Milano, fermato un uomo sospettato di aver incendiato sei auto nel quartiere Promessi Sposi
Il sospetto è stato bloccato dagli agenti del commissariato Porta Ticinese dopo tre episodi distinti avvenuti tra fine ottobre e metà novembre
Il fermo di lunedì sera
La Polizia di Stato ha fermato lunedì sera un cittadino marocchino di 40 anni, ritenuto responsabile degli incendi che tra il 27 ottobre e il 16 novembre hanno danneggiato sei autovetture nel quartiere Promessi Sposi, a Milano. Il provvedimento arriva al termine di un’attività investigativa condotta dagli agenti del commissariato Porta Ticinese, che nelle ultime settimane avevano intensificato i controlli nella zona a seguito dei ripetuti episodi.
Le prime immagini dalle telecamere
Le indagini sono partite dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in via Renzo e Lucia, luogo del primo rogo. Nei filmati è stato notato un uomo con un sacchetto di plastica avvicinarsi con fare sospetto alle vetture parcheggiate. Subito dopo il suo allontanamento, le fiamme hanno avvolto due auto, provocando danni significativi. Quell’episodio ha dato avvio a un monitoraggio costante dell’area, incrociato con ulteriori testimonianze e riscontri.
Il secondo episodio del 2 novembre
Il 2 novembre altri due veicoli sono stati danneggiati in circostanze analoghe, rafforzando l’ipotesi che gli incendi fossero collegati e riconducibili alla stessa persona. Anche in quel caso, le immagini e gli elementi raccolti hanno permesso agli investigatori di definire un quadro sempre più preciso dei movimenti del sospettato.
L’intervento decisivo del 16 novembre
Il 16 novembre si è verificato un terzo episodio, con altre due auto colpite dalle fiamme. Questa volta, però, gli agenti del commissariato Porta Ticinese sono riusciti a intervenire rapidamente, fermando l’uomo poco dopo l’incendio. Il fermo è avvenuto nella stessa area in cui si erano concentrati i precedenti episodi, consentendo agli investigatori di chiudere il cerchio e procedere con gli accertamenti necessari.
Le verifiche ancora in corso
Il lavoro della Polizia di Stato prosegue ora per ricostruire ogni dettaglio dei singoli episodi e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
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Redazione 



















