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Ex Saronio, l’Esercito stanzia oltre un milione di euro per la bonifica

Il sindaco Di Cesare annuncia nuovi fondi e una tabella di marcia: nel 2026 partiranno le demolizioni dei fabbricati fatiscenti, primo passo verso la messa in sicurezza dell’area contaminata

Dopo decenni di incertezze e rinvii, si muove finalmente qualcosa sul fronte della bonifica dell’ex stabilimento Saronio di Riozzo, a Cerro al Lambro. L’Esercito italiano ha infatti deciso di incrementare i fondi destinati al risanamento ambientale, portando l’investimento complessivo a oltre un milione di euro. La notizia è stata resa pubblica dal sindaco Gianluca Di Cesare durante un incontro pubblico tenutosi venerdì 17 ottobre promosso dalle Onorevoli Valentina Barzotti e Ilaria Fontana del Movimento5Stelle. L’annuncio segna un punto di svolta in una vicenda che da anni pesa sulla comunità locale: quella dell’ex impianto militare dove, durante la Seconda guerra mondiale, venivano prodotte armi chimiche destinate alle forze di Mussolini. L’area, tuttora di proprietà del demanio e utilizzata in passato come poligono di tiro, è considerata un sito potenzialmente contaminato. Il progetto di risanamento, più volte annunciato ma mai concretamente avviato, prevede ora una nuova fase operativa. Ai 650mila euro già stanziati si sono aggiunti ulteriori 450mila euro, necessari per coprire l’aumento dei costi del piano di caratterizzazione, il passaggio tecnico indispensabile per individuare con precisione le zone inquinate. Secondo quanto illustrato dal primo cittadino, le risorse saranno distribuite tra i bilanci 2026 e 2027. Nella seconda metà del 2026 è previsto l’avvio delle demolizioni di alcuni edifici pericolanti, un intervento preliminare alla vera e propria attività di caratterizzazione e successiva bonifica del terreno. Per Cerro al Lambro si tratta di un passo importante verso la riqualificazione di un’area storicamente problematica, rimasta per anni in uno stato di abbandono. L’amministrazione comunale ha assicurato che vigilerà sul rispetto dei tempi e sulla trasparenza dell’intero processo, affinché le risorse messe in campo possano finalmente tradursi in un risultato concreto e atteso da tempo.