Peschiera, sfratto con minori, la proprietà scrive a 7giorni: «Visto l'eco della vicenda vogliamo rispondere a certe affermazioni»

«Sono molto dispiaciuto. La bambina era presente in maniera del tutto casuale, quella mattina non si trovava all’asilo»

Il clamore mediatico della vicenda della bambina e della mamma non prese in carico dai servizi sociali durante uno sfratto esecutivo eseguito a Mezzate, ha coinvolto la proprietà dell’appartamento. Le dichiarazioni del sig. Ridha hanno provocato una serie di commenti sgradevoli nei confronti dei proprietari dell’immobile oggetto di sfratto. Malgrado i nostri servizi avessero puntualizzato che non era certo in discussione il diritto di rientrare in possesso di un immobile condotto da un inquilino moroso. Eraldo Fedeli uno dei comproprietari, ha scritto a 7giorni per chiarire alcuni aspetti.

«In merito ai video apparsi sul Vs. sito, in relazione allo sfratto eseguito in Mezzate il giorno 6 del corrente mese ai danni di una “ famiglia con bimba piccola e donna incinta “, buttata in mezzo alla strada nell’assoluta indifferenza di tutte le parti in carica, vorrei puntualizzare alcuni trascurabili particolari:
-    L’ appartamento in oggetto era l’abitazione di mia suocera ( oggi scomparsa ) lasciato dalla stessa per essere ricoverata presso una casa di riposo per anziani in conseguenza di una malattia di tipo degenerativo.
-    L’appartamento è stato dato in affitto ( dai tre figli ) all’unico scopo di utilizzare il ricavato per contribuire parzialmente al pagamento della retta presso la stessa casa di riposo ( la pensione della signora non  era sufficiente a coprirne l’importo) e quindi non certamente per ricavarne lauti guadagni.
-    Allo scopo di poterlo affittare l’appartamento ( seppure in maniera modesta ) è stato ammobiliato e, con contratto di durata quadriennale, a partire dall’ 01.04.2013 e stato occupato dal Sig Ridha Gannouni.
-    L’importo mensile previsto era pari a euro [omissis*](affitto ) + euro 150,00 ( spese ), per un totale pari a euro [omissis*].
-    L’ultimo pagamento effettuato ( peraltro in ritardo) dal Sig. Ridha andava a saldare il dovuto a tutto il mese di maggio 2015.
-    A partire da tale momento il Sig. Rida non ha più versato un solo centesimo né per quanto riguardante l’affitto, né tantomeno per le spese che sono comunque state regolarmente e puntualmente pagate dai proprietari.
-    Al 31.01.2019 le mensilità non pagate sono pari solamente a 44 ( quarantaquattro ) per un’ importo complessivo di euro [omissis]*(+ eventuali adeguamenti ISTAT.
-    Nell’anno 2016 ( con i mesi di anticipo previsti dalla legge ), al  Sig Ridha è stata inviata la disdetta  a decorrere dal 31.03.2017 ( disdetta quindi inviata circa 15 mesi dopo il ricevimento dell’ultimo pagamento
-    La disdetta e quindi stata inviata dopo circa 15 mesi di insolvenza e con ulteriori 6 mesi di anticipo sulla data di scadenza contrattuale
-    A partire dalla data di invio della disdetta ,il Sig. Ridha non si è più neppure preoccupato di ripetere le vaghe precedenti promesse  ma ha preferito rendersi assolutamente indisponibile evitando qualsiasi contatto allo scopo di verificare l’esistenza e la percorribilità di eventuali ipotesi di soluzione.
-    E’ quindi iniziato l’iter legale che ha portato al provvedimento di sfratto esecutivo emesso nel mese di ottobre 2017.
-    A partire da tale mese, la permanenza totalmente gratuita del Sig. Rida nell’appartamento si è ulteriormente protratta per “ soli “ 15 mesi. Una bazzecola.
-    Il Sig, Ridha non ha mai cercato di contattare la proprietà e più specificatamente mia cognata, della quale era in possesso del numero di telefono fisso e del cellulare fin dal momento della stipula del contratto.
-    L’unico contatto con la stessa, al quale il Sig. Ridha fa riferimento nel video riportandolo come telefonico ed avvenuto dopo innumerevoli tentativi, e stato in realtà assolutamente casuale, inevitabile ed avvenuto faccia a faccia per la strada.
-    Nel corso del incontro ( definiamolo pure così ) durato pochi secondi, l’espressione verbale più significativa del Sig. Ridha è stato, più o meno,  un rapido e generico : per l’affitto …. vedremo cosa si può fare ….
-    Il giorno 6 febbraio scorso, il Sig Ridha ha dovuto lasciare l’appartamento alla presenza dell’ Ufficiale Giudiziario ( arrivato al 6° accesso e quindi dopo cinque proroghe concesse ), dei rappresentanti la Polizia Locale, del personale medico presente ( ambulanza sotto casa ) del quale potrà certamente essere verificato il verbale di intervento.
-    Era ovviamente presente la moglie “ incinta e con gravi problemi sorti la notte precedente “ ed era presente la bambina ( cosa questa della quale sono veramente e fortemente dispiaciuto ), che suppongo in maniera del tutto casuale, quella mattina non si trovava all’asilo.
-    Mi permetto di fare notare quanto la versione fornita nel video dal Sig. Ridha, differisca sensibilmente da quanto sopra riportato  (che è assolutamente veritiero e dimostrabile ).
-    Apprendo anche , dall’ articolo apparso sul Vostro ultimo numero, della possibilità di usufruire di un contributo finanziario pari a euro 8000 ( Comune di Peschiera attraverso l’assessore Parisotto ) per trovare una nuova sistemazione o tentare di sanare la situazione pregressa. Tentativo mai effettuato.
-    Concludendo, lascio ad ognuno la possibilità di interpretare i fatti non basandosi unicamente da quanto affermato in un video che diffonde una versione unilaterale, priva di qualsiasi contraddittorio o verifica.
-    Domando infine chi a Peschiera Borromeo, compreso ovviamente il Sig. Carnevale, abbia contribuito in maniera così rilevante, alla crescita e al mantenimento di una famiglia non sua».

*per questioni di privacy abbiamo scelto di non pubblicare le cifre, comunque l’importo è notevolmente più alto da quanto dichiarato dal sig. Ridha nel servizio di 7giorni.

La risposta della Redazione

La ringraziamo per le sue precisazioni. Ci dispiace che si sia sentito coinvolto a tal punto di ritenersi lei sotto accusa. Non avremmo mai voluto. Il vostro diritto di ritornare in possesso della casa a causa della morosità dell'inquilino è sacrosanto e non lo abbiamo mai messo in discussione. Tanto che nel presentare la storia, abbiamo chiaramente detto: "non sappiamo se tutto quello che ci ha detto sia vero o meno ma l'unica cosa certa che sappiamo è che sua figlia di 4 anni è stata messa in mezzo alla strada senza l'intervento dei servizi sociali". La nostra critica giornalistica era esclusivamente rivolta all'amministrazione comunale che non ha saputo gestire, come dice lei, la presenza "inaspettata" della bambina. Non ci sogneremmo mai di contestare una decisione del Giudice di sfratto esecutivo. Qualcosa nei servizi sociali non ha funzionato speriamo che quanto denunciato possa servire in futuro al Comune di Peschiera Borromeo a gestire con attenzione problematiche del genere con maggiore attenzione nei confronti di persone fragili ed indifese.
Per quanto riguarda la vostra disavventura avete tutta la nostra solidarietà, ahimè conosciamo bene quanto possa essere lunga la giustizia e quanto sia frustrante non riuscire a tornare in possesso della propria proprietà ingiustamente occupata da terzi,in tempi decenti.

La redazione di 7giorni

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