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San Giuliano Milanese, Viboldone, l’850° anniversario come occasione per rilanciare il borgo rurale

Paolo Rausa presidente dell’Associazione per la Salvaguardia e la valorizzazione di Viboldone propone un percorso graduale di recupero, condiviso con istituzioni ed enti di tutela

Foto dal sito dell'Associazione Europea del Cammino di San Colombano

Un anniversario importante può diventare molto più di una semplice ricorrenza. A Viboldone, con l’850° ormai alle porte, si apre una riflessione concreta sul futuro del borgo rurale che da secoli vive all’ombra della sua presenza più nota, la Abbazia di Viboldone. Una riflessione che prende forma dalle parole di Paolo Rausa, presidente dell’Associazione per la Salvaguardia e la valorizzazione di Viboldone, che invita a trasformare il momento celebrativo in un’opportunità reale di recupero e valorizzazione.

Un processo virtuoso da avviare con gradualità
Secondo Paolo Rausa, il primo obiettivo deve essere quello di innescare un percorso condiviso, capace di mettere insieme visione e concretezza. «Ci piacerebbe si innescasse un processo virtuoso che conducesse al recupero del borgo. Già l'utilizzo della ex scuola elementare a Casa delle Associazioni è una buona notizia, unita al fatto che stanno maturando le convinzioni che con l'850° alle porte è giunto il tempo di pensare ad un recupero rispettoso del borgo».

Un segnale positivo, dunque, è già arrivato con il riutilizzo di uno degli edifici storici, diventato punto di riferimento per la vita associativa locale. Un esempio che dimostra come sia possibile restituire funzioni contemporanee a spazi antichi, senza snaturarne l’identità.

Una cornice di regole per interventi mirati
Il nodo centrale, secondo il presidente dell’associazione, riguarda il metodo. Non un grande piano unitario immediato, spesso difficile da sostenere per costi e tempi, ma una cornice chiara di regole all’interno della quale muoversi. «In che modo? Credo che una volta approvata la cornice al cui interno si debbano muovere gli operatori interessati si possa procedere anche per singoli edifici senza attendere un piano complessivo di recupero. Intervento che richiederebbe delle somme significative».

Un approccio pragmatico, che consenta di avviare interventi parziali ma coerenti, evitando l’immobilismo spesso legato alla complessità dei progetti di recupero integrale dei borghi rurali.

Dalla festa religiosa a un progetto per il futuro
L’850° anniversario può così diventare il punto di partenza per qualcosa di più strutturato. «Accanto alla festa religiosa quindi può nascere un piano che individui le caratteristiche realizzative in termini di modalità esecutive ma che consenta interventi edilizi parziali che rispettino le regole generali».

L’idea è quella di definire criteri chiari, condivisi e rispettosi del contesto storico e paesaggistico, capaci di guidare nel tempo i diversi interventi, anche se realizzati in momenti differenti.

Un lavoro condiviso tra istituzioni e territorio
Per Paolo Rausa il recupero del borgo non può che passare da una collaborazione ampia. «E' un'idea che merita ulteriori riflessioni ma se la proprietà intende muoversi nella direzione desiderata insieme al Comune, al Parco Sud e agli altri Enti di Gestione e di Tutela si possono definire insieme le previsioni di un intervento risolutivo per un borgo rurale che ha fin qui accompagnato silente la sorella maggiore, l'Abbazia di Viboldone, opera dello spirito e del lavoro fattivo della lana e dei campi».

Parole che restituiscono l’immagine di un luogo discreto ma profondamente identitario, legato alla storia agricola e spirituale del territorio, e che oggi chiede di essere nuovamente riconosciuto e valorizzato.

Il contributo di Paolo Rausa, apre così una prospettiva concreta: fare dell’850° anniversario non solo una celebrazione del passato, ma l’inizio di un nuovo capitolo per il borgo di Viboldone.