Ospedale San Raffaele di Segrate, arriva il verdetto del Ministero della Salute: 24 criticità dopo l'ispezione nei reparti
Depositata in Regione Lombardia la relazione sui disservizi di dicembre legati alla cooperativa esterna: ora tocca alla Regione decidere i prossimi passi
È arrivata sul tavolo di Regione Lombardia la relazione ministeriale sul caso che a dicembre aveva scosso l'Ospedale San Raffaele di Segrate. Cinque pagine, frutto della visita ispettiva condotta dal Ministero della Salute, che mettono nero su bianco quanto emerso nei reparti della struttura tra il 5 e il 7 dicembre 2025.
A far scattare l'allarme era stata la gestione dell'assistenza infermieristica in tre reparti delicati: Medicina ad alta intensità, Medicina di cure intensive e Admission room. Di fronte a una carenza di personale, l'ospedale aveva affidato il servizio a una cooperativa esterna. Il problema, però, è che gli operatori impiegati si sono rivelati impreparati a gestire reparti così complessi, arrivando a commettere errori seri sia nella somministrazione dei farmaci sia nell'utilizzo delle apparecchiature mediche. Le prime segnalazioni erano circolate internamente via e-mail, ma la mancata reazione della direzione ha fatto precipitare la situazione fino alla chiusura temporanea di un reparto e al trasferimento dei pazienti ricoverati. Solo a fine gennaio, il 28 e 29, il Ministero ha inviato i propri tecnici per l'ispezione.
Il quadro che emerge dal documento è pesante: 24 le criticità individuate complessivamente. Gli ispettori parlano di una «macro-criticità strutturata e persistente nella dotazione infermieristica», un problema che secondo la relazione si trascinava da mesi mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza dei pazienti. Il personale della cooperativa, si legge, non era formato adeguatamente per contesti così complessi, e in più di un'occasione le persone effettivamente in turno non coincidevano con quelle che avevano seguito i corsi di formazione previsti.
A pesare, oltre alle carenze tecniche, anche i problemi di comunicazione interna tra i vertici della struttura. Dalla relazione emerge che l'allora amministratore delegato Francesco Galli, poi dimessosi, non avrebbe coinvolto il direttore sanitario Roberts Mazzuconi nella decisione di esternalizzare l'assistenza nei reparti ad alta intensità. E lo stesso Mazzuconi, dal canto suo, non risulta aver segnalato formalmente all'amministratore le criticità che stavano emergendo.
Accanto alle contestazioni, il Ministero ha messo nero su bianco anche 18 indicazioni operative per rimettere in ordine l'assistenza ai pazienti. Tra le richieste principali, un rafforzamento della dotazione infermieristica con un rapporto minimo tra infermieri e pazienti calibrato sulla complessità di ogni reparto, oltre a criteri più stringenti per l'esternalizzazione dei servizi, con verifiche sulle cooperative coinvolte e simulazioni organizzative prima dell'ingresso in turno del personale. Il Ministero chiede inoltre di rivedere i carichi di lavoro degli infermieri, introducendo pause obbligatorie e più turnazioni nei reparti più gravosi, e suggerisce l'attivazione di un supporto psicologico dedicato agli operatori sanitari.
Ora la parola passa a Regione Lombardia, che dovrà esaminare la relazione e stabilire tempi e modalità con cui l'Ospedale San Raffaele sarà chiamato ad adeguarsi alle prescrizioni ricevute.
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Redazione 



















