Segrate, Lantieri riapre il caso del Ponte Verde: «Doveva essere consegnato nel 2020, ma nessuno lo ha mai ricordato»
Nell'ultimo approfondimento pubblicato su Substack, il cittadino ricostruisce la vicenda attraverso delibere, convenzioni urbanistiche e documenti tecnici, ponendo una serie di interrogativi sui ritardi dell'opera e sull'accessibilità della nuova passerella ciclopedonale.
A pochi giorni dal montaggio della nuova passerella ciclopedonale sulla Cassanese, il dibattito politico e amministrativo a Segrate si arricchisce di un nuovo elemento. Nell'ultimo approfondimento pubblicato sulla propria newsletter Substack, Daniele Lantieri ricostruisce infatti l'intera vicenda del cosiddetto "Ponte Verde" partendo esclusivamente dagli atti ufficiali del Comune, sostenendo che l'opera avrebbe dovuto essere ultimata e messa a disposizione della città entro il 20 aprile 2020.
L'articolo non contesta la buona riuscita delle operazioni di posa della struttura metallica, riconoscendo il lavoro svolto dalle imprese impegnate nel cantiere. L'attenzione viene invece concentrata sul percorso amministrativo che ha accompagnato l'opera negli ultimi anni.
Secondo la ricostruzione proposta da Lantieri, la data del 20 aprile 2020 non deriverebbe da una promessa politica, ma sarebbe contenuta nello schema del Secondo Atto Modificativo e Integrativo della Convenzione Urbanistica del Programma Integrato di Intervento "Centroparco Lotto 1", approvato dalla Giunta comunale nel febbraio 2019. L'autore evidenzia come la convenzione prevedesse il completamento della passerella e di altre opere pubbliche entro quella scadenza, mentre il primo intervento concreto sul campo sarebbe arrivato soltanto nel giugno 2025.
Un altro passaggio centrale dell'analisi riguarda le spiegazioni fornite dall'amministrazione nel 2025, quando venne attribuita la revisione del progetto all'aumento dei costi delle materie prime. Lantieri osserva come il rincaro dell'acciaio sia successivo alla scadenza contrattuale del 2020 e sostiene quindi che tale elemento non possa spiegare il ritardo già accumulato, ma soltanto l'eventuale necessità di modificare successivamente il progetto.
L'approfondimento dedica inoltre ampio spazio alla trasformazione del progetto originario, ricordando come già nel 2019 gli atti urbanistici parlassero di una passerella ciclopedonale in acciaio e non più del precedente "Ponte Verde". Da qui nasce una delle domande poste dall'autore: comprendere con quale atto amministrativo sia stato eventualmente introdotto il progetto in cemento mostrato nei rendering diffusi negli anni successivi e con quali risorse economiche sarebbe stato finanziato.
Non manca poi un capitolo dedicato all'accessibilità. Lantieri richiama la normativa nazionale sull'eliminazione delle barriere architettoniche, soffermandosi sul percorso in rampa di circa 150 metri e sul dislivello di circa sette metri, interrogandosi sull'esistenza della documentazione tecnica che ne avrebbe valutato la conformità e sull'eventuale coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità. L'articolo, tuttavia, precisa di non affermare l'irregolarità dell'opera, ma di chiedere che tali valutazioni vengano rese pubbliche.
La parte conclusiva raccoglie una serie di interrogativi rivolti all'amministrazione, tra cui le eventuali iniziative adottate dopo il mancato rispetto della scadenza del 2020, la gestione della convenzione urbanistica scaduta nel 2024 e la destinazione dei risparmi derivanti dalle modifiche progettuali.
Come avviene abitualmente nelle sue pubblicazioni, Daniele Lantieri accompagna il proprio approfondimento con l'elenco dettagliato delle fonti consultate, comprendente delibere comunali, convenzioni urbanistiche, elaborati tecnici, cronoprogrammi, normativa nazionale e articoli di stampa. Le fonti sono consultabili insieme all'articolo sul suo profilo Substack, disponibile all'indirizzo https://substack.com/@danielelantieri, dove il cittadino con la passione del giornalismo di inchiesta pubblica regolarmente anche la documentazione utilizzata a supporto delle proprie analisi.
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