Fondi PNRR per arredi scuole 0-6 anni, Paullo e Segrate fuori dalla graduatoria, Tribiano e Colturano dentro: il paradosso del click day
Grandi comuni esclusi, piccoli premiati: nel Sud Est Milano la graduatoria del Ministero riserva più di una sorpresa. Il click day solleva qualche domanda. E il tempo stringe: tutto entro il 31 dicembre 2026
È stata pubblicata oggi la graduatoria dell'avviso pubblico del Ministero dell'Istruzione e del Merito — prot. n. 22871 del 3 febbraio 2026 — per la fornitura di arredi didattici innovativi nelle scuole della fascia 0-6 anni, finanziato con i fondi del Programma Operativo Complementare al PON "Per la Scuola" 2014-2020. Per due comuni della Città Metropolitana di Milano la notizia non è buona: Paullo e Segrate restano fuori, nonostante avessero presentato domande rispettivamente da 270.000 e 51.000 euro.
Il paradosso dei numeri
Quello che colpisce, leggendo la graduatoria regionale della Lombardia, è il contrasto con quanto accaduto a due comuni molto più piccoli della stessa area. Tribiano, 3.200 abitanti circa, è risultato ammesso e si porta a casa 144.000 euro. Colturano, poco più di 2.000 abitanti, è nella stessa situazione e incassa 50.000 euro. Paullo, che di abitanti ne conta quasi 12.000, e Segrate, che ne conta oltre 35.000 e rappresenta uno dei comuni più strutturati dell'hinterland milanese, non figurano tra gli ammessi. La colonna dello stato, nell'ultima versione della graduatoria, per entrambi i comuni è semplicemente vuota.
Il caso di Segrate è forse ancora più clamoroso. Si tratta di un comune con risorse tecniche ed economiche di gran lunga superiori a quelle di Tribiano e Colturano messi insieme, con uffici comunali attrezzati, personale amministrativo dedicato e una lunga esperienza nella gestione di bandi europei. Eppure il risultato è lo stesso di Paullo: escluso.
Il click day e il problema della meritocrazia
C'è però un elemento che merita una riflessione più ampia e che riguarda tutti i comuni partecipanti, grandi o piccoli che siano. Il bando era strutturato secondo il sistema del click day: ha vinto chi ha protocollato la domanda per primo, a parità di requisiti. Un meccanismo rapido, trasparente nella sua semplicità, ma che solleva più di una perplessità sul piano della giustizia sostanziale.
Guardando la graduatoria, emerge un dettaglio che fa riflettere. Tribiano ha inviato la propria domanda il 17 febbraio 2026 alle 10:03, Colturano alle 10:05. Paullo invece ha protocollato sempre il 17 febbraio, ma alle 11:50, con quasi 45 minuti di ritardo rispetto ai due piccoli comuni ammessi. Quarantacinque minuti che, in un click day, valgono quanto anni di lavoro amministrativo. Segrate ha fatto ancora peggio dal punto di vista cronologico: ha inviato la domanda il 19 febbraio, due giorni dopo dell'apertura ufficiale delle domande, e questo potrebbe aver determinato una colpevole ritardo che ha compromesso l'ammissibilità della richiesta, indipendentemente dalla qualità della documentazione presentata.
Difficile chiamarla meritocrazia. Il click day premia chi ha il server più veloce, la connessione migliore o semplicemente il funzionario comunale che in quel momento era pronto a cliccare. Non premia necessariamente chi ha il progetto migliore, il bisogno più urgente o la proposta educativa più solida. A parità di offerta formativa, di requisiti soddisfatti e di qualità della documentazione presentata, decidere chi ottiene i fondi per le scuole dei bambini in base a chi ha premuto invio qualche minuto prima non è esattamente un modello di allocazione delle risorse pubbliche di cui andare fieri.
Perché può essere successo
Al di là del click day, il bando stabiliva criteri precisi di ammissibilità e requisiti documentali che ogni comune doveva soddisfare al momento della presentazione. Tra questi, uno dei più delicati era l'estratto delle nascite degli ultimi tre anni, necessario per dimostrare la reale domanda educativa sul territorio e giustificare il fabbisogno di nuovi arredi.
È proprio qui che potrebbe nascondersi un'altra chiave dei casi Paullo e Segrate. In un contesto nazionale di forte denatalità — con il numero di nuovi nati ai minimi storici da decenni — presentare dati demografici solidi non è affatto scontato. Un comune che non riesce a dimostrare una domanda sufficiente di bambini nella fascia 0-6 anni rischia di non superare la soglia di ammissibilità, indipendentemente dall'importo richiesto e dalle proprie capacità amministrative. Altre cause possibili restano una documentazione incompleta o incongruenze tra il fabbisogno dichiarato e i dati demografici allegati.
Tribiano, il piccolo comune che cresce
Il caso di Tribiano merita un discorso a parte. Con una richiesta da 144.000 euro e lo stato di ammesso in graduatoria, questo piccolo comune del Sud Est Milano dimostra di avere fatto i compiti a casa. E c'è un dato che pesa più di ogni altro: l'estratto delle nascite degli ultimi tre anni presentato da Tribiano va in controtendenza rispetto al dato nazionale. Mentre l'Italia registra un calo demografico preoccupante, Tribiano cresce. Più bambini significano più bisogno di spazi educativi attrezzati, e dunque una richiesta di fondi perfettamente coerente con la realtà del territorio. Un argomento difficile da ignorare per chi valuta le domande.
È questo probabilmente uno dei motivi per cui due comuni piccoli, con strutture amministrative decisamente più snelle rispetto a centri ben più grandi e attrezzati come Segrate, hanno ottenuto il via libera mentre Paullo e Segrate sono rimasti al palo. A volte, nei bandi europei, avere le carte in regola vale più di avere i numeri dalla propria parte. E presentarle al momento giusto vale più di qualsiasi altra considerazione.
La vera sfida: tutto entro il 31 dicembre 2026
Per i comuni ammessi, tuttavia, festeggiare è prematuro. Ottenere il finanziamento è solo il primo passo. La vera corsa comincia adesso, perché tutte le forniture finanziate devono essere realizzate e collaudate entro il 31 dicembre 2026. Significa che Tribiano, Colturano e tutti gli altri comuni ammessi devono in pochi mesi avviare le procedure di gara, selezionare i fornitori, ricevere gli arredi, installarli e superare il collaudo finale. Il tutto rispettando le rigide regole della normativa sugli appalti pubblici, che non sono esattamente famose per la loro rapidità.
Non è un'impresa impossibile, ma richiede organizzazione, tempi certi e una macchina amministrativa che funzioni senza intoppi. Per comuni piccoli come Tribiano e Colturano, che hanno strutture più snelle ma anche meno personale dedicato, la scadenza di fine anno rappresenta una pressione non indifferente. Sbagliare i tempi o la procedura significa rischiare di perdere i fondi già assegnati. Il che renderebbe il click day vinto una vittoria a metà.
Cosa succede adesso
Per Paullo e Segrate si chiude una finestra importante. I fondi che avrebbero potuto rinnovare gli arredi delle strutture educative comunali per i più piccoli restano un'occasione mancata. Non è detto che il bando venga riproposto a breve, e nel frattempo le scuole dell'infanzia e i nidi dei due comuni dovranno aspettare altri tempi e altri fondi.
Una lezione, forse, per la prossima volta: in certi bandi non conta solo quanto si chiede o quante risorse si hanno a disposizione, ma quanto bene si dimostra di averne bisogno. E soprattutto bisogna essere pronti a cliccare al momento giusto, perché nel click day anche tre quarti d'ora possono cambiare tutto.
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