Ospedale di primo livello per la Martesana, l’opposizione unita contro la Regione
Le minoranze in Consiglio regionale accusano la maggioranza di propaganda e chiedono scelte concrete per la sanità pubblica dell’Asst Melegnano-Martesana
La discussione in Consiglio regionale sull’ipotesi di un nuovo ospedale di primo livello per l’area dell’ASST Melegnano-Martesana ha acceso uno scontro politico che ha visto tutte le forze di opposizione muoversi in modo compatto contro le mozioni approvate dal centrodestra. Una linea comune che attraversa Alleanza Verdi e Sinistra, Patto Civico, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e l’area civica della Martesana, con un messaggio chiaro: prima di parlare di nuove strutture bisogna risolvere i problemi attuali, rafforzare i servizi e costruire una vera programmazione sanitaria condivisa con il territorio.
Alleanza Verdi e Sinistra, la denuncia di una scelta rovesciata
Il consigliere regionale di AVS Massimo Rosati ha parlato senza giri di parole, definendo le mozioni della maggioranza una scelta politica sbagliata nel metodo e nei contenuti. «Le mozioni votate dalla maggioranza assomigliano a una presa in giro e a una iniziativa strumentale preelettorale. Non basta affermare che serve un nuovo ospedale. Serve invece affrontare da subito le criticità, ragionare sull’attuale perimetro dell’ASST, oggi troppo vasto ed eterogeneo, ascoltare i sindaci e i cittadini dei comuni interessati. Solo dopo decidere cosa effettivamente serve a questo territorio». Per Rosati, l’idea di avviare uno studio di fattibilità senza prima potenziare e riqualificare i presidi esistenti significa rinviare di anni le risposte ai bisogni reali dei cittadini.
Patto Civico e Cives, proposte respinte e territori ignorati
Sulla stessa linea la consigliera Michela Palestra, per Patto Civico e Cives – Liste Civiche Martesana, che ha ricordato come il punto di partenza fosse condiviso: un ospedale pubblico di primo livello sì, ma dentro una strategia complessiva. «Le nostre proposte chiedevano un impegno chiaro di Regione Lombardia: servizi definiti, tempi certi per lo studio di fattibilità, tutela dei presidi e dei servizi sanitari di prossimità già esistenti». Tutte queste richieste, però, sono state bocciate, lasciando sul tavolo il rischio di un conflitto tra territori e di una competizione su dove collocare la struttura, senza garanzie sulla tenuta dei servizi locali.
Il Partito Democratico accusa la propaganda
Dal Pd, la consigliera Carmela Rozza ha parlato di una occasione persa per rilanciare davvero la sanità dell’area. «La destra ha detto un secco no a proposte puntuali e ha scelto di votare un documento che chiede solo un generico studio di fattibilità, che non dà alcuna risposta concreta ai bisogni di salute, ma si presta a far credere ai cittadini che sarà realizzato un nuovo ospedale. In realtà la struttura non si farà mai». Rozza ha però sottolineato l’unico elemento positivo emerso dal dibattito, l’impegno dell’assessore Bertolaso a presentare entro tre mesi un piano di riorganizzazione dell’ASST, che le opposizioni promettono di monitorare.
Il Movimento 5 Stelle: centrodestra diviso e nessuna risposta
Ancora più duro il capogruppo del M5S Nicola Di Marco, che ha messo in luce le divisioni interne alla maggioranza. «Il messaggio vero per i cittadini oggi è: non si farà nulla. Noi Moderati chiede un ospedale nuovo senza alcuna garanzia per i presidi esistenti, la Lega promuove impegni vaghi, Fratelli d’Italia modifica l’oggetto della mozione, Forza Italia già mette le mani avanti sui possibili sacrifici richiesti al territorio». Di Marco ha ricordato anche l’emendamento da due milioni di euro per finanziare subito lo studio di fattibilità, bocciato a dicembre, accusando il centrodestra di preferire «il teatrino» alla programmazione reale.
Il Tavolo “Melegnano e Martesana in Salute”, la proposta bocciata
Accanto alle forze politiche di opposizione, è intervenuto anche il Tavolo “Melegnano e Martesana in Salute”, che riunisce Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico Adda-Martesana, Movimento 5 Stelle, Patto Civico, Cives Liste Civiche Martesana, liste civiche locali e SPI-CGIL Martesana. Nel documento politico unitario il Tavolo denuncia che «la destra in Regione fa melina e prende in giro i cittadini dell’Adda-Martesana», dopo aver bocciato una mozione che chiedeva interventi immediati e strutturali. In particolare, la proposta unitaria prevedeva un piano di rilancio con valorizzazione del personale e nuove assunzioni, la realizzazione di un ospedale pubblico di primo livello con gestione pubblica garantita, rapporti stabili con università e scuole di specializzazione, la tutela dei presidi di Cernusco e Melzo durante tutto il percorso e un piano sanitario territoriale da avviare subito in una logica di rete Hub e Spoke. Di fronte a queste richieste «puntuali e di merito», la maggioranza ha invece approvato solo uno studio di fattibilità per un «Ospedale unico», che – avverte il Tavolo – «sottende la chiusura dei presidi ospedalieri di Cernusco e Melzo» e trasforma il dibattito in una gara di bandierine politiche.
Una linea comune delle opposizioni
Al di là delle diverse appartenenze, l’opposizione regionale e il mondo civico della Martesana hanno costruito una piattaforma condivisa: difendere e potenziare subito i presidi esistenti, riorganizzare seriamente l’ASST Melegnano-Martesana e coinvolgere sindaci, operatori sanitari, comitati e cittadini nelle scelte strategiche. Per tutti, il rischio è che l’annuncio di un grande ospedale futuro diventi un alibi per non affrontare le carenze di oggi, lasciando il territorio senza risposte concrete.
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