"Pace e memoria", Milano ricorda il 7 ottobre. Gallera (FI): «L’allarme antisemitismo che sta crescendo in Europa è gravissimo» |Video|

Flash mob, messaggi istituzionali e testimonianze civili per commemorare le vittime del massacro di Hamas e ribadire l’impegno per la pace e contro ogni forma di odio

Il sit in in Piazza San Carlo

Il sit in in Piazza San Carlo Foto MiaNews

«Free Gaza from Hamas»,

Milano, 7 ottobre 2025 – Due anni dopo l’attacco terroristico di Hamas contro Israele, Milano ha dedicato la giornata alla memoria delle vittime e al richiamo universale alla pace. Una ricorrenza segnata da iniziative pubbliche e riflessioni istituzionali che hanno voluto riaffermare il rifiuto di ogni forma di antisemitismo, l’importanza della verità storica e il dovere morale di costruire un futuro di convivenza e rispetto reciproco.

Il flash mob in piazza San Carlo
In piazza San Carlo si è tenuto un flash mob promosso dalla Comunità ebraica di Milano per ricordare le vittime del 7 ottobre 2023. Oltre un centinaio i partecipanti, che hanno sventolato bandiere israeliane e mostrato cartelli con i messaggi «Free Gaza from Hamas», «7 ottobre: No al negazionismo» e «Liberare gli ostaggi per cessare il fuoco».
«Questo è il giorno del massacro, inutile gridare altre cose. Esiste un aggressore e un aggredito, quindi noi siamo qui per ricordare questo e le vittime. Vogliamo la pace, ma siamo contro ogni manifestazione e violenza, contro chi incita l’antisemitismo», ha dichiarato il presidente della Comunità ebraica di Milano.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, Davide Romano, presidente del Museo della Brigata Ebraica; Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione Amici di Israele; Alessandro Litta Modignani, presidente dell’associazione milanese Pro Israele; e il consigliere regionale di Forza Italia Giulio Gallera.

Il messaggio del presidente Fontana
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha voluto ricordare le vittime e le loro famiglie con parole di profondo cordoglio: «Il 7 ottobre è una di quelle date che, purtroppo, hanno segnato indelebilmente la recente storia internazionale. È stata seminata la morte tra giovani innocenti con una brutale azione terroristica che ha pochi eguali. A due anni da quel triste, orribile accadimento, desidero rinnovare la vicinanza e il cordoglio ai familiari delle vittime. L’auspicio è che tutto ciò che ha provocato e scatenato quanto stiamo vedendo a Gaza trovi una soluzione pacifica».

Il minuto di silenzio in Consiglio regionale
Anche il Consiglio regionale della Lombardia ha voluto commemorare la tragedia. In apertura della seduta, il presidente Federico Romani ha ricordato: «Due anni fa un blitz di Hamas ha causato oltre 1.200 morti scatenando una guerra in Medio Oriente che oggi mina fortemente gli equilibri della pace mondiale. Unendoci ai numerosi momenti commemorativi che si terranno oggi nel Paese, vogliamo far sentire la nostra vicinanza ed esprimere la solidarietà dell’intera Assemblea regionale lombarda».
Romani ha poi richiamato la responsabilità delle istituzioni: «In uno scenario internazionale complesso e caratterizzato da equilibri sempre più fragili, dobbiamo combattere l’indifferenza e sostenere l’azione dei Governi e della comunità internazionale per ottenere quanto prima il cessate il fuoco in Medio Oriente, così da evitare ulteriori vittime civili israeliane e palestinesi». Al termine del suo intervento, l’Aula ha osservato un minuto di silenzio.

Sala: “Oggi è il giorno del ricordo”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, interpellato a margine della conferenza stampa per l’apertura della Golden Goose Arena, ha ricordato la necessità di rispettare il valore simbolico della data: «Come città e cittadini, come amministrazione, abbiamo sempre preso delle posizioni molto chiare a sostegno di Gaza e della sua popolazione. Oggi, però, è il 7 ottobre e il 7 ottobre è una giornata molto particolare. Credo che oggi non sia il caso di commentare ipotesi diverse. Oggi è il giorno di ricordo di altre vittime di questo infame conflitto».

«Secondo me in questo momento è pericoloso, pericoloso perché si è soffiato troppo sul fuoco». Così ha risposto il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi, a margine del flash mob che si è tenuto oggi in piazza San Carlo, alla domanda se, anche dopo un eventuale pace, ci sarà timore da parte degli ebrei nell'uscire per strada con la kippah o altri simboli religiosi. «Basta vedere dei canali televisivi con ospiti che hanno una direzione unica, non c'è uno scambio di cultura tra le persone. Se non c'è dialogo non c'è futuro, se non c'è uno scambio culturale non ci può essere futuro», ha poi concluso

La riflessione della Fiap: “Mai più”
Tra le voci della giornata anche quella della Federazione Italiana Associazioni Partigiane (Fiap), che ha diffuso una nota dal tono fermo e commosso: «È il giorno del ricordo dell’orrore, dell’abisso, del male assoluto: la più grande strage di ebrei dal tempo della Shoah. A quell’abisso hanno fatto seguito altra morte, altra distruzione, altra sofferenza che continua ogni giorno a colpire civili innocenti. In questa giornata non vogliamo aggiungere parole alle parole, ma fermarci. Il silenzio è per noi un gesto di memoria e di pietà, una preghiera laica che rinnova il monito più alto della storia: “Mai più”».
La Fiap ha poi espresso «profonda indignazione per l’uso improprio e inaccettabile della parola “Resistenza” riferita ai criminali assassini del 7 ottobre». Secondo la Federazione, «una simile identificazione è una distorsione storica e morale che offende la memoria dei combattenti per la libertà e il significato stesso di quella parola, che fu e resta sinonimo di liberazione, giustizia e dignità umana. Custodire la memoria della Resistenza significa difendere la verità, respingere ogni forma di manipolazione e impedire che la nostra storia venga piegata a giustificazioni di odio o di violenza. Oggi il nostro silenzio è atto di rispetto e di responsabilità: silenzio che ricorda, che interroga, che si oppone al male e rinnova l’impegno, umano e civile, a non dimenticare mai».

Gallera: “Mai giustificare l’odio contro Israele”
Il consigliere regionale Gallera, intervenuto durante il presidio, ha sottolineato il significato della giornata e la necessità di tenere alta l’attenzione sul pericolo dell’odio antiebraico: «A due anni di distanza dall’atto terroristico compiuto da Hamas, che ha ucciso oltre 1.200 persone — tra ragazzi, anziani, donne e bambini israeliani — e rapito circa 250 ostaggi, ho partecipato al sit-in per ricordare le vittime e chiedere la liberazione immediata di coloro che sono ancora nelle mani dei terroristi. È stato un momento toccante, di memoria e di solidarietà verso chi ha perso la vita e verso le famiglie che attendono ancora il ritorno dei propri cari».
Gallera ha poi aggiunto: «Le immagini che quotidianamente arrivano da Gaza — la distruzione dei palazzi, i molti, troppi civili uccisi, la devastazione sistematica — sono gravi, dolorose e devono finire al più presto. Ma tutto questo non può e non deve mai diventare un pretesto per giustificare l’odio contro gli ebrei o contro Israele. L’allarme antisemitismo che sta crescendo in Europa è gravissimo e non può lasciarci indifferenti. Difendere la verità e condannare ogni forma di antisemitismo è oggi più che mai un dovere morale e civile».