Sanità in crisi a Peschiera Borromeo, cittadini esasperati: «Costretto a prendere ferie al posto della malattia, è inaccettabile»
Due lettori denunciano la situazione: code infinite alla Guardia Medica, appuntamenti dopo giorni, ricette illeggibili e ambulatori improvvisati con i sostituti che neanche visitano
Peschiera Borromeo – Monta la protesta dei cittadini per la grave carenza di medici di base che sta mettendo in ginocchio l’assistenza sanitaria. Due lettori hanno scritto alla redazione per denunciare disagi sempre più insostenibili, tra file interminabili, appuntamenti impossibili da ottenere, prescrizioni gestite in modo caotico e ambulatori spesso deserti.
«Senza medico di base, costretto a prendere ferie per curarmi»
Un lettore racconta la sua personale odissea iniziata lunedì 1° settembre. Non sentendosi bene, decide di recarsi alla Guardia Medica di Peschiera Borromeo, che apre alle 20:00: «Alle 20:10 avevo già davanti in coda almeno dieci persone». Il giorno successivo la situazione peggiora: febbre alta, nuovo accesso alla Guardia Medica e ancora venti persone in attesa.
Il medico di turno gli prescrive i farmaci, ma gli spiega che non è autorizzato a concedere tre giorni di malattia. Così, la mattina del 3 settembre, l’uomo prova a contattare via WhatsApp i numeri dei medici sostitutivi della Casa di Comunità di via Matteotti. La risposta lo lascia senza parole: «Mi richiamano e mi danno il primo appuntamento mercoledì 10 settembre».
Di fronte a questa situazione, il cittadino non ha alternative: è costretto a chiedere tre giorni di ferie per potersi curare. «Lo trovo inaccettabile. Devo prevedere in anticipo quando mi ammalo o pregare di stare bene», conclude amaramente.
«Ambulatori improvvisati, ricette scritte a mano e tempi d’attesa infiniti»
Un altro lettore segnala criticità ancora più profonde all’interno della stessa struttura di via Matteotti, dove si concentrano gli ex assistiti dei dottori Di Palma e Bersani. La prima denuncia riguarda i tempi di attesa: «Aspettare nove giorni per un appuntamento è inaccettabile per un servizio che dovrebbe garantire tempi rapidi».
Non solo: il cittadino evidenzia una scarsa organizzazione interna. «Nel pomeriggio gli ambulatori sono deserti, le porte chiuse e non si capisce quale medico riceva. Sarebbe utile almeno un avviso con il numero dell’ambulatorio e indicazioni chiare al momento della prenotazione».
«Le ricette non devono compilarle i pazienti»
Il secondo lettore segnala inoltre un problema legato alle prescrizioni mediche: «L’utente non dovrebbe mai compilare la ricetta inserendo codice fiscale, note prescrittive o esenzioni. Questo è compito esclusivo del medico. Qualsiasi modifica può invalidare la prescrizione e, essendo un atto pubblico, può configurare persino un illecito amministrativo».
In alcuni casi, però, i pazienti sarebbero costretti a completare a mano i moduli, con il risultato che le ricette risultano spesso illeggibili anche per i farmacisti. «È possibile che il PUA non sia dotato di strumentazione informatica adeguata? Non possiamo continuare a mettere in difficoltà anziani e persone fragili».
«Serve chiarezza: i pazienti hanno diritto a cure corrette e rispetto»
La denuncia prosegue segnalando comportamenti differenti da parte dei medici della Continuità assistenziale: «Alcuni prescrivono diligentemente tutti i farmaci necessari, altri dicono di poter concedere solo quelli urgenti. Serve una comunicazione ufficiale che chiarisca i diritti dei pazienti e i doveri dei professionisti».
Il lettore conclude con un appello alle istituzioni: «I pazienti devono essere ricevuti in ambulatori salubri, puliti, ben illuminati e sicuri, e da personale attento, empatico e disponibile. La qualità della relazione medico-paziente è parte integrante della buona medicina. Invito le autorità sanitarie a verificare di persona questa situazione».
«Niente visita ma solo ricette»
In molti segnalano inoltre che il medico sostituto della Casa di Comunità di via Matteotti non effettua nemmeno una visita minima ai pazienti. Per qualsiasi controllo, anche di base, il cittadino è costretto a rivolgersi alla Continuità assistenziale, con ulteriori code e disagi.
Un problema che riguarda centinaia di peschieresi
Peschiera Borromeo ha perso almeno quattro medici di base in un solo anno e la situazione è diventata insostenibile per centinaia di cittadini. La mancanza di professionisti sta mettendo a dura prova l’intero sistema di assistenza primaria. I cittadini chiedono interventi urgenti da parte di ATS e Regione Lombardia per ristabilire un servizio sanitario efficiente e garantire il diritto alla cura.
La redazione di 7giorni: «Raccontateci le vostre storie»
La Redazione di 7giorni si rende disponibile a raccogliere segnalazioni, testimonianze e racconti di tutti i cittadini che stanno vivendo difficoltà simili. La salute è un diritto fondamentale e solo facendo emergere tutte le storie possiamo stimolare l’ASST Melegnano Martesana e le istituzioni competenti a intervenire. L’opinione pubblica deve farsi sentire: più voci si uniscono, più forte sarà la richiesta di cambiamento.
Scrivete a [email protected] oppure inviate un messagio WhtasApp a +393392800846 .
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