Sgomberato il SOCS in via Celoria: 16 denunciati dopo mesi di occupazione abusiva all'università
Operazione coordinata da Prefettura e Questura al Dipartimento di Biologia e Chimica. La Russa: «Non c’è spazio per chi incita alla violenza contro le forze dell’ordine»
Romano La Russa Assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia
Milano, 14/07/2026
Questa mattina, 14 luglio 2025, via Celoria ha ritrovato la quiete. Le forze dell'ordine hanno sgomberato lo stabile del Dipartimento di Biologia e Chimica dell'Università degli Studi di Milano, occupato abusivamente dal mese di ottobre 2024 dal Collettivo Universitario SOCS – Settore Occupato Città Studi, insieme a esponenti dell'Acampada per l'intifada studentesca e di Extinction Rebellion Milano. Al termine delle operazioni, sedici persone sono state denunciate all'Autorità Giudiziaria per il reato di invasione di terreni o edifici, previsto dall'articolo 633 del Codice Penale. Lo sgombero SOCS via Celoria Milano mette fine a quasi nove mesi di occupazione che aveva privato l'Ateneo della piena disponibilità di quegli spazi.
Romano La Russa: «Non c’è spazio per chi incita alla violenza contro le forze dell’ordine»
«Nella Milano in cui certa sinistra strizza l’occhio agli “amici” centri sociali, agli antagonisti e agli anarchici, il Governo Meloni ha voluto lanciare un messaggio chiaro con lo sgombero del Socs. Nessuna illegalità sarà più tollerata! Non c’è spazio per chi incita alla violenza contro le forze dell’ordine, chi occupa abusivamente spazi pubblici, chi ricorre all’illegalità per imporsi». Lo afferma Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza. «Adesso aspettiamo con ansia lo sgombero del Cantiere, centro sociale simbolo del degrado a Milano. Sarebbe un segnale importante che il vento sta cambiando. E se vincerà il centrodestra alle prossime amministrative, i bravi ragazzi dei centri sociali “con i soldi degli altri” potrebbero iniziare ad avere sonni poco tranquilli», aggiunge La Russa. «Ringrazio la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Polizia locale impegnati nelle operazioni di sgombero che hanno portato alla denuncia di 16 persone e al sequestro di volantini riconducibili all’area anarchica – conclude -. Non ricordiamo mai abbastanza il lavoro silenzioso che gli uomini e le donne in divisa svolgono per tutelare la nostra sicurezza».
Un'operazione coordinata a più livelli
L'intervento non è stato improvvisato. La Prefettura di Milano ha coordinato l'intera operazione, decisa nell'ambito del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, anche su esplicita richiesta dell'Ateneo, che da mesi chiedeva di tornare in possesso degli spazi occupati. Sul campo hanno operato congiuntamente la Questura di Milano, l'Arma dei Carabinieri, la Polizia Locale di Milano, i Vigili del Fuoco, personale di ATM e le squadre di AREU 118. Una mobilitazione articolata, pensata per garantire sia la sicurezza delle operazioni sia la gestione di eventuali criticità sul posto.
Dentro lo stabile: materiale anarchico e propaganda alla violenza
Nel corso delle operazioni, all'interno dell'edificio sono stati rinvenuti materiali riconducibili all'area anarchica e materiale propagandistico che incitava alla violenza. Un dettaglio che fotografa il profilo dell'occupazione e che ha probabilmente accelerato la decisione delle autorità di procedere in modo definitivo. Le sedici persone denunciate dovranno rispondere davanti all'Autorità Giudiziaria dell'accusa di invasione di edifici.
L'università riprende possesso degli spazi
Concluso lo sgombero, sono stati immediatamente avviati gli interventi di messa in sicurezza definitiva dello stabile. L'obiettivo dichiarato è duplice: impedire nuove occupazioni abusive e restituire all'Università degli Studi di Milano la piena disponibilità dell'immobile. Il Dipartimento di Biologia e Chimica, che si trova nel cuore del quartiere Città Studi, potrà quindi tornare a operare normalmente dopo mesi di difficoltà legate all'occupazione. Lo sgombero SOCS via Celoria Milano rappresenta la conclusione di una vicenda che aveva tenuto banco nell'ambiente universitario cittadino per quasi un anno.
Il contesto: le occupazioni nelle università italiane
L'occupazione del SOCS si inserisce in un quadro più ampio di proteste e occupazioni che hanno interessato diversi atenei italiani a partire dall'autunno 2024, spesso legate alle posizioni del mondo studentesco sul conflitto in Medio Oriente. La presenza dell'Acampada per l'intifada studentesca e di Extinction Rebellion tra gli occupanti conferma la natura composita del collettivo che aveva preso possesso degli spazi universitari di via Celoria. L'Università degli Studi di Milano aveva formalmente richiesto il ripristino della situazione, e oggi quella richiesta ha trovato risposta concreta nelle operazioni di sgombero.
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