Violentata durante il primo appuntamento: arrestato a San Donato Milanese un 38enne già condannato per fatti simili
Un incontro nato su Telegram si è trasformato in un incubo per una giovane di 20 anni. L’uomo, con precedenti specifici e già condannato in primo grado, è stato arrestato dai carabinieri dopo una rapida indagine.
Ricostruzione AI
L’aggressione a San Donato Milanese
Il grave episodio risale al 9 settembre, nei pressi del capolinea della metropolitana di San Donato Milanese. La giovane, conosciuta dall’uomo tramite una chat di Telegram, aveva accettato di incontrarlo per la prima volta. Una volta salita in auto, il 38enne avrebbe preso una strada isolata, chiuso le portiere e, sotto la minaccia di un coltello, costretto la ragazza a subire violenze sessuali, colpendola fisicamente e stringendole le mani al collo. Ha inoltre tentato di rapinarla, strappandole il telefono e rovistando nella borsa.
La vittima, in preda al panico, è riuscita a reagire sferrandogli un pugno, a scendere dall’auto e a riprendere con un video la targa della vettura mentre l’uomo fuggiva. Subito soccorsa, è stata visitata alla clinica Mangiagalli di Milano e il giorno seguente ha sporto denuncia ai carabinieri.
Le indagini e l’arresto
Grazie alla prontezza della giovane e agli elementi raccolti, tra cui le immagini delle telecamere di videosorveglianza, i riconoscimenti fotografici e le testimonianze, i carabinieri di San Donato hanno identificato l’aggressore. L’uomo è stato arrestato e condotto al carcere di San Vittore con l’accusa di violenza sessuale, tentata rapina aggravata e porto d’armi atti ad offendere.
Un predatore “seriale”
Secondo quanto emerge dall’ordinanza firmata dalla gip Rossana Mongiardo, su richiesta della pm Sara Ombra e della procuratrice aggiunta Letizia Mannella, l’uomo sarebbe un “seriale”. Già condannato lo scorso marzo in primo grado per un tentativo di violenza commesso nel 2023 con le stesse modalità, avrebbe continuato a cercare vittime attraverso i social, instaurando lunghi dialoghi per conquistare la loro fiducia e poi attirarle in trappola.
Nell’ordinanza si parla di una “condotta predatoria sistemica, frequentissima, raffinata e molto pericolosa”, che conferma la gravità della minaccia rappresentata dall’uomo. Nonostante la recente condanna, ancora non definitiva, avrebbe perseverato con lo stesso modus operandi, aumentando il rischio di reiterazione del reato.
Il ruolo decisivo della denuncia
Determinanti per l’esito delle indagini sono state le informazioni fornite dalla giovane, che con lucidità e precisione ha aiutato gli investigatori a ricostruire i fatti. La collaborazione tra vittima e forze dell’ordine ha permesso di identificare rapidamente il presunto aggressore, assicurandolo alla giustizia e prevenendo ulteriori episodi.
Allarme sociale e prevenzione
Il caso solleva nuovamente l’allarme sulla sicurezza delle relazioni nate online e sui rischi connessi agli incontri con persone conosciute sui social. L’episodio dimostra quanto sia fondamentale denunciare subito situazioni sospette o violente, per consentire un rapido intervento delle forze dell’ordine e tutelare altre possibili vittime.
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Redazione 



















