Capolinea M3 a Peschiera Borromeo, già tutto deciso? Opposizioni all’attacco: «Troppe informazioni mai condivise»
Prima l’affondo di Stefania Accosa (FdI) sul PFTE e sulle interlocuzioni con gli enti superiori, poi l’intervento di Andrea Scarpato (Lista Scarpato Sindaco): «Nelle Commissioni Trasporti svolte quest'anno il tema non è mai stato affrontato»
L'area che ospiterà il Capolinea della M3 a Peschiera Borromeo L'area individuata da MM oggetto del Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), si trova a Bellaria adiacente alla zona commerciale
Il prolungamento della linea M3 fino a Peschiera Borromeo torna ad agitare il dibattito politico cittadino. Nelle ultime sedute del Consiglio comunale, il tema della futura metropolitana nel Sud Est Milano si è trasformato in un caso politico, con le opposizioni che accusano l’amministrazione di non aver condiviso informazioni rilevanti sul progetto del futuro capolinea.
Al centro della discussione ci sarebbero le interlocuzioni avviate da mesi con gli enti sovracomunali e l’esistenza di un PFTE, il Progetto di fattibilità tecnico-economica, relativo al prolungamento della linea gialla. Secondo quanto emerso in aula, il Comune sarebbe stato informato già da febbraio degli sviluppi progettuali, senza però comunicarli pubblicamente né affrontarli nelle commissioni consiliari dedicate ai trasporti.
Accosa mette pressione sul PFTE
La prima a intervenire in aula è stata l’ex sindaca e attuale consigliera comunale Stefania Accosa (FdI), che ha puntato il dito proprio contro la gestione delle informazioni relative al progetto.
«A quanto mi risulta, MM aveva pronto entro fine giugno un Pfte che vedrebbe il prolungamento della metropolitana fino a Peschiera con una sola fermata, in zona centro commerciale, con lo stralcio di qualsiasi altro prolungamento, anche per un’ipotetica metrotranvia», ha dichiarato.
Secondo Accosa, l’ipotesi progettuale prevederebbe la nascita di un grande nodo di interscambio ai margini della città, scenario che durante il suo mandato amministrativo si sarebbe cercato di evitare. «Potrebbe prospettarsi uno scenario che avevamo cercato di scongiurare ai tavoli dell’epoca, infatti si parlerebbe altresì di un grande hub di interscambio bus e di un grossissimo parcheggio».
L’ex primo cittadino ha quindi ribadito le proprie preoccupazioni sul piano urbanistico e viabilistico. «L’area individuata per noi non era idonea per trasformare Peschiera a “nuovo capolinea” per questioni di traffico, viabilità e soprattutto sicurezza. Bene il prolungamento, ma deve essere sostenibile».
Scarpato: «Nessun confronto nelle commissioni»
Successivamente è intervenuto il consigliere comunale Andrea Scarpato (Lista Scarpato Sindaco), che ha invece concentrato il proprio intervento sul mancato coinvolgimento delle commissioni Trasporti.
Secondo Scarpato, nonostante negli ultimi mesi siano state convocate diverse commissioni dedicate ai temi della mobilità cittadina, il tema del futuro capolinea della M3 e delle interlocuzioni con gli enti superiori non sarebbe mai stato affrontato in maniera concreta.
Una critica politica diretta all’amministrazione, accusata di non aver condiviso con il Consiglio comunale informazioni considerate strategiche per il futuro assetto infrastrutturale della città.
Il tema del prolungamento della linea gialla si prepara così a diventare uno dei dossier più delicati dei prossimi mesi per Peschiera Borromeo, tra aspettative per l’arrivo della metropolitana e timori legati all’impatto che il nuovo hub potrebbe avere sul territorio.
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Redazione 



















