Anche la protesta va in vacanza, i disagi no: sabato a Milano corteo pro Palestina deserto, De Corato: «I residenti sono ormai stufi»

Pochi manifestanti, soliti disagi. Il centro sociale si svuota sotto l’ombrellone, mentre i residenti esasperati chiedono lo stop alle autorizzazioni settimanali

Il mini corteo di sabato 19 luglio

Il mini corteo di sabato 19 luglio

Milano, 19 luglio 2025 – Anche la protesta si prende una pausa estiva. Sabato pomeriggio, tra corso Buenos Aires, piazzale Loreto e via Padova, si è tenuta l’ennesima manifestazione pro Palestina organizzata da sigle riconducibili ai Centri sociali, collettivi anarchici e una manciata di attivisti di origine araba. Ma questa volta – complice forse l’afa cittadina o la tradizionale “fuga al mare” del popolo della sinistra nei weekend di luglio – la partecipazione è stata a dir poco scarsa.

Un segnale chiaro che anche la militanza, quando arrivano le ferie, conosce la parola “vacanza”. Ciononostante, l’intero quadrante nord-est di Milano ha dovuto subire rallentamenti e deviazioni al traffico: da viale Monza a via Padova, passando per la Stazione Centrale, l’effetto collaterale di un corteo ridotto è stato lo stesso – caos viabilistico e disagi per residenti e commercianti.

A sollevare con forza il tema è stato Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia, vice presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice sindaco delle giunte di centrodestra milanesi, che ha dichiarato: «Oggi pomeriggio, tra corso Buenos Aires, piazzale Loreto e via Padova, si è tenuta la consueta manifestazione pro Palestina a cui hanno partecipato i soliti Centri Sociali, anarchici e qualche arabo, sventolando le bandiere della Palestina. Per colpa di ‘quattro disperati’, l’intera zona ha subito ripercussioni viabilistiche e di traffico ed i milanesi sono ormai stufi!».

L’esponente della destra milanese ha poi puntato il dito contro l’abitudine dell’amministrazione comunale di autorizzare sistematicamente le manifestazioni: «Nel corso degli ultimi anni si è passati dalle migliaia (15.000 di ottobre-novembre 2023, ndr) ai pochi presenti oggi. Ma chi autorizza, settimanalmente, queste manifestazioni che ormai hanno preso come ostaggio i residenti delle zone Stazione Centrale, piazzale Loreto, viale Monza e via Padova? I residenti non ne possono più».

La polemica, ormai costante, si rinnova ogni sabato, tra i malumori di chi vive nelle aree attraversate dai cortei e la retorica immutabile dei gruppi antagonisti, che continuano a marciare in nome della “solidarietà al popolo palestinese” anche quando la partecipazione crolla. Ma il problema, secondo molti cittadini, non è la causa ma il metodo: manifestazioni con poche decine di persone che riescono comunque a bloccare interi assi stradali della città, con disagi sproporzionati rispetto al numero dei partecipanti.

Il contrasto tra la piazza vuota e le conseguenze reali sull’organizzazione urbana appare ormai insostenibile per una fetta crescente di popolazione. Se l’estate ha “raffreddato” la piazza, resta però caldo il tema della gestione delle autorizzazioni e del rapporto tra diritto alla protesta e rispetto della convivenza civile. E a Milano, città da sempre politicamente vivace, si riapre il dibattito: anche il dissenso dovrebbe andare in ferie, almeno quando non ha nulla da dire?