Una nuova tangenziale nel piano regionale della mobilità: 14 sindaci del Sud Milano scrivono alla Regione per dire no
La Tangenziale Esterna del Sud Milano (TESM) è indicata come ipotesi nel nuovo Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti. I primi cittadini chiedono di fermare il progetto e puntare su potenziamento delle strade esistenti e trasporto pubblico
04 marzo 2026
La Tangenziale Esterna del Sud Milano (TESM) compare tra le ipotesi inserite nel nuovo Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) della Regione Lombardia, il documento che delinea le strategie infrastrutturali e di trasporto per i prossimi anni, il cui iter di approvazione è partito nelle scorse settimane nella Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità del Consiglio regionale. Il progetto è ancora delineato in modo preliminare, ma già contiene alcune indicazioni di massima sul possibile sviluppo dell’opera.
Secondo le prime ipotesi, l’avvio dei cantieri potrebbe avvenire attorno al 2032. Il tracciato interesserebbe una porzione significativa del territorio del Parco Agricolo Sud Milano. L’infrastruttura correrebbe sostanzialmente in parallelo alla strada provinciale 40, la Binasca, con l’obiettivo di collegare due importanti direttrici autostradali: la A7 Milano-Genova e la A1 Milano-Napoli. Il collegamento con la rete autostradale avverrebbe tramite tre nuovi svincoli. Dal punto di vista tecnico, la tangenziale verrebbe realizzata con due carreggiate separate, ciascuna dotata di due corsie di marcia. Il percorso attraverserebbe territori del Sud Milano e si estenderebbe fino a lambire anche alcune aree della provincia di Pavia.
Le prime informazioni diffuse sul progetto sono bastate ad alimentare un acceso dibattito tra amministrazioni locali e opinione pubblica. L’opera, infatti, si inserirebbe in un contesto già segnato dalla realizzazione o dalla progettazione di grandi infrastrutture viarie come Brebemi, Pedemontana, la Tangenziale Est Esterna di Milano (Teem) e la nuova Vigevano-Malpensa.
A suscitare ulteriori perplessità è anche il possibile impatto sul Parco Agricolo Sud Milano, una delle principali aree agricole protette della cintura metropolitana. Inoltre, diversi osservatori evidenziano come l’impostazione del progetto richiami da vicino quella della Tangenziale Ovest Esterna Milanese, la cosiddetta TOEM, proposta negli anni passati ma poi accantonata nelle precedenti legislature regionali.
La lettera dei sindaci alla Regione
Proprio l’ipotesi della nuova infrastruttura ha spinto quattordici sindaci dell’area Sud Milanese a inviare una lettera al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente per esprimere una posizione nettamente contraria alla realizzazione dell’opera. I primi cittadini firmatari rappresentano i comuni di Binasco, Locate di Triulzi, Pieve Emanuele, Gudo Visconti, Vizzolo Predabissi, Basiglio, Noviglio, Casarile, Vernate, Zibido San Giacomo, Siziano, Rosate, Vermezzo con Zelo e Cerro al Lambro. La mobilitazione coinvolge amministrazioni di diverso orientamento politico e potrebbe allargarsi ad altri territori nelle prossime settimane.
Le preoccupazioni ambientali e territoriali
Uno dei principali motivi di opposizione riguarda il possibile attraversamento o l’impatto sull’area del Parco Agricolo Sud Milano, un vasto territorio agricolo protetto ritenuto strategico dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Secondo i sindaci, una nuova tangenziale rischierebbe di comportare un significativo consumo di suolo e di compromettere l’equilibrio di un’area agricola di grande valore, con possibili ricadute anche sulle attività produttive presenti nel parco.
I dubbi sull’efficacia dell’opera
Nella lettera inviata alla Regione, i firmatari sollevano inoltre dubbi sull’effettiva utilità dell’infrastruttura per risolvere i problemi di traffico della zona. A loro avviso, la proposta non sarebbe accompagnata da analisi dettagliate e condivise sui flussi di mobilità e potrebbe replicare criticità già emerse in altri progetti infrastrutturali. I sindaci sottolineano in particolare il rischio che un’opera di grandi dimensioni, con caratteristiche simili a una superstrada o a un’autostrada a pedaggio, richieda ingenti investimenti pubblici senza garantire una reale riduzione della congestione sulle arterie locali.
Le alternative proposte dai Comuni
Gli amministratori locali indicano invece una serie di interventi ritenuti più efficaci e sostenibili per migliorare la mobilità nel territorio. Tra le priorità figurano il raddoppio della SP40 Binasca, la riqualificazione di altre strade provinciali come la SP28, la SP30, la SP105 e il tratto dell’ex statale 35, oltre all’adeguamento di incroci e infrastrutture locali. Accanto agli interventi viabilistici, i sindaci chiedono anche un rafforzamento del trasporto pubblico locale, ritenuto fondamentale per ridurre il traffico e migliorare gli spostamenti quotidiani dei cittadini.
Un confronto ancora aperto
La presa di posizione dei quattordici sindaci apre una nuova fase di confronto sul futuro della mobilità nel Sud Milano. La Regione Lombardia dovrà ora valutare se proseguire nello studio dell’infrastruttura prevista nel PRMT oppure avviare un dialogo più ampio con i territori per individuare soluzioni alternative. Il dibattito sulla TESM, tra esigenze di mobilità e tutela del territorio, appare destinato a proseguire nei prossimi mesi.
04 marzo 2026
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