San Giuliano Milanese, abbattimento di lepri e nutrie, Comazzi: «Nessuna responsabilità del sindaco, ha solo recepito un atto amministrativo»
Operazione notturna nell’ambito del piano regionale di contenimento delle specie invasive. Il sindaco Segala difende la legittimità dell’intervento: «La Polizia Provinciale ha ritenuto di dover intervenire a protezione della stabilità delle alberature e dei fruitori delle aree verdi»
I danni delle nutrie in una foto postata dal Sindaco Segala
La sera del 22 agosto 2025 il Parco dei Giganti di San Giuliano Milanese è diventato teatro di un’operazione controversa che continua a far discutere. La Polizia Provinciale, supportata da Carabinieri e Polizia Locale, ha eseguito un intervento di contenimento di lepri e nutrie nell’ambito di un piano regionale di controllo delle specie invasive, generando forti proteste da parte dei residenti e delle associazioni animaliste. La comunicazione dell’operazione è arrivata solo a cose già avviate, provocando ulteriore sconcerto.
Un intervento autorizzato da ordinanze regionali
L’abbattimento di lepri e nutrie è stato disposto sulla base delle ordinanze della Regione Lombardia relative al Piano di gestione delle specie alloctone invasive. Si tratta di un documento tecnico che prevede il contenimento numerico degli esemplari che possono danneggiare gli ecosistemi locali, le sponde dei corsi d’acqua e la stabilità delle alberature. Secondo la Regione, le nutrie in particolare sono considerate una minaccia per l’equilibrio ecologico e per la sicurezza idrogeologica, perché scavano gallerie nei terreni arginali, aumentando il rischio di cedimenti.
La posizione del sindaco Marco Segala
Il sindaco Marco Segala ha difeso la legittimità dell’intervento spiegando che l’operazione non è nata da una decisione autonoma del Comune: «Si tratta di un’azione programmata e autorizzata dalla Polizia Provinciale, sulla base di precise disposizioni regionali e normative di sicurezza ambientale. La nostra priorità resta la tutela delle persone e delle aree verdi».
In una nota social, il sindaco ha inoltre chiarito le modalità dell’intervento: «L’operazione è stata regolarmente preannunciata alla Prefettura. Il Parco dei Giganti è stato temporaneamente chiuso al pubblico per motivi di sicurezza. Non si tratta di una sparatoria né di una situazione di pericolo per i cittadini. L’area è stata presidiata dai Carabinieri e dalla Polizia Locale, a garanzia dell’incolumità di tutti. La Polizia provinciale ha effettuato un intervento a tutela dell'incolumitá pubblica ai sensi del piano regionale di contenimento delle specie invasive. Dopo i sopralluoghi, vista l'entità del fenomeno, la Polizia provinciale ha ritenuto di dover intervenire a protezione della stabilità delle alberature e dei fruitori delle aree verdi. Nessuno ama sparare agli animali, ma Regione, su disposizioni nazionali, individua le specie invasive e le modalità di intervento. Città Metropolitana interviene nei modi che ritiene più opportuni»
La protesta dei cittadini
Nonostante le spiegazioni del Comune, le polemiche si sono intensificate. L’annuncio dell’intervento è arrivato alle 22:10 del 22 agosto, tramite un post Facebook del sindaco, quando gli spari erano già iniziati. Molti residenti hanno segnalato spavento e disagio per i colpi di fucile uditi all’interno e nei dintorni del parco. Diversi cittadini hanno evidenziato che, pur comprendendo la necessità di contenere le nutrie, sarebbe stato opportuno informare la popolazione con anticipo e valutare modalità meno traumatiche.
Gianluca Comazzi
L’intervento di Gianluca Comazzi
A fare chiarezza è intervenuto Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, che ha scagionato il Comune da responsabilità dirette: «Quanto accaduto al Parco dei Giganti di San Giuliano Milanese desta preoccupazione e va chiarito fino in fondo. È bene precisare che non si tratta di una responsabilità diretta del sindaco, che si è limitato a recepire un atto amministrativo. Nell'applicazione di questo provvedimento, però, il comparto tecnico ha mostrato alcune lacune. Occorre approfondire la questione per capire cosa si è sbagliato, affinché in futuro non si debba più assistere a episodi simili, anche perché quei conigli rappresentano una risorsa e sono amati da tutti i cittadini».
Danni ambientali e idrogeologici causati dalle nutrie in Lombardia
Le nutrie, specie invasiva originaria del Sud America, rappresentano una delle principali criticità ambientali per la Lombardia. Secondo dati diffusi da ISPRA e confermati da Coldiretti, ogni anno causano danni stimati in circa 17 milioni di euro, colpendo soprattutto le aree agricole e le zone umide. Gli animali scavano cunicoli e gallerie negli argini di fiumi, canali e strade, compromettendo la stabilità delle infrastrutture e aumentando il rischio di cedimenti e allagamenti.
Inoltre, il consumo intensivo di radici e vegetazione acquatica provoca una drastica riduzione della biodiversità, mettendo in pericolo la fauna autoctona che vive negli stessi habitat. Anche la componente sanitaria è rilevante: le nutrie possono essere portatrici di zoonosi come salmonella, leptospirosi e toxoplasmosi, con potenziali rischi per persone e animali domestici.
I piani regionali di contenimento e le ordinanze in vigore
Per affrontare il problema, la Regione Lombardia ha approvato un Piano triennale di contenimento delle nutrie 2024-2026, con uno stanziamento complessivo di 1,2 milioni di euro destinati a interventi di abbattimento, cattura e gestione delle carcasse. Secondo Confagricoltura Lombardia, il piano coinvolge Province, Comuni e Città Metropolitana, prevedendo la formazione di operatori qualificati e metodi selettivi, escludendo l’uso di veleni.
Le nutrie sono state ufficialmente inserite tra le specie alloctone invasive dalla legge regionale, che le classifica come non protette e ne autorizza il controllo per ragioni di sicurezza ambientale, tutela della biodiversità e protezione delle infrastrutture. Come sottolineato da Coldiretti Lombardia, il provvedimento punta a contrastare un fenomeno che negli ultimi dieci anni ha assunto proporzioni emergenziali, richiedendo un approccio coordinato tra istituzioni, enti locali e associazioni agricole.
Barbara Tornatore
La posizione di Barbara Tornatore
A smorzare i toni della polemica è intervenuta anche Barbara Tornatore, responsabile del Dipartimento Difesa degli Animali di Forza Italia Milano: «Comprendiamo e condividiamo il dispiacere e la sensibilità di molti cittadini che hanno espresso la loro contrarietà rispetto all’intervento al Parco dei Giganti, ma è importante chiarire che il Comune di San Giuliano Milanese ha operato nel pieno rispetto delle regole e delle disposizioni previste dal piano di contenimento delle specie invasive. La presenza massiccia di nutrie, oltre a compromettere gli ecosistemi locali, provoca danni ingenti agli argini, alle coltivazioni e alle infrastrutture, mettendo a rischio la sicurezza e la salute delle persone. Proprio per questo – prosegue Tornatore – sono in corso interlocuzioni con Regione Lombardia per individuare, dove possibile, metodi meno cruenti rispetto all’abbattimento, così da conciliare la tutela dell’ambiente con il rispetto per gli animali».
La responsabile azzurra ha poi aggiunto: «Purtroppo, in molti casi stiamo assistendo a una strumentalizzazione politica di questa vicenda, che non giova né alla cittadinanza né alla reale protezione degli animali».
Un dibattito ancora aperto
Il caso di San Giuliano Milanese ha messo in evidenza la difficoltà di bilanciare sicurezza, tutela ambientale ed etica degli interventi.
Da un lato la Regione difende la necessità di contenere le nutrie come
specie invasiva, dall’altro cittadini e associazioni chiedono soluzioni più trasparenti, partecipate e rispettose della fauna selvatica.
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