Gioco d’azzardo: nel Sud Est Milano oltre 500 milioni di euro giocati nel 2025

Dal dossier “Azzardo Ambrosiano” della Caritas emerge una crescita costante tra slot, scommesse e piattaforme online. San Giuliano sfiora i 130 milioni, ma preoccupano anche i piccoli Comuni

Nel Sud Est Milano il gioco d’azzardo continua a crescere a ritmi sostenuti. Tra slot machine, scommesse sportive, gratta e vinci, lotto e piattaforme online, nel 2025 sono stati giocati oltre 500 milioni di euro nei principali Comuni dell’area compresi nella Diocesi di Milano. È la fotografia scattata dal dossier “Azzardo Ambrosiano”, realizzato dalla Caritas Ambrosiana attraverso l’elaborazione dei dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. 

L’indagine coinvolge tutti i 440 Comuni della Diocesi milanese e punta a monitorare l’impatto economico e sociale dell’azzardo legale. Secondo la Caritas Ambrosiana, nel 2025 nell’intera Diocesi sono stati persi oltre 2,17 miliardi di euro, mentre in Lombardia le perdite complessive hanno superato i 3,8 miliardi. L’organizzazione parla apertamente di una «corsa ai record autolesionista» capace di impoverire famiglie e territori. 

Nel Sud-Est Milano il dato più elevato riguarda San Giuliano Milanese, dove nel 2025 le giocate hanno raggiunto quasi 130 milioni di euro, in aumento rispetto ai 113 milioni dell’anno precedente. Seguono San Donato Milanese con 87 milioni e Peschiera Borromeo con 59 milioni, anch’essa in forte crescita rispetto al 2024.

Resta molto alto anche il dato di Melegnano, che sfiora i 40 milioni di euro, pur registrando una lieve flessione. A sorprendere è soprattutto Carpiano: il piccolo Comune ha infatti totalizzato quasi 50 milioni di euro giocati, superando centri ben più popolosi. A incidere è la presenza di una sala dedicata al gioco frequentata da utenti provenienti da tutto il territorio del Sud Est Milano.

Numeri consistenti emergono anche negli altri Comuni dell’area monitorati dal dossier. A Paullo nel 2025 le giocate hanno superato i 30 milioni di euro, mentre Mediglia ha oltrepassato quota 26 milioni. A Mulazzano, nel Lodigiano al confine con il Sud-Est, il volume delle puntate è andato oltre i 15 milioni di euro.

Più contenuti, ma comunque significativi rispetto alla popolazione residente, i dati relativi a Tribiano, Pantigliate e Dresano, dove il volume del gioco oscilla tra i 9 e i 12 milioni di euro annui. Colturano e Cerro al Lambro si attestano invece tra i 6 e gli 8 milioni, mentre Vizzolo Predabissi ha superato quota 10 milioni, pur in lieve calo rispetto all’anno precedente.

Uno degli aspetti più evidenziati dalla Caritas Ambrosiana riguarda la crescita del gioco online. In Comuni come San Giuliano, San Donato, Peschiera, Mediglia e Vizzolo il gioco telematico ha ormai superato quello fisico. A Carpiano e Melegnano restano invece predominanti slot e sale tradizionali.

Secondo la Caritas, il passaggio dall’azzardo “fisico” a quello digitale rappresenta una delle principali criticità sociali, perché rende il gioco accessibile in qualsiasi momento attraverso smartphone e piattaforme online, aumentando i rischi di dipendenza soprattutto tra giovani e persone economicamente fragili.

Attraverso il dossier “Azzardo Ambrosiano”, la Caritas Ambrosiana rilancia quindi l’allarme sulle conseguenze del fenomeno: sovraindebitamento, usura, difficoltà familiari e isolamento sociale. L’organizzazione, anche tramite la Fondazione San Bernardino, segue infatti numerosi nuclei familiari finiti in crisi economica proprio a causa del gioco compulsivo.