Segrate, sparisce il portale CityLab: Lantieri accende i riflettori sul caso e pone nove domande al Comune

Il cittadino appassionato di giornalismo d'inchiesta documenta l'inaccessibilità del sito dedicato alla partecipazione civica e ricostruisce affidamenti, richieste di accesso civico senza risposta e interrogativi sulla gestione del progetto.

Lo screenshot del video nel quale l'attuale sindaco allora assessore presentava il progetto

Lo screenshot del video nel quale l'attuale sindaco allora assessore presentava il progetto

Vero il portale non è più accessibile Anche la redazione di 7giorni ha verificato che il portale, pur essendo ancora indicizzato su Google, non è più raggiungibile.

Il portale Segrate CityLab, nato nel 2021 come piattaforma digitale dedicata ai grandi progetti di trasformazione urbana e alla partecipazione dei cittadini, non è più accessibile. A portare all'attenzione pubblica la vicenda è Daniele Lantieri, cittadino segratese con una forte passione per il giornalismo d'inchiesta, che nel suo ultimo approfondimento pubblicato su Substack ricostruisce documenti, atti amministrativi e verifiche tecniche effettuate direttamente sul sito internet.

La redazione di 7giorni ha effettuato una verifica autonoma dopo la pubblicazione dell'approfondimento e ha potuto constatare che il portale risulta effettivamente non raggiungibile. Nonostante segratecitylab.it continui a comparire tra i risultati di ricerca di Google, cliccando sul collegamento il sito non è consultabile e restituisce un errore, confermando così lo stato di indisponibilità segnalato da Lantieri.

Secondo quanto documentato da Lantieri, digitando direttamente l'indirizzo del portale vengono restituiti messaggi di errore differenti a seconda del protocollo utilizzato. Nella versione HTTPS il browser segnala l'impossibilità di stabilire una connessione sicura, mentre nella versione HTTP il server risponde con un messaggio "403 - Forbidden". L'autore precisa di non poter stabilire le cause tecniche del disservizio, limitandosi a riportare gli esiti delle verifiche effettuate da reti differenti.

Nell'approfondimento viene ricordato il ruolo che Segrate CityLab aveva assunto negli ultimi anni. Attraverso la piattaforma erano stati presentati e discussi progetti come il Chilometro Verde, la Ciclopolitana, il prolungamento della metropolitana M4, gli interventi di forestazione urbana, il concorso CP.Lab rivolto ai giovani e la consultazione pubblica sul progetto Oasis. Secondo la ricostruzione proposta, il portale rappresentava uno strumento attraverso il quale il Comune raccoglieva idee, osservazioni e contributi dei cittadini.

L'analisi entra poi nel merito degli affidamenti che hanno portato alla realizzazione della piattaforma. Richiamando le determinazioni comunali del 2021, Lantieri evidenzia come il sito sia stato sviluppato attraverso tre affidamenti diretti allo stesso operatore economico. Lo stesso autore precisa tuttavia di non contestarne la legittimità formale, sottolineando che tali procedure rientravano nelle soglie previste dalla normativa vigente.

Tra gli aspetti evidenziati vi è anche la presenza, sulle pagine del portale, della dicitura «Un progetto del Comune di Segrate finanziato dall'Unione Europea». Secondo quanto riportato nell'articolo, gli atti amministrativi consultati non riporterebbero riferimenti a specifici programmi europei né ai relativi codici di finanziamento. Da qui nasce una delle domande poste dall'autore, che riferisce di aver richiesto chiarimenti attraverso un'istanza di accesso civico presentata il 20 aprile 2026.

Un ulteriore elemento riguarda la gestione del dominio internet. Lantieri sostiene che il dominio segratecitylab.it non risulterebbe intestato al Comune di Segrate e si interroga sulle conseguenze organizzative di tale situazione, soprattutto in relazione alla continuità del servizio e alla futura disponibilità dell'indirizzo web. L'approfondimento richiama inoltre il tema della conservazione dei contributi e dei dati raccolti attraverso il portale nel corso delle consultazioni pubbliche.

Nella parte finale dell'articolo vengono elencati numerosi interrogativi rivolti all'amministrazione comunale: dalle ragioni dell'inaccessibilità del sito alla gestione del contratto di hosting, dall'effettiva esistenza del finanziamento europeo indicato sul portale fino alla conservazione dei contenuti prodotti dai cittadini e allo stato della richiesta di accesso civico, che secondo l'autore non avrebbe ancora ricevuto risposta nei termini previsti.

Come per gli altri approfondimenti pubblicati sulla propria newsletter, Daniele Lantieri accompagna il testo con un ampio elenco di fonti documentali, comprendente determinazioni dirigenziali, norme di legge, verifiche tecniche e richieste di accesso civico. Tutta la documentazione richiamata è consultabile insieme all'articolo sul suo profilo Substack, all'indirizzo https://substack.com/@danielelantieri, dove pubblica regolarmente anche tutte le fonti utilizzate a supporto delle proprie analisi e dei propri approfondimenti.


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