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Alberto Diazzi porta a Tribiano 165 sorrisi dall’Iraq: il tribianese in missione con Emergenza Sorrisi a Nassiriya

Al Habboubi Teaching Hospital di Nasiriyah, un giovane infermiere tribianese racconta dieci giorni intensi tra interventi pediatrici e formazione del personale locale. Diazzi: «Ogni giorno operavamo per dare ai bambini una vita più dignitosa, ogni sorriso ripagava ogni sforzo»

Alberto Diazzi (cerchiato in rosso) nella foto di gruppo dell'ONG Emergenza Sorrisi

Alberto Diazzi (cerchiato in rosso) nella foto di gruppo dell'ONG Emergenza Sorrisi Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

È rientrato nei giorni scorsi a Malpensa Alberto Diazzi, infermiere tribianese che ha partecipato alla recente missione umanitaria di ONG Emergenza Sorrisi a Nassiriya, in Iraq. Dieci giorni intensi di lavoro in cui il team medico ha realizzato 165 interventi chirurgici su bambini e giovani nati con malformazioni congenite o resi invalidi da gravi sequele di ustioni e altri traumi.

Il sostegno alla missione e la collaborazione con il personale locale

La missione, realizzata grazie al sostegno della Emirates Airline Foundation, delle aziende partner e dei donatori italiani, ha visto la partecipazione di medici e infermieri provenienti da diversi ospedali del Paese. Accanto al team italiano, un gruppo di operatori locali guidati dal dottor Awsam, con cui Emergenza Sorrisi collabora da oltre quindici anni. Una cooperazione che non si limita agli interventi chirurgici, ma include la formazione del personale medico locale, per garantire continuità e autonomia nel tempo.
Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

La partenza per una realtà complessa

Partire per una missione umanitaria non è mai semplice, soprattutto quando si tratta di affrontare realtà complesse come quelle dell’Iraq meridionale. Alberto ha accettato la sfida con l’associazione Emergenza Sorrisi, partendo per l’Habboubi Teaching Hospital di Nasiriyah, un centro di eccellenza per la chirurgia pediatrica ricostruttiva.
«Questa era un’esperienza che avrei voluto fare fin da quando mi sono laureato, cioè ormai sette-otto anni fa. Inizialmente avrei preferito l’Africa, poi però mi ha contattato Emergenza Sorrisi per andare in Iraq e ho deciso di accettare», racconta Alberto
La decisione non è stata semplice: partire per un paese in cui non si conosce nulla, convivere con sedici persone sconosciute e affrontare condizioni di vita e di lavoro completamente diverse da quelle italiane rappresenta sempre una sfida.
Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

I primi giorni: adattamento e sfide

I primi giorni, ammette, sono stati intensi e destabilizzanti. «Arrivare lì e iniziare subito a lavorare fino a tarda sera è stato faticoso, soprattutto perché è stata la mia prima missione, e ho visto una realtà così diversa, anche sotto l’aspetto igienico e logistico. I primi momenti ero agitato, ma il gruppo mi ha dato grande supporto».

L’attività chirurgica all’Habboubi Teaching Hospital

Al Habboubi Teaching Hospital, situato nella provincia di Dhi Qar e fondato nel 1932, Alberto ha lavorato all’interno di un reparto di chirurgia pediatrica specializzato in malformazioni cranio-facciali.
«Ci occupavamo principalmente di labio-palatoschisi, cioè malformazioni del labbro e del palato che impediscono ai bambini di nutrirsi correttamente. Inoltre, siamo intervenuti su lesioni da ustioni, rimuovendo cicatrici e ricostruendo tessuti per permettere ai piccoli pazienti di muoversi e vivere più serenamente».
La missione è stata intensa: gli interventi iniziavano alle otto del mattino e si concludevano verso le otto di sera, con una pausa pranzo molto rapida. «Mangiare riso e pollo in piedi su una barella era normale. L’ospedale era estremamente essenziale, senza molte attrezzature di base, quindi dovevi improvvisare con ciò che avevamo portato con noi nei cargo dell’associazione».
Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Gratificazione e impatto della missione

Nonostante le difficoltà logistiche e l’impatto emotivo, l’esperienza si è rivelata gratificante. «Ogni giorno vedevamo mamme e papà arrivare da tutta l’Iraq con i loro bambini. Era impressionante la richiesta di interventi e, allo stesso tempo, capire che quello che facevamo poteva davvero cambiare la vita di quei piccoli».
Emergenza Sorrisi non si limita a fornire assistenza diretta: l’associazione punta anche a formare il personale locale
«L’obiettivo è rendere gli ospedali autonomi, così che in futuro non sia più necessario il nostro intervento. È stato emozionante lavorare fianco a fianco con i medici e gli infermieri locali, condividere conoscenze e tecniche per garantire continuità ai pazienti».
Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Crescita personale e prospettive future

Il periodo trascorso in Iraq ha rappresentato per Alberto una vera e propria crescita personale e professionale
«All’inizio ero preoccupato, ma il gruppo, la missione e la responsabilità di dover lavorare per quei bambini mi hanno dato forza. Alla fine dei primi giorni, la fatica e lo stress lasciavano spazio alla soddisfazione e alla voglia di fare sempre di più».
Ora l’esperienza irachena è solo il primo passo. «La prossima missione sarà in Benin, sempre con Emergenza Sorrisi. Ogni viaggio è un’occasione per imparare, crescere e contribuire, anche in condizioni difficili».

Un ospedale d’eccellenza e la lunga collaborazione con Emergenza Sorrisi

L’Habboubi Teaching Hospital, diretto dal dott. Aws Adel Al Hussona, ospita circa 400 posti letto e dispone di reparti specialistici in Chirurgia Generale, Maxillo-Facciale, Pediatria, Ostetricia-Ginecologia e Oncologia. Dal 2008, Emergenza Sorrisi ha realizzato oltre 20 missioni in Iraq, di cui 14 in questo ospedale, con oltre 3.000 interventi su bambini affetti da malformazioni cranio-facciali e da gravi ustioni, oltre a fornire formazione ultraspecialistica a più di 400 medici e infermieri locali.
Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi

Le congratulazioni del Sindaco e dell’amministrazione comunale

La comunità tribianese ha accolto con orgoglio il suo ritorno. A nome dell’amministrazione comunale, il Sindaco Roberto Gabriele ha dichiarato: «Mi congratulo con Alberto, grande cittadino dal senso nobile per la beneficenza e per il suo impegno. Rappresenta il meglio della nostra comunità».
E in una nota personale, ha poi ricordato: «Sono fiero e orgoglioso di lui, del suo cuore e del suo coraggio».
Il Vicesindaco Carmine Lanzetta ha, invece, dichiarato: «Alberto è un esempio di generosità e di impegno. È tornato da una missione straordinaria in cui, insieme ai colleghi di Emergenza Sorrisi, ha ridato speranza a tanti bambini. Un tribianese di cui andare fieri».

Dedizione, coraggio e solidarietà internazionale

Il racconto di Alberto Diazzi è un esempio di dedizione e coraggio, ma anche di come le missioni umanitarie possano lasciare un impatto duraturo sulla vita dei bambini e dei professionisti coinvolti. Un’esperienza che supera la paura iniziale e insegna il valore del lavoro di squadra, della resilienza e della solidarietà internazionale.
Alberto Diazzi

Alberto Diazzi Foto dall'account Facebook di Ong Emergenza Sorrisi