Viboldone celebra 850 anni di storia: il borgo riscopre le sue radici tra fede, cultura e comunità |Fotogallery|
Sabato 13 giugno centinaia di persone hanno partecipato alla grande festa dedicata all’abbazia. Visite guidate, laboratori, tradizioni popolari e la piantumazione di una quercia simbolo di continuità e rinascita
15 giugno 2026
Una giornata capace di unire spiritualità, memoria, volontariato e vita di comunità. È quella vissuta a Viboldone, sabato 13 giugno, dove centinaia di persone hanno preso parte alle celebrazioni per gli 850 anni dell’antica abbazia, trasformando il borgo sangiulianese in un vivace punto d’incontro tra passato e presente. L’iniziativa, promossa dal Comune di San Giuliano Milanese insieme alla Comunità pastorale e a numerose associazioni del territorio, ha richiamato visitatori di tutte le età desiderosi di riscoprire uno dei luoghi più significativi del Sud-Est Milano. Fondata nel 1176 dagli Umiliati e dal 1941 affidata alle monache benedettine, l’abbazia rappresenta ancora oggi un importante punto di riferimento religioso, storico e culturale.
Alla scoperta dei tesori dell’abbazia
Tra i momenti più apprezzati della manifestazione ci sono state le visite guidate all’interno del complesso monastico e del borgo storico. I visitatori hanno avuto l’opportunità di conoscere dettagli, curiosità e vicende poco note legate a un luogo che da oltre otto secoli custodisce una parte importante della storia locale. Particolare interesse ha suscitato l’apertura straordinaria dei laboratori di legatoria e tipografia gestiti dalle monache benedettine. Qui i partecipanti hanno potuto osservare macchinari storici utilizzati per decenni nella realizzazione di libri, opuscoli e pubblicazioni religiose, oltre a scoprire l’attività di restauro dei volumi antichi che ancora oggi viene svolta all’interno del monastero.
Tradizioni, laboratori e impegno per l’ambiente
Per tutta la giornata il borgo si è animato con bancarelle, giochi tradizionali, racconti popolari, canti della tradizione contadina e laboratori dedicati alla pittura e alla tessitura. Non è mancata l’attenzione all’ambiente grazie all’impegno dei volontari dell’associazione “Puliamo la Terra” e degli scout cittadini, che hanno ripulito sentieri, fossati e aree verdi attorno all’abbazia. Molti visitatori hanno scelto di trascorrere la giornata all’aria aperta tra passeggiate e picnic, mentre per tanti ex residenti la festa ha rappresentato l’occasione per tornare nei luoghi dell’infanzia e riscoprire ricordi e tradizioni.
La quercia che guarda al futuro
A suggellare le celebrazioni è stata la piantumazione di una giovane quercia nel giardino del monastero. L’albero nasce da una ghianda raccolta sei anni fa dal “Giandon”, la storica quercia monumentale di Cascina Carlotta, da oltre tre secoli simbolo del territorio. Un gesto carico di significato, scelto per rappresentare il passaggio di testimone tra generazioni e la capacità di rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Un messaggio perfettamente in sintonia con lo spirito della giornata: custodire la memoria per costruire il futuro.
15 giugno 2026
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