Milano, il giorno della firma e l’ombra dell’inchiesta: la Procura indaga sulla vendita di San Siro

La cessione dello stadio a Milan e Inter per 197 milioni di euro segna un passaggio storico per la città, ma la Procura apre un’indagine per turbativa d’asta. Fontana: «Mi auguro che si tratti di un atto dovuto e che tutto si chiarisca al più presto, perché Milano ha bisogno di un nuovo stadio»

Il 5 novembre 2025 segna una data destinata a entrare nella storia di Milano. Dopo anni di discussioni e rinvii, il Comune ha firmato il rogito che sancisce la cessione del complesso di San Siro alle società AC Milan e FC Internazionale Milano per un importo complessivo di circa 197 milioni di euro. Un bonifico istantaneo da 100 milioni, prima tranche dell’operazione, ha ufficializzato il passaggio di proprietà davanti al notaio, chiudendo una delle più lunghe telenovele urbanistiche della città.

L’inchiesta della Procura: sospetti di turbativa d’asta

Nel giorno della firma, però, è arrivata la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta. Al centro dell’indagine c’è la procedura adottata dal Comune per la vendita del compendio immobiliare. L’avviso pubblico, pubblicato il 24 marzo 2025 e chiuso il 30 aprile, avrebbe lasciato appena 37 giorni per la presentazione delle offerte. Secondo l’esposto di alcuni soggetti esclusi, tra cui il promoter musicale Claudio Trotta del comitato “Sì Meazza”, i tempi ristretti e i requisiti dell’avviso avrebbero reso di fatto impossibile la partecipazione di altri operatori.
L’accusa ipotizza che la procedura fosse “ad hoc”, costruita su misura per agevolare le due società calcistiche milanesi. Non risultano al momento indagati e il fascicolo resta in fase preliminare, ma la vicenda ha sollevato un’ondata di polemiche politiche e istituzionali.

Le reazioni: tra cautela e attacchi politici

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato a RTL 102.5: «Mi auguro che l’indagine della Procura di Milano sia un atto dovuto derivante dal fatto che qualcuno ha presentato un esposto e mi auguro che la Procura faccia luce sulla situazione al più presto possibile perché già si tratta di una procedura complessa e difficile: è chiaro che se ci sono anche motivi di carattere giudiziario che rallentano, il percorso diventa ancora più complicato e difficile».
Dal fronte politico, il capogruppo di FdI a Palazzo Marino, Riccardo Truppo, che ha aggiunto: «Non ci auguriamo guai giudiziari, né amministrativi, né penali e nemmeno civilistici. Ciò però che ormai pare evidente ad ogni singolo cittadino di Milano è la cattiva gestione politica dell'affare. Speriamo solo che non siano i milanesi a dover pagare nei prossimi mesi e anni per un'Amministrazione ormai priva di una guida e di una visione politica. Lo scudo penale che avrebbe dovuto proteggere le parti contraenti da eventuali indagini e/o processi, potrebbe portare allo scioglimento del contratto cosi come prospettato? Il Sindaco è tornato dal Brasile. Belle le foto apparse sui social, bello il mare e la spiaggia. Invitiamo, però, lo stesso primo cittadino ad abbandonare il litorale di Ipanema e a venire in aula per relazionare immediatamente non del viaggio ma di quanto sta accadendo e accadrà».

Il futuro del progetto stadio

Nonostante le polemiche, l’operazione prosegue. I 197 milioni pattuiti verranno versati in più tranche, e i due club hanno già affidato agli studi Foster + Partners e MANICA la progettazione del nuovo impianto da 71.500 posti, con avvio dei lavori previsto per il 2027 e completamento nel 2032. Tuttavia, se dalle verifiche dovessero emergere irregolarità sostanziali, non è escluso che la vendita possa essere sospesa o, nel peggiore dei casi, rinegoziata.
Per Milano, la firma del rogito rappresenta un passaggio epocale, ma l’inchiesta aperta dalla Procura getta un’ombra sul futuro del progetto. L’ex “Scala del calcio” cambia proprietari, ma resta al centro di un’indagine che potrebbe riscrivere i tempi — e forse anche i destini — del nuovo stadio della città.