Ex Saronio, il 2026 anno chiave per la bonifica dei veleni a Cerro al Lambro
Oltre un milione di euro dall’Esercito per il piano di caratterizzazione dell’ex industria chimica. L’area contaminata torna al centro dell’attenzione
29 dicembre 2025
Il 2026 potrebbe segnare una svolta attesa da anni per Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, dove si trascina da decenni la vicenda ambientale legata all’ex chimica Saronio. Un’area vasta circa 45mila metri quadrati, oggi in stato di completo abbandono, che durante la Seconda guerra mondiale ospitava la produzione di armi chimiche destinate all’esercito del regime fascista. Il sito, tuttora di proprietà del demanio, fu successivamente riconvertito in poligono di tiro dall’Esercito, prima di essere progressivamente dismesso. Da almeno dieci anni versa in condizioni di degrado, ma ora si intravede finalmente l’avvio di un percorso concreto verso la bonifica. Secondo quanto riferito dagli amministratori locali, l’Esercito ha stanziato oltre un milione di euro per finanziare il piano di caratterizzazione ambientale, con risorse distribuite tra i bilanci 2026 e 2027. Il primo passo, previsto proprio per il prossimo anno, consisterà nella demolizione di alcuni edifici ormai fatiscenti. Un intervento preliminare, necessario per consentire le indagini tecniche che serviranno a individuare con precisione le aree maggiormente contaminate. Solo dopo questa fase sarà possibile procedere con la bonifica vera e propria dei terreni. L’ex impianto sorge nel cuore della frazione cerrese e conserva ancora segni evidenti del suo passato: nella zona più interna campeggia un grande arco in cemento armato, sovrastato dall’aquila imperiale, simbolo del Ventennio. Un monumento ingombrante, che ricorda una stagione storica controversa e una pesante eredità ambientale. Il 2026, dunque, si annuncia come un passaggio decisivo per un’operazione attesa da tempo dalla comunità locale: fare finalmente chiarezza sull’entità dei veleni presenti e avviare un percorso di risanamento ambientale in un’area che rappresenta una ferita aperta nel territorio.
29 dicembre 2025
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Redazione 



















