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Colturano, sgombero all’ex hotel La Campagnola: il 13 aprile segna la svolta, nessuna sospensiva ma resta l’incognita dell’udienza

Operazioni in corso dopo sette anni di attese, tra tensioni legali, questioni sociali e un nuovo passaggio decisivo fissato per domani

Lo sgombero di oggi, intevebnuti carabinieri e polizia locale

Dopo anni di rinvii e sospensioni, lunedì 13 aprile 2026 è iniziato lo sgombero definitivo dell’ex hotel La Campagnola di Colturano. Fin dalle 9 di questa mattina, sul posto era presente un imponente dispositivo operativo: una quindicina di militari dell’Arma dei Carabinieri, l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Lodi incaricato di dare esecuzione al provvedimento, oltre alla Polizia locale di Paullo intervenuta a supporto di quella di Colturano. Presenti anche i rappresentanti della proprietà, i rispettivi legali e il sindaco di Colturano Giulio Guala, affiancato dai funzionari comunali e dagli operatori dei servizi sociali impegnati nella gestione dell’assistenza agli occupanti durante le delicate fasi dello sgombero.

Il giorno dello sgombero e la partita ancora aperta (forse)
Un intervento atteso e contestato, che però potrebbe non rappresentare ancora la parola fine.
Come spiegato dall’avvocato Antonio Albanese, legale di Vittorio Pedrazzini, la partita giudiziaria resta aperta: «Domani si discute un reclamo finalizzato a rivisitare questa decisione». La difesa aveva chiesto di sospendere le operazioni proprio in attesa di questo passaggio, ma senza successo: «Abbiamo chiesto di fermarsi, ma sono andati avanti».

Le ragioni della difesa: tra diritto europeo e condizioni umane
Nel merito, la linea difensiva punta su un tema giuridico rilevante: la presunta illegittimità della procedura esecutiva, legata alla presenza di clausole abusive nei mutui originari.
«La Corte europea dei diritti dell’uomo ha rimesso in discussione la certezza del trasferimento immobiliare», ha spiegato Antonio Albanese, sostenendo che tali principi non sarebbero stati adeguatamente considerati.
Accanto al profilo tecnico emerge con forza quello umano. Pedrazzini è invalido al 100%, allettato e bisognoso di cure continue. Nella struttura erano presenti anche altri soggetti fragili: «Ci sono persone che ricevono pensioni di 350 euro al mese».
Nel mirino anche alcuni aspetti della gestione, come la nomina di una società esterna per la custodia dell’immobile, con costi ritenuti eccessivi.

In alto a sinistra Giulio Guala sindaco di Colturano presente allo sgombero per garantire assistenza agli occupanti: Andrea Carugo uno dei soici di Rara Srl con il legale Laura Ferrari. Sotto gli occupanti che si sono accampati fuori dal complesso in attesa di assistenza.

In alto a sinistra Giulio Guala sindaco di Colturano presente allo sgombero per garantire assistenza agli occupanti: Andrea Carugo uno dei soici di Rara Srl con il legale Laura Ferrari. Sotto gli occupanti che si sono accampati fuori dal complesso in attesa di assistenza.

La posizione della proprietà: “Sette anni senza possesso”
Di segno opposto la posizione della proprietà, la società Rara SRL di Mediglia, rappresentata dall’avvocato Laura Ferrari e dai soci, tra cui Andrea Carugo e Roberto Stroppa.
«La procedura non è stata sospesa e quindi possiamo procedere», ha spiegato il legale, ridimensionando il peso dell’udienza prevista: «È uno dei tanti reclami già rigettati».
Duro il bilancio della proprietà: «Abbiamo acquistato l’immobile dallo Stato e ci aspettavamo di ottenerlo in tempi congrui. Sono passati sette anni», ha dichiarato Andrea Carugo.
Ancora più netta la sintesi: «Abbiamo la proprietà ma non il possesso», una situazione che ha comportato costi continui tra tasse, spese legali e mancato utilizzo dell’immobile. Fino al 2023 è stata pagata anche l'IMU poi sospesa in caso di occupazioni abusive.
Sulla stessa linea Roberto Stroppa: «Non ci saremmo mai aspettati una lunghezza del genere».
Nel frattempo proseguono le operazioni tecniche: cambio delle serrature, vigilanza e tempi stimati in alcune settimane per arrivare alla piena disponibilità dell’immobile.

Il ruolo del Comune: tra legalità e assistenza
Sul piano sociale, il Comune di Colturano ha attivato un intervento di emergenza per le persone presenti nella struttura. Il sindaco Giulio Guala ha illustrato un’azione coordinata con assistenti sociali e rete territoriale.
«Il Comune si sta rendendo disponibile per trovare una sistemazione di emergenza», ha spiegato, indicando in circa quindici le persone coinvolte.
Una parte è già stata accolta negli uffici comunali per i colloqui, per i non residenti sono stati allertati i comuni di provenienza.
Il primo cittadino ha insistito sull’approccio umano: «Non è un accanimento, ma un intervento necessario». E ancora: «Queste persone sono anche vittime».
L’obiettivo è accompagnarle fuori da una situazione di illegalità, garantendo al tempo stesso un supporto concreto: «Vogliamo ristabilire la legalità ma anche offrire assistenza».

Una vicenda simbolo tra diritto e realtà
Il caso dell’ex hotel La Campagnola si conferma emblematico: da un lato il diritto della proprietà, dall’altro la fragilità sociale di chi vi abitava.
L’udienza di domani potrebbe ancora incidere sul percorso, ma lo sgombero è partito. Dopo sette anni di attese, il finale si avvicina, anche se resta ancora aperto a possibili sviluppi.

Giulio Carnevale