Cdx unito contro la «propaganda di Peschiera Riparte» sui rimborsi aeroportuali: «un goffo tentativo di strumentalizzazione: bocciati»
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Lista Scarpato Sindaco difendono la scelta "in punta di Diritto" della Giunta Moretti e accusano PR di inadeguatezza amministrativa: «Una scelta ponderata, che adesso permetterà al sindaco Coden di chiedere quanto spetta e ha salvaguardato le finanze dell'Ente»
La zona in prossimità dell'ingresso all'aeroporto di Linate
Peschiera Borromeo, 7 agosto 2025 – Si alza il tono del confronto politico a Peschiera Borromeo. A infiammare il dibattito è il recente post pubblicato dalla lista “Peschiera Riparte”, in cui una componente della maggioranza, secondo l'opposizione, celebra l’esclusione del Comune dai rimborsi ANCAI come prova delle mancanze della precedente amministrazione. Una lettura che il centrodestra locale non solo respinge, ma definisce «infondata» e «ridicola».
Il centrodestra risponde: «Post inultili e imbarazzanti»
La replica arriva con una nota congiunta di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Lista civica Scarpato Sindaco (scarica la versione integrale in PDF), che definiscono il post di “Peschiera Riparte” un goffo tentativo di strumentalizzazione. Secondo i consiglieri firmatari, la verità sarebbe un’altra: la decisione della Giunta Moretti, nel 2022, di non proseguire con l’adesione al ricorso ANCAI era «una scelta ponderata, basata su valutazioni giuridiche approfondite, e perfettamente coerente con le indicazioni del Ministero».
«Nel loro post – attaccano – i componenti della lista civica oggi in maggioranza denunciano la presunta responsabilità della Giunta Moretti per aver revocato l’adesione al ricorso. Ma basterebbe avere una minima competenza giuridica per sapere che, una volta ottenuta una sentenza favorevole ai Comuni ricorrenti, anche Peschiera potrà ora avanzare una semplice richiesta per ricevere i rimborsi, senza aver speso un euro in spese legali».
Una delibera frutto di studio tecnico e visione legale
Le forze del centrodestra evidenziano come la delibera di revoca sia arrivata solo dopo un’attenta valutazione, a seguito di una prima valutazione favorevole alla riassunzione della causa. «La seconda delibera – prosegue la nota – mostra un livello di valutazione legale estremamente accurato, frutto di uno studio tecnico approfondito condotto, con ogni probabilità, dallo stesso sindaco Moretti, avvocato, e dal segretario comunale, all’epoca responsabile del settore legale».
Per i firmatari si tratta quindi di una scelta intelligente, fatta per evitare un contenzioso potenzialmente oneroso e infruttuoso: «Se la causa fosse andata male, il Comune avrebbe evitato di sprecare denaro pubblico. Se invece, come è accaduto, la sentenza ha dato ragione ai ricorrenti, ora si può legittimamente presentare la richiesta di rimborso».
«PR, una visione da asilo Mariuccia»
Non mancano le stoccate polemiche. «Invece di riconoscere la fondatezza di questa scelta – scrivono – “Peschiera Riparte” tenta maldestramente di gettare fango. Ma così facendo mostra ancora una volta l’incapacità politica e amministrativa di chi oggi governa la città». E l’affondo si fa ironico: «Ci auguriamo, senza rancore ma con un pizzico di sarcasmo, che magari qualcuno di loro possa iscriversi a Giurisprudenza per colmare qualche evidente lacuna in materia di diritto pubblico».
L’invito al sindaco Coden: «Ora può richiedere i fondi»
Il centrodestra conclude con un appello all’attuale primo cittadino: «Il sindaco Andrea Coden, ora, ha tutte le condizioni per presentare la richiesta formale per ottenere i rimborsi Adallo Stato. Poi, l’ultima frecciata alla maggioranza: «“Peschiera Riparte”, questa volta, non è neanche rimandata a settembre: è bocciata direttamente. Peschiera ha bisogno di persone serie, non di improvvisati amministratori».
Il comunicato chiude con l’impegno del centrodestra a «continuare a vigilare» sull’operato dell’attuale maggioranza, «proponendo politiche serie e soluzioni reali per Peschiera Borromeo, mentre altri perdono tempo a scrivere post inutili e imbarazzanti».
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