Trasporti, la Lombardia volta pagina: nuova governance, più poteri alla Regione, bigliettazione digitale unica e controlli sulle Agenzie del TPL.
L’approvazione della revisione della Legge 6 segna un passaggio centrale per il futuro della mobilità lombarda. L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente spiega contenuti, obiettivi e ricadute concrete per cittadini e territori, con un focus particolare sul bacino milanese e sul Sud Est
Franco Lucente Assessore ai Trasporti e Mobilità di Regione Lombardia
Guarda il servizio di Giulio Carnevale
Una nuova governance, più poteri di programmazione, bigliettazione digitale e un sistema di controllo più stringente sulle Agenzie Tpl. L’approvazione della revisione della Legge 6 segna un passaggio centrale per il futuro della mobilità lombarda. L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente spiega contenuti, obiettivi e ricadute concrete per cittadini e territori, con un focus particolare sul bacino milanese e sul Sud Est.
La revisione della Legge 6 sul trasporto pubblico locale, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, rappresenta uno dei provvedimenti più significativi di questa legislatura in materia di mobilità. Un intervento atteso da anni che interviene su nodi strutturali rimasti irrisolti: il ruolo marginale della Regione all’interno delle Agenzie Tpl, l’assenza di una bigliettazione elettronica uniforme, i ritardi cronici nelle gare di affidamento dei servizi e una governance frammentata.
La nuova legge ridisegna il sistema, rafforzando la funzione di indirizzo e controllo di Regione Lombardia, introducendo strumenti sanzionatori per le Agenzie che non rispettano tempi e direttive, e ponendo le basi per una mobilità sempre più integrata tra gomma, ferro e sistemi condivisi. Al centro anche il tema della sicurezza sui mezzi pubblici e l’obiettivo, entro il 2028, di arrivare a una bigliettazione completamente digitale su tutto il territorio regionale.
Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, che ripercorre il lavoro svolto e chiarisce cosa cambierà concretamente per i cittadini lombardi.
Intervista all’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente
Assessore, il Consiglio regionale ha approvato la revisione della Legge 6. Che tipo di riforma è e perché la ritenete così importante?
«Un’importante modifica da parte dell’assessorato ai Trasporti di Regione Lombardia, frutto di circa un anno e mezzo di lavoro continuo su un progetto di legge che è stato portato in Giunta il 15 gennaio dopo un lungo passaggio in Commissione. La Commissione ha svolto un ottimo lavoro di audizioni: sono stati ascoltati tutti gli stakeholder del mondo del trasporto pubblico locale, le aziende della gomma, i sindacati, le associazioni di categoria e i presidenti delle Agenzie Tpl, che sono quelle maggiormente interessate dalla riforma».
Il punto centrale sembra essere il cambio di governance delle Agenzie Tpl. Cosa cambia concretamente?
«Cambiamo la governance togliendo quel 10% di partecipazione diretta di Regione Lombardia dalle Agenzie e ridistribuendolo tra gli enti associati. Questo però non significa che Regione conterà meno, come qualcuno ha cercato di far intendere. Al contrario, conterà molto di più, perché la riforma consente alla Regione di partecipare in modo diretto alla programmazione del trasporto pubblico su gomma, integrandolo con il ferro».
In che modo Regione potrà incidere maggiormente rispetto al passato?
«La nuova legge consente di sanzionare le Agenzie che non si adegueranno alle direttive regionali. Dopo oltre dodici anni di applicazione della Legge 6, non siamo riusciti ad avere un sistema uniforme di bigliettazione elettronica su tutto il territorio lombardo. Questo è uno dei limiti più gravi che oggi andiamo a superare».
La bigliettazione digitale è uno dei punti più attesi dai cittadini. Come funzionerà?
«Con questa riforma miriamo ad arrivare alla bigliettazione digitale su tutta la Lombardia. È un obiettivo fondamentale. Avremo una prima fase sperimentale da giugno 2026, per due anni, limitata inizialmente all’area Milano–Monza Brianza ma estesa a tutti gli utenti. Entro il 2028 l’intera Regione sarà completamente digitalizzata».
Cosa cambierà per chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici?
«Chiunque potrà viaggiare liberamente su qualsiasi mezzo di trasporto: autobus, treni e tutti i sistemi dedicati al trasporto pubblico. Il sistema digitale individuerà automaticamente il percorso meno costoso e più semplice per l’utente. È un salto di qualità enorme in termini di facilità, chiarezza e convenienza».
Oltre alla governance e alla bigliettazione, quali altri ambiti tocca la riforma?
«Abbiamo dato un impulso nuovo anche al sistema dei taxi e degli Ncc, mantenendo in capo a Regione Lombardia la programmazione e l’autorizzazione delle licenze. Inoltre puntiamo a un’integrazione sempre più forte del sistema trasportistico, favorendo la mobilità condivisa e una mobilità rispettosa dell’ambiente».
Sul tema ambientale avete scelto una linea precisa.
«Parliamo di green in modo concreto, non ideologico. Non solo elettrico, ma anche biocarburanti e sistemi alternativi. A questo si aggiungono investimenti infrastrutturali importanti, come i 97 milioni di euro deliberati su mia proposta per il rifacimento delle pensiline degli autobus e delle colonnine informative delle linee».
Nel territorio milanese il tema del trasporto su ferro è molto sentito. Quali prospettive ci sono?
«Per quanto riguarda il Sud Est milanese, la linea M4 è una linea sulla quale puntiamo molto. L’obiettivo è il prolungamento da Linate a Segrate con due fermate, San Felice e il futuro centro commerciale, per completare l’Hub della Porta Est, un nodo intermodale strategico sia per il trasporto su gomma sia per quello ferroviario».
E sulla linea M3, di cui si parla spesso?
«C’è un progetto che abbiamo inviato circa un anno fa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Prevede il prolungamento fino a Peschiera Borromeo. Siamo in attesa di una risposta. Parallelamente sto lavorando anche a un’ipotesi ferroviaria che potrebbe arrivare prima, collegando le province di Cremona, Lodi e Milano con un passaggio nel Sud Est oggi completamente scoperto dal servizio ferroviario».
Un altro tema critico riguarda i ritardi nelle gare dell’Agenzia di bacino di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Cosa succederà ora?
«Le gare dovevano partire già nel 2020. Il Covid ha consentito proroghe a livello nazionale fino al 2026. Regione Lombardia aveva inizialmente fissato il termine al 2024, poi modificato su richiesta delle Agenzie. L’Agenzia di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia ha però accumulato ulteriori ritardi, nonostante gli impegni assunti anche in Prefettura».
Oggi qual è la situazione?
«Abbiamo appreso che la gara non partirà perché un project finance presentato su alcuni lotti non è stato ritenuto idoneo. Questo significa che tutti e quattro i lotti dovranno tornare in gara, con un inevitabile allungamento dei tempi. Dobbiamo essere onesti con i cittadini: tra bando, aggiudicazione e verifiche, rischiamo di perdere almeno un altro anno».
La nuova legge consente interventi più incisivi?
«Sì. La nuova norma prevede un sistema sanzionatorio per le Agenzie che non rispettano le regole e i tempi. Questo serve proprio ad accelerare e a evitare ulteriori ritardi».
È previsto anche il commissariamento delle Agenzie che non funzionano?
«La norma non prevede in modo esplicito il commissariamento, ma introduce strumenti di controllo e sanzione molto più forti. Qualora le sanzioni non fossero sufficienti ad ottenere risposte adeguate, nulla vieta che si possa arrivare anche a un commissariamento, se necessario».
In conclusione, quale visione guida questa riforma?
«L’obiettivo è una Regione sempre più interconnessa. È l’idea che avevo all’inizio del mandato e sono convinto che, alla sua conclusione, lasceremo una Lombardia più snella, più smart e soprattutto più rispondente alle esigenze reali dei cittadini».
Giulio Carnevale
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