturiera del settore automotive.

È proprio questa la visione che accompagna il progetto: utilizzare una tecnologia sviluppata interamente nel nostro Paese per creare un nuovo modello di mobilità, evitando che il mercato europeo finisca per dipendere esclusivamente dalle piattaforme americane o asiatiche.

La prossima sfida, però, non sarà soltanto tecnica. Sarà soprattutto politica e industriale.


Guard ail vidoe con le dichiarazioni del Ceo Luca Foresti

Sergio Savaresi: «La tecnologia è pronta, ora serve un ecosistema adeguato»

Accanto a Luca Foresti è intervenuto anche Sergio Savaresi, professore del Politecnico di Milano e tra i massimi esperti italiani di guida autonoma, che ha inquadrato il progetto in una prospettiva più ampia.

Per il docente, infatti, la sfida non consiste soltanto nel perfezionare gli algoritmi o aumentare le prestazioni dei sistemi di intelligenza artificiale. Il vero banco di prova sarà riuscire a integrare questi veicoli all'interno delle città europee, caratterizzate da centri storici, traffico intenso e un quadro normativo particolarmente rigoroso.

«La vera sfida della guida autonoma nei contesti urbani europei non è solo la componente software, ma la capacità di integrarsi in un ecosistema normativo e di sicurezza estremamente severo. La transizione verso una mobilità autonoma di massa passa inevitabilmente da veicoli intelligenti e leggeri, capaci di muoversi in sicurezza nei centri storici e di ottimizzare l'efficienza complessiva delle flotte urbane».

Una riflessione che rafforza la filosofia scelta da Niulinx: sviluppare una piattaforma progettata specificamente per le esigenze delle città europee, piuttosto che adattare modelli concepiti per contesti completamente diversi.

Paolo Micheli: «L'Italia ha tutte le competenze per essere protagonista»

Tra i protagonisti della presentazione anche Paolo Micheli, oggi Head of Communication di Niulinx ed ex sindaco di Segrate, che sul suo profilo social ha commentato la prersentazione.

Per Micheli la dimostrazione rappresenta molto più di una semplice prova tecnica.

«Oggi Niulinx ha dimostrato sulle strade di Segrate che la guida autonoma di Livello 4 ora è una realtà tecnologica sviluppata in Italia e testata in un contesto urbano reale. Questo risultato deve farci riflettere».

L'ex sindaco ritiene che il nostro Paese disponga già delle competenze necessarie per giocare un ruolo di primo piano nella nuova mobilità.

«L'Italia dispone delle competenze scientifiche, industriali e imprenditoriali per essere protagonista della nuova mobilità. Ciò che manca, oggi, è un quadro normativo che accompagni l'innovazione oltre la fase sperimentale».

Da qui l'invito rivolto alle istituzioni.

«Rivolgo quindi un appello al Governo e al Parlamento: apriamo una riflessione sull'aggiornamento del Codice della strada e delle procedure di omologazione, affinché le aziende che sviluppano tecnologie autonome possano passare più rapidamente dalla sperimentazione all'impiego operativo, sempre nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza».

Il curioso risvolto politico

Le dichiarazioni di Micheli assumono anche un significato particolare sul piano politico.

Durante i suoi due mandati da sindaco di Segrate, l'attuale Head of Communication di Niulinx aveva infatti espresso in numerose occasioni critiche, anche molto severe, nei confronti dell'attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Oggi, invece, è proprio al Governo e al Parlamento – e quindi anche al Ministero guidato da Salvini – che Micheli si rivolge chiedendo un aggiornamento del Codice della strada e delle procedure di omologazione per consentire alla guida autonoma di uscire definitivamente dalla fase sperimentale.

Un cambio di prospettiva che rappresenta una curiosa ironia della politica: chi in passato contestava l'azione dell'attuale ministro oggi affida proprio a quel Ministero una parte importante delle speranze di sviluppo di una tecnologia italiana.

Di Chio: «Segrate continua a essere un laboratorio dell'innovazione»

Anche il sindaco di Segrate, Francesco Di Chio, ha accolto con favore la dimostrazione pubblica della tecnologia sviluppata da Niulinx, sottolineando il ruolo che la città continua a svolgere come terreno di sperimentazione per le nuove tecnologie applicate alla mobilità.

«Il futuro della mobilità viaggia a Segrate. All'interno dell'area Westfield questa mattina abbiamo testato le auto di Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano specializzato in soluzioni di guida autonoma», ha dichiarato il primo cittadino.

Di Chio ha poi spiegato in modo semplice il funzionamento del sistema di robot sharing, evidenziandone le potenzialità per il trasporto urbano.

«Il robot sharing che abbiamo provato arriva da solo muovendosi a un massimo di 30 chilometri orari, poi lo guidi fino alla tua destinazione, quindi torna a muoversi autonomamente per andare a posteggiarsi o a rispondere a una nuova chiamata».

Non è mancato un riferimento alla cultura pop degli anni Ottanta, con un richiamo alla celebre serie televisiva Supercar.

«Avete presente il telefilm degli anni Ottanta "Supercar" e l'iconico comando che pronunciava Michael Knight: "KITT, vienimi a prendere!". Ecco, a Segrate, grazie a Niulinx, KITT questa mattina ci è venuto davvero a prendere. Non è una Pontiac Firebird nera fiammante, ma una più umile, e altrettanto efficiente, Fiat 500 guidata da un computer».

Il sindaco, nel suo post su Facebook, ha infine sottolineato come questa tecnologia possa rappresentare un importante supporto alla mobilità del futuro.

«La mobilità di un futuro molto vicino, anche in Europa e in Italia, sarà questa: sicura, efficiente e a disposizione di tutti, come supporto al trasporto pubblico. E Segrate, come da tradizione per le nuove tecnologie, gioca un ruolo fondamentale anche in questo viaggio».

Una partita che vale molto più del car sharing

La sperimentazione andata in scena a Segrate non riguarda soltanto il futuro del noleggio automobilistico.

Se il progetto raggiungerà gli obiettivi indicati da Niulinx, potrebbe aprire nuove prospettive per l'intera filiera italiana della mobilità intelligente, creando opportunità di sviluppo per aziende, centri di ricerca e costruttori automobilistici.

La sfida è infatti duplice: da una parte sviluppare una tecnologia competitiva a livello internazionale, dall'altra creare le condizioni normative e industriali affinché questa innovazione possa essere prodotta, omologata e commercializzata in Europa.

In gioco non c'è soltanto il successo di una start-up nata dal Politecnico di Milano, ma la possibilità che l'Italia ritagli un ruolo di primo piano in uno dei settori destinati a trasformare profondamente il mondo dell'automobile nei prossimi decenni.

La dimostrazione di Segrate rappresenta quindi un punto di partenza. Se alle competenze tecnologiche sapranno affiancarsi tempi rapidi sul piano normativo e una risposta concreta dell'industria europea, la guida autonoma sviluppata in Italia potrebbe passare dalla sperimentazione alle strade di tutti i giorni molto prima di quanto oggi si immagini.
Giulio Carnevale