Sanità sotto pressione a Vizzolo: protesta contro le liste d’attesa e accuse all’Asst Melegnano-Martesana
I pazienti protestano davanti all’ospedale di Vizzolo Predabissi: «Violato il diritto alla salute». L’Asst replica: «Canali sempre aperti, risposte date nel rispetto delle norme regionali e nazionali»
VIZZOLLO PREDABISSI – Ancora tensioni davanti all’ospedale di Vizzolo Predabissi, dove venerdì 18 luglio si è svolto un nuovo presidio di protesta organizzato dal Coordinamento per il diritto alla salute Melegnano-Martesana. Al centro delle contestazioni, ancora una volta, la gestione delle liste d’attesa da parte dell’Asst Melegnano-Martesana, accusata di non rispettare i tempi massimi di attesa (Tma) per le prestazioni sanitarie, come previsto dalla normativa nazionale.
«L’Asst non rispetta le urgenze e respinge i ricorsi»
Tra i promotori della protesta, Andrea Viani, fondatore del Coordinamento Lodigiano per il diritto alla salute, ha puntato il dito contro l’azienda sanitaria: «L’Asst Melegnano-Martesana continua a essere noncurante nei confronti delle liste di attesa. Tutte le strutture sanitarie accreditate dovrebbero rispettare le classi dei tempi massimi di attesa, che sono inderogabili, in quanto individuate dal medico di base sulla base di criteri clinici. Eppure, la struttura di Vizzolo sembra non essere al corrente di questo obbligo di legge».
Ma le accuse non si fermano qui. Secondo Viani, l’Asst avrebbe trovato un escamotage per respingere i ricorsi dei pazienti: «L’Ufficio relazioni con il pubblico riesce a respingere i ricorsi appellandosi a un regolamento regionale secondo il quale bisognerebbe seguire una specifica procedura. Ma all’Asst sfugge il fatto che un regolamento regionale non prevale su una legge nazionale. L’azienda sta di fatto compiendo un abuso e violando l’articolo 32 della Costituzione: il diritto alla salute».
Giovanna Capelli: «Respinti ricorsi anche per casi gravi»
Presente al presidio anche Giovanna Capelli, ex senatrice e membro attivo del Coordinamento: «Ciò che sta facendo l’Asst non è solo anticostituzionale, ma è pericoloso per chi ha bisogno di una prestazione in tempi brevi. Sappiamo, ad esempio, che dei 15 ricorsi respinti nel Sud Milano, almeno 3 riguardavano casi molto gravi. Di conseguenza, questi pazienti non hanno avuto le cure o si sono dovuti rivolgere ai privati per ottenerle».
I due portavoce hanno anche riferito di un confronto tentato con l’Urp aziendale: «Ha cercato di rabbonirci promettendo di inviare lettere meno dure ai pazienti se non vengono accolti i ricorsi. Ma, durezza o meno, non contrattiamo sul diritto alla salute».
La replica dell’Asst: «Confronto sempre aperto, dati in miglioramento»
In risposta alle accuse, l’Asst Melegnano-Martesana ha diffuso una nota ufficiale e un comunicato stampa, nei quali respinge le critiche. «Non ci risultano pervenute domande o segnalazioni rimaste inevase – scrive la direzione – e confermiamo di essere sempre disponibili a un confronto franco e corretto sulle tematiche di salute pubblica». L’azienda invita i rappresentanti del Coordinamento a utilizzare i canali istituzionali «sempre aperti».
Nel comunicato stampa, l’Asst illustra i dati relativi al primo semestre del 2025: su 293 istanze presentate dai cittadini per accedere al percorso di tutela alternativo in caso di superamento dei tempi massimi, il 67% ha avuto esito positivo, il 28% ha ricevuto indicazioni per attivare correttamente il percorso e solo il 5% è stato respinto per motivi normativi. Inoltre, su 3581 prestazioni ambulatoriali richieste, il 70% è stato erogato entro i tempi previsti.
L’azienda precisa che le richieste non accolte riguardavano soprattutto prestazioni non eseguibili nei presidi Asst (come la risonanza magnetica con macchinario aperto) o accessi non congrui rispetto ai percorsi previsti (come nel caso di interventi chirurgici privi di visita specialistica preliminare).
Investimenti e assunzioni per potenziare il servizio
L’Asst sottolinea infine il proprio impegno sul fronte del potenziamento strutturale e del personale. «Nel primo semestre del 2025 – si legge – abbiamo registrato un incremento di 51 unità nella dirigenza medica e 178 nel comparto sanitario». Un investimento che, secondo l’azienda, testimonia «la volontà costante di migliorare l’offerta e rispondere ai bisogni del territorio».
Il confronto tra i cittadini e l’azienda sanitaria, tuttavia, sembra ancora lontano da una sintesi. Da un lato l’Asst rivendica il rispetto della normativa regionale e i risultati raggiunti, dall’altro i comitati insistono su un principio più alto: il diritto alla cura nei tempi necessari, senza dover bussare alla porta del privato.
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