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San Donato Milanese: 180mila euro in più per riscuotere tributi e multe arretrate

Il Comune ha aumentato il contratto con la società ICA Imposte Comunali Affini spa, portandolo a oltre 500mila euro per il 2026. La causa è una valanga di pratiche coattive arrivate quest'anno: dalla TARI degli anni scorsi ai verbali del codice della strada.

Mezzo milione di euro. È la cifra che il Comune di San Donato Milanese verserà nel 2026 alla società che si occupa di riscuotere i tributi che i cittadini non pagano spontaneamente. Una spesa che era stata stimata al ribasso e che ora ha richiesto un'integrazione di 180mila euro, approvata questa settimana dall'ufficio Tributi.

La storia inizia nell'estate 2025, quando il Comune ha affidato con una gara pubblica il servizio di riscossione a ICA Imposte Comunali Affini spa, società con sede a Roma in Via di Novella 22. Il contratto copre il periodo dal novembre 2025 all'ottobre 2028 e riguarda due fronti: la riscossione del Canone Unico Patrimoniale — la tassa su suolo pubblico, affissioni e pubblicità — e la riscossione coattiva di tutte le entrate che non vengono pagate in modo ordinario.

Il problema è che nel 2026 le pratiche da recuperare si sono moltiplicate più del previsto, e i fondi stanziati inizialmente non bastano più.

Cosa è successo? Due grandi ondate di ruoli coattivi hanno colpito quest'anno l'ufficio Tributi. La prima riguarda le TARI non pagate: il comune ha inviato in forma massiva agli anni 2016, 2017 e 2018 accertamenti per un totale di oltre 623mila euro. Sono pratiche vecchie, accumulate nel tempo, che ora vengono affidate al concessionario per il recupero forzato.

La seconda ondata è ancora più consistente. Si tratta di verbali del codice della strada degli anni 2023, 2024 e di una parte del 2025: quasi 10 milioni di euro di sanzioni (9.889.541,91 per l'esattezza) che non sono stati pagati dai trasgressori. Tutto questo lavoro di recupero genera un "aggio" — cioè una commissione — a favore della società ICA, proporzionale alle somme gestite. Più pratiche, più aggio.

Ecco perché la dirigente Nadia Brescianini ha firmato una determina per integrare l'impegno di spesa originario di 180.000 euro, portandolo complessivamente a 500.765,61 euro per l'anno in corso. I fondi arrivano dal bilancio comunale già approvato.

C'è anche un'altra variabile entrata in gioco: le tariffe del Canone Unico Patrimoniale per il 2026 sono state aggiornate con un incremento automatico legato all'indice ISTAT sull'inflazione (il cosiddetto FOI, l'indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati). Un adeguamento previsto per legge, che ha fatto salire anche la base su cui si calcola l'aggio.

ICA Imposte Comunali Affini spa (partita IVA 01062951007) è una realtà consolidata nel settore delle entrate locali, attiva in molti comuni italiani. A San Donato è entrata in campo a novembre scorso, prendendo in carico sia il Canone Unico Patrimoniale sia tutte le entrate tributarie e patrimoniali da recuperare coattivamente. Il contratto, firmato nell'ottobre 2025 con il repertorio numero 4738, durerà fino all'autunno 2028.

La determina è pubblicata sull'Albo Pretorio online del Comune ed è consultabile da tutti i cittadini.