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Irpef comunale al massimo a Colturano, il campo largo attacca: «Scelta ingiusta e miope»

L’addizionale resta allo 0,8% anche per il 2026: nel mirino il caso dell’asilo nido PNRR da oltre 130mila euro a carico del Comune

Irpef confermata allo 0,8%: «Decisione politica grave»
L’addizionale Irpef comunale di Colturano resterà anche nel 2026 allo 0,8%, il livello massimo consentito dalla legge. È quanto denunciano in una nota congiunta AVS, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle di Colturano, che definiscono questa scelta «una scelta politica grave e miope», assunta «in una fase storica segnata dall’aumento del costo della vita e da una pressione fiscale già elevatissima». Secondo le tre forze politiche di opposizione, il Comune avrebbe «deliberatamente» deciso «di non ridurre di un solo centesimo il carico fiscale sui cittadini di Colturano», mantenendo l’aliquota al livello massimo senza alcun alleggerimento per contribuenti, lavoratori, pensionati e famiglie.

Richiamo alla Costituzione e alla progressività del sistema tributario
Nel comunicato si sottolinea come la scelta non possa essere considerata una misura neutra o meramente tecnica. Le opposizioni parlano di «una precisa scelta politica, che colpisce lavoratori, pensionati e famiglie, senza alcuna reale attenzione alla loro capacità contributiva». La critica si lega esplicitamente all’articolo 53 della Costituzione, che – ricordano – stabilisce che tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche «in base alla propria capacità economica» e che il sistema tributario deve essere improntato «alla progressività». Mantenere l’Irpef comunale al massimo, per AVS, PD e M5S, significa «ignorare lo spirito costituzionale, rinunciando a qualsiasi segnale di equità fiscale e continuando a far gravare il peso del bilancio comunale sui redditi dei cittadini, anche quelli medio-bassi».

Il caso dell’asilo nido PNRR: «Da costo zero a oltre 130mila euro»
Nel mirino delle opposizioni (extra consliari, poichè rinunciatarie allapresentaizone di una lista alle scorse elezioni) finisce anche la gestione dell’asilo nido finanziato con fondi PNRR. L’amministrazione, spiegano nel comunicato, giustifica il mantenimento dell’aliquota Irpef allo 0,8% con «esigenze di bilancio», ma – accusano – «tace sul pasticcio gestionale dell’asilo nido finanziato dal PNRR: un progetto che avrebbe dovuto essere a costo zero per il Comune e che invece finirà per costare oltre 130 mila euro alla collettività». Una vicenda che, secondo le tre forze politiche, rappresenta un esempio di «errori amministrativi» che oggi verrebbero coperti mantenendo alta la pressione fiscale «piuttosto che assumersi la piena responsabilità politica di una gestione inefficiente».

«Il conto presentato direttamente ai cittadini»
Per AVS, PD e M5S, la conseguenza di queste scelte è chiara: «Ancora una volta, il conto viene presentato direttamente ai cittadini». I firmatari del comunicato sostengono che i residenti di Colturano meriterebbero «un’amministrazione che sappia coniugare equilibrio di bilancio ed equità fiscale, senza scaricare sulle famiglie il peso di scelte amministrative evitabili». Una richiesta che si traduce in un appello a rivedere le priorità di bilancio e a prendere decisioni che non gravino in modo uniforme su tutti i contribuenti, ma che tengano conto delle diverse situazioni economiche e dei principi di equità richiamati dalla Costituzione.
Il Comunicato stampa integrale

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