A Novegro spuntano le promesse elettorali, ma sui problemi veri nessuno parla

Segrate, il Comitato di quartiere aveva previsto tutto a gennaio: adesso fioccano annunci su passerelle, autobus e campi sportivi. Intanto l'area Idroscalo rischia di diventare un polo di divertimenti senza regole né infrastrutture. E dopo le elezioni peruviane, tre giorni di rifiuti abbandonati per strada

L'avevano scritto a gennaio. Mancavano mesi alle elezioni comunali di Segrate e il Comitato Vivere Novegro aveva già anticipato il copione: sotto campagna elettorale sarebbero arrivate le promesse, i programmi, le passerelle — nel senso letterale e figurato. Puntuale come un orologio, è andata esattamente così.

Adesso fioccano gli annunci. C'è chi promette una passerella pedonale verso l'aeroporto, chi il ripristino della linea 38, chi parla di una nuova scuola, chi di un campo sportivo. Interventi buttati nei programmi senza una verifica di fattibilità, senza un sopralluogo, senza nemmeno — accusano dal Comitato — sapere con precisione dove si trovi Novegro sulla cartina.

«Molti di quelli che propongono programmi non sanno nemmeno dove si trovi Novegro» attacca il Comitato Vivere Novegro nel suo ultimo comunicato. «Scopiazzano i nostri post, aggiungono una virgola e il gioco è fatto. Nulla di nuovo, il solito copione pre-elettorale. Promesse oggi, dimenticate domani.»

Il fastidio è comprensibile. Da anni il Comitato pubblica analisi, segnalazioni, proposte. Vedere quei contenuti riciclati nei programmi elettorali — senza citazione, senza confronto, senza nemmeno una telefonata — è un affronto che i residenti non intendono mandare giù in silenzio.

A rendere tutto più concreto c'è quanto accaduto domenica 12 aprile, quando il Parco Esposizioni ha ospitato il seggio per le elezioni presidenziali del Perù. Un evento con migliaia si persone arrivate da tutta la Lombardia e dal Veneto, che ha trasformato il quartiere in un imbuto per l'intera giornata, con code, viabilità in tilt e parcheggi impossibili. Ma il capitolo peggiore si è aperto nei giorni successivi: per tre giorni gli angoli delle strade sono rimasti pieni di rifiuti abbandonati, cumuli lasciati lì senza che nessuno intervenisse.

«In un Paese civile, chi organizza un evento dovrebbe garantire che tutto venga lasciato in ordine» sottolinea il Comitato. Invece no. E quando si è trattato di capire a chi spettasse ripulire, è scattato il solito scaricabarile. Quell'incrocio, quella strada, quel marciapiede ricadono su competenze divise tra Comune di Segrate, Comune di Milano, Città Metropolitana, MM, SEA e demanio. Il risultato è che non è territorio di nessuno — come già accade per i passaggi pedonali, per i cartelli stradali, per decine di altre piccole e grandi questioni irrisolte. «Al contrario, sulle contravvenzioni sono stati capaci di suddividere bene a chi spettano» osserva con amarezza il Comitato. Quando c'è da incassare, i confini si trovano sempre.

Ma il punto più critico del comunicato riguarda ciò che nessun candidato nomina. Mentre ci si affanna a promettere opere e interventi, l'area tra Novegro e l'Idroscalo si avvicina a una trasformazione silenziosa e potenzialmente esplosiva. Quella zona, denuncia il Comitato, «sembra essere destinata a diventare un grande polo di divertimenti» senza una regolamentazione adeguata, senza infrastrutture, senza un piano serio per gestire l'impatto sul territorio.

I numeri che il Comitato mette sul tavolo sono difficili da ignorare: eventi da 10.000, 20.000, 30.000 persone. Parcheggi già occupati in larga parte dagli autonoleggi aeroportuali. Città Metropolitana che scarica eventi sull'area a pioggia. E il Comune che, nonostante le sollecitazioni ripetute, non ha ancora convocato un tavolo con gli operatori. «Chi se ne frega» ripete il comunicato come un ritornello, e ogni volta la domanda brucia un po' di più.

«Novegro dall'alto è un parcheggio a cielo aperto» scrive il Comitato, descrivendo con una sola immagine lo stato del quartiere nei giorni di grande afflusso. E mentre la situazione peggiora, chi dovrebbe occuparsi del problema «spesso non sa — o peggio, non vuole sapere». «Chi non è direttamente coinvolto, semplicemente non si informa» aggiungono i residenti.

Il Comitato non risparmia una riflessione più amara sul clima generale. «Questo è, purtroppo, il nostro presente» scrivono: «il mondo del mordi e fuggi, del non prendersi responsabilità. Conta solo mettersi in evidenza, tra selfie, video, proclami e cene.» Parole dure, che fotografano una politica locale percepita come distante, più attenta alla propria visibilità che ai bisogni concreti di chi abita oltre il ponte.

Un quadro che i circa 2.000 residenti della frazione conoscono bene. Novegro genera problemi complessi — traffico, ordine pubblico, pressione sulle infrastrutture — ma raccoglie attenzione politica soltanto quando si avvicinano le urne. E anche in quel caso, l'attenzione è spesso di facciata.

La chiusura del comunicato mescola ironia e rassegnazione. «Adesso via… Tutti alla ricerca di voti» scrive il Comitato Vivere Novegro. «Tutti coinvolti, da chi promette a chi chiede. Tanti Babbi Natale e tante speranze affidate a un'urna.»

Le elezioni si avvicinano. Novegro aspetta di vedere se, questa volta, qualcuno si presenti con qualcosa di più di un post copiato, una promessa senza copertura e una strada sporca da ripulire.