Datacenter ex-CISE a Segrate, nuova offensiva di Lantieri contro il MASE: : «Cantieri già avviati con verifiche ambientali ancora aperte»

Dopo la risposta del Ministero dell’Ambiente sul progetto CyrusOne nell’area ex-CISE, il blogger di Segrate Libera annuncia una denuncia alla Commissione europea e contesta la gestione delle verifiche ambientali ancora aperte mentre i lavori risultano già avviati

Il caso del grande datacenter previsto nell’area ex-CISE di Segrate entra in una nuova fase di scontro istituzionale. Dopo il riscontro inviato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 13 maggio 2026, Daniele Lantieri, cittadino segratese e autore della testata civica Segrate Libera, ha trasmesso una nuova e articolata istanza indirizzata al MASE, alla Presidenza del Consiglio, alla Presidenza della Repubblica, alla Regione Lombardia e ad altri enti coinvolti nel procedimento.

La risposta del Ministero

Il Ministero aveva risposto a una precedente richiesta di chiarimenti presentata da Daniele Lantieri il 20 aprile scorso sul progetto del datacenter nell’area ex-CISE, autorizzato attraverso il decreto ministeriale n. 470/2025. Nella nota ufficiale, il MASE ha spiegato che tutta la documentazione relativa al progetto e alle verifiche di ottemperanza è consultabile sul portale ministeriale dedicato alle valutazioni ambientali.

Lo stesso Ministero ha inoltre precisato che gli eventuali impatti cumulativi con il futuro progetto “MIL2 Rubattino” saranno valutati soltanto nel momento in cui verrà eventualmente presentata un’istanza formale relativa a quel nuovo intervento.

Le contestazioni di Lantieri

La risposta ministeriale non ha però soddisfatto Daniele Lantieri, che nella nuova PEC sostiene come il semplice rinvio al portale online non rappresenti un riscontro sufficiente rispetto alle richieste formulate.

Secondo il blogger segratese, il Ministero non avrebbe chiarito in modo puntuale:

  • lo stato reale delle verifiche ambientali ancora aperte;
  • le prescrizioni ancora da verificare;
  • i tempi previsti per la conclusione delle istruttorie;
  • e la compatibilità tra i lavori in corso e le verifiche tecniche ancora pendenti.

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda infatti le cosiddette “verifiche di ottemperanza”, cioè i controlli tecnici attraverso cui il Ministero verifica che le prescrizioni ambientali previste dal decreto autorizzativo vengano rispettate.

Il nodo delle verifiche ancora aperte

Nella nuova istanza, Daniele Lantieri sostiene che due procedure risultino ancora in istruttoria tecnica presso la Commissione VIA-VAS, mentre una terza sarebbe stata conclusa.

Secondo quanto riportato nella documentazione inviata, sul portale ministeriale comparirebbe inoltre una procedura identificata come ID 14430, non citata nel riscontro ufficiale del MASE.

Per questo motivo il blogger chiede chiarimenti formali al Ministero anche sull’esistenza e sul contenuto di questa ulteriore verifica ambientale.

I lavori già avviati nell’area ex-CISE

Altro tema centrale riguarda l’avanzamento del cantiere. Daniele Lantieri afferma infatti di avere documentato fotograficamente lavori già in corso nell’area ex-CISE di via Reggio Emilia, con la presenza di gru, mezzi e attività operative riconducibili alle infrastrutture energetiche collegate al datacenter.

Nella documentazione trasmessa vengono citati:

  • la sottostazione elettrica HV-MV Segrate;
  • il cavidotto da 220 kV verso Lambrate;
  • e opere affidate alla società Altenia per conto di CyrusOne Italy.

Secondo il blogger, il fatto che i lavori siano materialmente avviati mentre alcune verifiche risultano ancora aperte rappresenterebbe un elemento da chiarire sotto il profilo amministrativo e ambientale.

La denuncia annunciata all’Unione Europea

Il passaggio più pesante della nuova iniziativa riguarda però l’annuncio di una futura denuncia alla Commissione europea attraverso la procedura CHAP.

Daniele Lantieri sostiene infatti che il progetto sarebbe stato suddiviso in più procedimenti distinti — datacenter, sottostazione elettrica, cavidotto e futuro progetto MIL2 Rubattino — evitando così una valutazione ambientale complessiva e unitaria.

Secondo il blogger, questa impostazione potrebbe risultare incompatibile con la normativa europea sulla Valutazione di Impatto Ambientale e con i principi della Convenzione di Aarhus sulla trasparenza ambientale e sulla partecipazione pubblica.

Al momento, tuttavia, non risultano sospensioni dei lavori né revoche delle autorizzazioni già rilasciate. Il confronto si sposta quindi ora sul piano amministrativo, tecnico e potenzialmente europeo, in uno dei progetti urbanistici ed energetici più discussi degli ultimi mesi nel territorio di Segrate.


I dettagli riportati nel cartello di cantiere

Nella fotografia allegata alla documentazione inviata da Daniele Lantieri compare il cartello relativo ai lavori affidati alla società Altenia per conto di CyrusOne Italy S.r.l.. Il pannello indica in modo esplicito la realizzazione della sottostazione HV-MV Segrate e della connessione verso la stazione elettrica di Lambrate tramite doppio cavo da 220 kV.

Tra i dati riportati figurano:
- importo complessivo dei lavori pari a 22 milioni di euro;
- avvio del cantiere fissato al 2 febbraio 2026;
- conclusione contrattuale prevista per il 7 aprile 2027;
- presenza di più imprese coinvolte nella realizzazione delle opere.

Perché la foto viene considerata rilevante

Secondo Daniele Lantieri, il cartello assume rilevanza perché documenterebbe in modo materiale l’esistenza di un’infrastruttura energetica già in fase avanzata di realizzazione e collegata direttamente al progetto del datacenter ex-CISE.

Nella sua interpretazione, il riferimento alla connessione elettrica da 220 kV dimostrerebbe inoltre la dimensione energetica dell’intervento e la necessità di opere di rete dedicate per sostenere il futuro insediamento tecnologico.

Il riferimento alla connessione con Lambrate

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dal blogger segratese riguarda il collegamento con la stazione elettrica di Lambrate. Secondo Lantieri, questo elemento potrebbe assumere un peso importante anche nelle future valutazioni relative agli sviluppi previsti nell’area Rubattino.

Nelle sue comunicazioni sostiene infatti che la presenza di una medesima infrastruttura energetica potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di connessione tra i diversi progetti previsti nell’est milanese.

Il valore documentale delle immagini

Nella PEC trasmessa agli enti istituzionali, Daniele Lantieri precisa inoltre di avere raccolto un corpus fotografico più ampio, corredato anche da metadati di geolocalizzazione e datazione degli scatti.

Secondo quanto dichiarato, il materiale fotografico verrebbe utilizzato per documentare lo stato di avanzamento delle opere e supportare le richieste di chiarimento rivolte al Ministero dell’Ambiente nell’ambito delle verifiche amministrative ancora aperte.