Lacchiarella, il fronte del no ai data center scende in piazza: gli organizzatori chiedono uno stop alla cementificazione digitale |Video Rai|
Alla manifestazione di sabato, "Facciamo rumore", hanno partecipato cittadini e associazioni provenienti da Magenta, Peschiera Borromeo, Siziano, Certosa di Pavia, Rho, Opera e da numerosi altri comuni tra le province di Milano e Pavia, uniti per denunciare gli impatti ambientali e territoriali dei nuovi insediamenti
Un momento della manifestazione del 11 luglio. Foto dalla pagina Facebook del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio
Foto dalla pagina Facebook del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio
Lacchiarella (MI), 11 luglio 2026 – Fischietti, pentole, bonghi, tamburelli e megafoni hanno animato sabato mattina piazza Risorgimento, dove circa duecento cittadini (dati degli organizzatori) hanno preso parte alla manifestazione "Facciamo rumore", organizzata dal Comitato Ciarlasco per la tutela del territorio per esprimere contrarietà alla realizzazione del maxi data center Apto e, più in generale, alla crescente concentrazione di infrastrutture digitali nell'area compresa tra Milano e Pavia.
All'iniziativa hanno partecipato residenti, ambientalisti e rappresentanti di numerosi comitati provenienti da Magenta, Peschiera Borromeo, Siziano, Certosa di Pavia, Rho, Opera e altri territori interessati da progetti analoghi. La manifestazione rappresenta uno dei primi appuntamenti che ha riunito la nascente rete lombarda dei comitati impegnati sul tema dei data center.
Foto dalla pagina Facebook del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio
Le preoccupazioni del Comitato
Secondo il Comitato organizzatore, il territorio starebbe vivendo una trasformazione destinata a modificarne profondamente l'equilibrio ambientale e urbanistico. Al centro delle contestazioni vi è il progetto Apto, destinato a occupare circa 228 mila metri quadrati, con un investimento stimato in tre miliardi di euro e una potenza prevista di circa 300 MW.
Gli organizzatori evidenziano inoltre che, nel triangolo compreso tra Lacchiarella, Zibido San Giacomo e Binasco, sono previsti ulteriori interventi: un secondo grande data center promosso da K2 Strategics, una nuova stazione elettrica Terna di circa 100 mila metri quadrati e un impianto di accumulo energetico con 160 container di batterie al litio. Complessivamente, secondo il Comitato, le nuove opere interesserebbero circa 800 mila metri quadrati di suolo oggi libero.
Foto dalla pagina Facebook del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio
Le criticità evidenziate
Nel comunicato diffuso in occasione della manifestazione vengono elencate numerose criticità che il Comitato sostiene di aver evidenziato nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell'Ambiente.
Tra queste figurano la presunta insufficiente informazione della popolazione, la mancanza di un'adeguata pianificazione territoriale, il forte consumo energetico previsto, il possibile incremento delle emissioni climalteranti, gli effetti cumulativi derivanti dalla concentrazione di numerosi data center nella stessa area e le ricadute sul microclima, con il rischio di formazione di isole di calore.
Il Comitato richiama inoltre l'attenzione sugli aspetti legati alla sicurezza industriale, alla tutela della falda acquifera, particolarmente vulnerabile per la presenza dei fontanili, e sulla presenza di generatori di emergenza, sistemi di accumulo e sostanze considerate potenzialmente pericolose, chiedendo ulteriori approfondimenti tecnici e ambientali.
Tra le osservazioni avanzate viene inoltre sostenuta la necessità di valutare gli effetti complessivi di tutti i progetti previsti nell'area, che comprenderebbero, oltre a quelli di Lacchiarella, anche interventi nei territori di Siziano, Noviglio, Zibido San Giacomo, Bornasco, Vellezzo Bellini, Certosa di Pavia, Opera, Basiglio e Rozzano.
Foto dalla pagina Facebook del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio
Una mobilitazione che coinvolge tutta la Lombardia
Nel corso della manifestazione è emerso come la protesta non riguardi esclusivamente Lacchiarella, ma l'intero sistema territoriale tra le province di Milano e Pavia, dove i comitati denunciano l'assenza di una pianificazione nazionale per l'insediamento dei data center e chiedono una valutazione complessiva degli impatti ambientali, energetici e urbanistici.
Secondo i promotori, nell'area compresa tra Zibido San Giacomo, Siziano e Certosa di Pavia sarebbero già operative numerose strutture e sarebbero in corso o in fase progettuale decine di nuovi interventi. Da qui la decisione di costituire una rete regionale dei comitati, avviata nei giorni scorsi durante il Festival per l'Intelligenza Naturale svoltosi a Certosa di Pavia, con l'obiettivo di coordinare le future iniziative a tutela del territorio, dell'ambiente e della salute pubblica.
Il sostegno di AVS e il diverso atteggiamento nei territori
Alla manifestazione hanno espresso sostegno anche esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, confermando la contrarietà del movimento alla diffusione indiscriminata dei grandi data center e richiamando la necessità di limitare il consumo di suolo, privilegiando il recupero delle aree già compromesse. Una posizione che, tuttavia, alimenta il dibattito politico anche a livello locale. Nei comuni dove AVS è presente nelle maggioranze di governo, come Peschiera Borromeo, le opposizioni hanno più volte contestato al movimento un atteggiamento ritenuto meno critico nei confronti dei progetti di data center. Analogamente, a Segrate, il confronto politico sul tema ha evidenziato posizioni differenti rispetto a quelle espresse nelle iniziative pubbliche e nelle manifestazioni territoriali. Si tratta di valutazioni avanzate nel dibattito politico locale, sulle quali il confronto resta aperto.
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