Pantigliate, Parco Chico Mendes ridotto a discarica: «Serve responsabilità, non repressione»
L’Amministrazione comunale e il sindaco Lorenzo Miglioli: «I ragazzi hanno diritto al divertimento, ma il rispetto del territorio non è un optional»
I rifiuti abbandonati al parco Chico Mendes
13 ottobre 2025
Bottiglie vuote, cartacce, sacchetti e sporcizia ovunque: è questo lo scenario che si è presentato nella mattina di domenica 12 ottobre al Parco Chico Mendes, dopo una notte di ritrovi giovanili trasformata in un episodio di inciviltà collettiva. Quella che dovrebbe essere una zona di svago e socialità è apparsa come una vera e propria discarica a cielo aperto, suscitando l’indignazione dell’Amministrazione comunale e del sindaco Lorenzo Miglioli.
«Uno spettacolo indegno per la comunità»
«È uno spettacolo indegno e offensivo per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Miglioli a nome dell’Amministrazione –. Pantigliate è una città che si impegna ogni giorno per essere pulita e vivibile, ma il rispetto del territorio non può essere considerato un optional. Le immagini di questa mattina parlano da sole: è inaccettabile che un luogo pubblico venga ridotto in queste condizioni». Negli ultimi giorni, il Comune ha intensificato i controlli nella zona, anche grazie alla collaborazione dei Carabinieri e della Polizia Locale, che hanno effettuato presidi notturni e già elevato diverse sanzioni. Tuttavia, sottolinea l’Amministrazione, l’azione delle istituzioni «può arrivare solo fino a un certo punto».
«Dove sono le famiglie?»
La riflessione del sindaco si allarga a un tema più ampio, quello dell’educazione civica e familiare: «alla serata erano presenti almeno 120 o 130 ragazzi, e questo significa 130 famiglie. Ognuna di esse sa, o dovrebbe sapere, dove si ritrovano i propri figli. È giusto che si divertano, che si incontrino e che stiano bene, ma non è più tollerabile che questo avvenga a discapito del rispetto degli altri e del territorio».
«Non vogliamo reprimere, ma educare»
Miglioli ribadisce che l’Amministrazione non intende criminalizzare i giovani, ma invita a una riflessione collettiva: «Noi siamo dalla parte dei ragazzi, ma fare musica fino a tarda notte e lasciare dietro di sé una distesa di rifiuti non è libertà, è mancanza di rispetto e di civiltà. L’educazione è anche compito delle istituzioni – la scuola, il Comune, lo Stato – ma nasce prima di tutto in famiglia». Infine, un avvertimento chiaro: «Se le cose non cambieranno, saremo costretti ad aumentare i controlli e le misure repressive. Sarebbe una sconfitta per tutti, ma Pantigliate è di tutti, e tutti devono rispettarla».
13 ottobre 2025
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