Il Comitato Pendolari e Viaggiatori del Sud Milano e Lodigiano all’attacco: «Ne abbiamo le carrozze piene». La lettera aperta contro i disservizi ferroviari

Il sodalizio scrive a Regione, Province e Comuni: sicurezza, ritardi, accessibilità e scioperi al centro delle richieste. «Chi paga l’abbonamento merita risposte concrete»

Una lunga lettera indirizzata al Consiglio regionale della Lombardia, ai Comuni e alle Province del territorio per denunciare problemi che, secondo i pendolari, continuano a rendere complicato il viaggio quotidiano sulle linee ferroviarie del Sud Milano e del Lodigiano. A firmarla è il Comitato Viaggiatori e Pendolari, che ha scelto un titolo eloquente: “Ne abbiamo le carrozze piene”, accompagnato da una considerazione altrettanto significativa: il problema del trasporto ferroviario lombardo, sostengono gli utenti, non è facilmente “Passante”.

«Paghiamo in anticipo un servizio che spesso non funziona»

Il documento si apre con una riflessione sul rapporto tra utenti e servizio ferroviario. «I viaggiatori pagano l’abbonamento un mese prima confidando in un servizio che, troppo spesso, nel mese successivo si conferma scadente. Ricordiamo che i pendolari non sono soltanto utenti, ma anche contribuenti ed elettori che meritano rispetto e risposte», scrive il Comitato. Un richiamo diretto alle istituzioni affinché affrontino in modo strutturale le criticità che da anni caratterizzano la rete regionale.

Sicurezza a bordo: «Servono più controlli»

Tra i temi più sentiti c’è quello della sicurezza sui convogli, in particolare sulle linee suburbane e nel tratto compreso tra San Giuliano Milanese e Rogoredo. «La sicurezza a bordo treno va migliorata sensibilmente. Non parliamo soltanto dei viaggiatori senza biglietto, ma anche della presenza frequente di tossicodipendenti che chiedono denaro o sigarette ai passeggeri, generando disagio e insicurezza», sottolineano i pendolari. Nella lettera trovano spazio anche le lamentele per il mancato rispetto delle regole sul trasporto di biciclette e monopattini. «Troppo spesso bici e monopattini vengono collocati ovunque, arrivando a occupare anche posti a sedere. Le regole esistono e devono essere fatte rispettare nell’interesse di tutti».

Stazioni poco sicure e videosorveglianza insufficiente

Il Comitato punta poi il dito contro le condizioni di molte stazioni ferroviarie del territorio. «La sicurezza e la videosorveglianza nelle stazioni risultano ancora molto precarie. Su questo fronte anche i Comuni devono fare la loro parte, installando telecamere nelle aree antistanti gli scali, aderendo alla convenzione regionale “Stazioni Sicure” e portando avanti gli interventi di messa a norma previsti dagli accordi con RFI». I pendolari chiedono inoltre maggiore trasparenza da parte delle amministrazioni. «Anche le richieste rivolte agli enti competenti possono essere utili, purché siano pubbliche e verificabili dai cittadini».

Ritardi e cancellazioni: «Informazioni carenti e treni sovraffollati»

Ampio spazio viene dedicato ai problemi di esercizio quotidiani: precedenze ai treni merci, guasti infrastrutturali, materiale rotabile in avaria e comunicazioni giudicate insufficienti. «Il sistema di informazione all’utenza continua a essere inadeguato. Nelle stazioni e nelle carrozze gli annunci spesso non si sentono oppure arrivano in ritardo, lasciando i viaggiatori senza indicazioni proprio nei momenti di maggiore criticità». Particolarmente severo il giudizio sulla gestione delle soppressioni. «Quando viene cancellato un treno suburbano non si provvede quasi mai a effettuare fermate straordinarie con il primo diretto utile. Il risultato è che il convoglio successivo viaggia strapieno, in condizioni che arrivano a sfiorare i limiti dell’igiene e della sicurezza».

Accessibilità: «Troppi ritardi per chi ha difficoltà motorie»

Nella lettera emerge anche il tema dell’accessibilità per le persone con mobilità ridotta. «Sulla Milano-Piacenza gli ascensori sono spesso fuori servizio o soggetti a continui problemi. A San Donato l’accessibilità resta una questione aperta, mentre a Codogno e Lodi i lavori accumulano ritardi rispettivamente di due e un anno». Le critiche riguardano anche le biglietterie ferroviarie della Bassa Lodigiana. «Aprono a singhiozzo e non vengono attivate convenzioni ragionevoli con gli esercenti vicini alle stazioni per garantire la vendita dei biglietti quando gli sportelli restano chiusi».

Spaccio e degrado: la richiesta di più presidi

Uno dei passaggi più netti riguarda l’area compresa tra Rogoredo e San Donato Milanese, da tempo al centro delle cronache per fenomeni di degrado e spaccio. «La fermata di San Donato deve essere resa pienamente accessibile e più sicura. A differenza di Rogoredo, che può contare sulla presenza della Polfer, lo scalo risulta sostanzialmente impresidiato». Il Comitato rilancia anche la richiesta di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine lungo la direttrice. «Un presidio Polfer a Melegnano e nell’area Casalpusterlengo-Codogno rappresenterebbe una risorsa strategica per la sicurezza dell’intera linea Milano-Piacenza. Anche associazioni e realtà impegnate nel controllo del territorio potrebbero contribuire a contrastare il degrado».

Scioperi e bonus aboliti: «I pendolari sono i grandi dimenticati»

Nella parte finale della lettera i pendolari affrontano il tema degli scioperi ferroviari. «Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito, ma deve essere bilanciato con il diritto al lavoro e allo studio. Non possono più ripetersi situazioni come quelle registrate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, quando le fasce di garanzia non sono sempre state rispettate». Il Comitato invita inoltre Regione Lombardia e Trenord ad affrontare le cause profonde del malessere dei lavoratori. «Se il personale arriva a scioperare con questa frequenza rinunciando a una parte del salario, significa che esistono problemi organizzativi che vanno individuati e risolti con coraggio e trasparenza». Infine l’affondo sugli abbonati. «Avete eliminato il bonus regionale automatico, avete consentito che sparissero i dati mensili sulle performance delle 42 direttrici lombarde e continuate a far trovare scale mobili e ascensori fuori servizio. In poche parole, i viaggiatori ne hanno davvero le carrozze piene».

Il nodo Passante e la sfida dell’estate

La conclusione guarda già ai prossimi mesi. Ad agosto il Passante ferroviario milanese sarà nuovamente chiuso per lavori per circa un mese e il Comitato chiede misure straordinarie per limitare i disagi. «Stavolta non farete pagare l’abbonamento ai viaggiatori che utilizzano le fermate sotterranee di Milano e sperimenterete il prolungamento della linea S19 fino a Melegnano fuori Passante, giusto?». Una domanda provocatoria che sintetizza il senso dell’intero documento: la richiesta di un trasporto pubblico più affidabile, sicuro e rispettoso di chi ogni giorno continua a scegliere il treno nonostante i disservizi.