Milano sotto la pioggia, esonda il Seveso: nove ore di emergenza tra allagamenti e disagi
Le precipitazioni record hanno messo in crisi il nodo idraulico milanese: strade allagate, scuole evacuate, centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco e Prefettura in allerta.
La vasca di laminazione di Niguarda questa mattina verso le ore 10.00
Piazzale Istria questa mattina
Le prime ore del mattino
Le piogge hanno iniziato a cadere intense dalle 2 di notte, aumentando di forza all’alba. Già alle 6, in via Vittorini e nella zona di Ponte Lambro, sono state posizionate paratie mobili per prevenire gli allagamenti. L’assessore Marco Granelli ha confermato che i sottopassi cittadini erano sotto controllo, ma la preoccupazione riguardava i livelli del Lambro e soprattutto del Seveso.
L’esondazione del Seveso
Dalle 8 del mattino è entrata in funzione la vasca di Milano, seguita da quella di Senago. Ma verso le 10 entrambe erano già sature e non hanno più potuto contenere la piena del Seveso, che ha esondato a Niguarda e Pratocentenaro. I Vigili del Fuoco hanno segnalato oltre cento interventi tra allagamenti di cantine, sottopassi e scuole. A Paderno Dugnano è crollato un argine del Seveso, aggravando la criticità a nord di Milano.
L’attivazione della Prefettura
Alle 13 la Prefettura ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi, con la partecipazione dei sindaci e degli enti locali coinvolti. Sono stati chiusi ponti e sottopassi, in particolare a Cusano Milanino e Milano nord. Nel frattempo, il sindaco Giuseppe Sala ha ammesso «qualche disagio» inevitabile, spiegando che erano caduti oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore.
I dati di Arpa Lombardia
Nel pomeriggio Arpa Lombardia ha diffuso i dati ufficiali: 211 millimetri di pioggia a Seveso, 175 a Como, 165 a Cantù. Si tratta di valori paragonabili ai massimi storici del 2014. A Milano città sono caduti fino a 90 millimetri. I livelli idrometrici del Seveso hanno superato in alcuni punti i record assoluti.
L’intervento della Regione
L’assessore regionale Gianluca Comazzi ha ricordato il ruolo delle opere idrauliche, come le vasche di Senago, il Parco Nord e gli scolmatori, che hanno ridotto i danni pur di fronte a precipitazioni eccezionali. Ha però segnalato guasti tecnici: a Bresso una paratoia si è rotta dopo l’urto con un tronco, aggravando la tracimazione.
Sala: «Serve la terza vasca»
Nel tardo pomeriggio il sindaco Sala, in sopralluogo a Niguarda, ha sottolineato che «serve la terza vasca di Lentate», che la Regione prevede pronta entro un anno. Ha ricordato che le condizioni critiche dipendono anche dall’acqua che scende dalle aree a nord di Milano, con livelli ancora molto alti a Cesano Maderno.
Il lento miglioramento
Verso le 19 il Comune ha annunciato la fine dell’esondazione, durata circa nove ore. Subito dopo, le squadre di Amsa hanno iniziato le operazioni di pulizia nelle zone allagate, come Cà Granda, Isola e Valfurva. È rimasta invece rinviata, per esigenze operative, la celebrazione del patrono della Protezione civile in piazza Duomo.
La giornata ha dimostrato ancora una volta la vulnerabilità del nodo idraulico milanese di fronte a eventi meteo estremi. Nonostante le opere già attive, l’emergenza non è stata evitata: la terza vasca di Lentate, promessa per il 2026, appare ormai un intervento non più rinviabile.
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Redazione 



















