Antagonisti, centri sociali e collettivi pro Palestina: 60 agenti feriti nella guerriglia al corteo di Milano organizzato dai sindacati di base

Giuseppe Tiani del sindacato di Polizia Siap: «La violenza è stata premeditata e ha avuto una regia: un modo di agire che non ho remore a definire sovversivo»

Foto Mianews

Sessanta agenti di Polizia feriti. È questo il bilancio più grave e inaccettabile della giornata di Milano, trasformata in una vera e propria guerriglia urbana. Donne e uomini in divisa, che avevano il solo compito di garantire l’ordine pubblico, sono stati colpiti da oggetti, spintoni, fumogeni e aggressioni dirette da parte dei manifestanti. Un attacco scandaloso, che non può avere giustificazioni né attenuanti.

La denuncia della Polizia

Il presidente del sindacato di Polizia Siap, Giuseppe Tiani, ha denunciato senza mezzi termini: «Gruppi di teppisti infiltratisi nel corteo hanno alimentato inaudita violenza contro le forze di polizia, assaltando stazioni ferroviarie e aziende. La violenza è stata premeditata e ha avuto una regia: un modo di agire che non ho remore a definire sovversivo».

Una matrice politica precisa

Non si è trattato di un episodio spontaneo: dietro la giornata di odio e devastazioni c’è una matrice politica chiara, che porta la firma dei sindacati di base, dei collettivi studenteschi di sinistra e dei centri sociali. Queste realtà hanno strumentalizzato la tragedia palestinese per imporre toni esasperati e irresponsabili, mirando a destabilizzare Milano e a colpire le istituzioni. La città e i suoi cittadini sono stati usati come campo di battaglia per fini politici che nulla hanno a che vedere con la pace.

Corteo dell’odio

La manifestazione era stata indetta dai sindacati di base e sostenuta dai collettivi studenteschi di sinistra. Dietro lo slogan “sciopero per Gaza” si è consumata l’ennesima pagina di violenza politica. Bruciate bandiere americane, imbrattati locali come Starbucks in piazza 25 Aprile, scritte minacciose contro catene di distribuzione, fino al tentativo di assalto alla Stazione Centrale per bloccare i binari e paralizzare la città.

Meloni: «Immagini indegne»

Durissima la condanna della premier Giorgia Meloni: «Sedicenti pro-Pal´, sedicenti antifa´, sedicenti `pacifisti´ che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell'ordine. Violenze e distruzioni nulla hanno a che vedere con la solidarietà e non cambieranno la vita delle persone a Gaza. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini italiani, che dovranno subire i danni provocati da questi teppisti».

Tajani: «Non si aiuta Gaza con la violenza»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato: «Non è con la violenza, aggredendo le forze dell’ordine, bloccando stazioni e porti che si aiuta la popolazione civile palestinese. Solidarietà agli agenti, bersaglio incolpevole di questa barbarie».

Salvini: «Pacifisti di sinistra? Solo teppisti»

Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di «immagini impressionanti» e ha affermato: «Altro che sciopero, questa è violenza: scontri, attacchi alle Forze dell’Ordine, stazioni prese d’assalto e assediate, sassi sui binari, migliaia di lavoratori bloccati e arrabbiati. Questi sono i pacifisti di sinistra».

Sala costretto a condannare

Il sindaco Giuseppe Sala, tradizionalmente cauto con le frange antagoniste, ha dovuto riconoscere: «Il vandalismo di oggi, causato da frange violente, non trova giustificazione e certamente non aiuta la causa di Gaza».

Schlein: «Condanno senza esitazioni»

Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha preso posizione: «Io non ho alcuna difficoltà a condannare la devastazione della stazione di Milano e il ferimento di 60 agenti di polizia. Noi abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza politica perché non la riteniamo mai giustificabile e perché non è il nostro metodo. Non possiamo accettare però che la violenza di qualche centinaio di manifestanti copra quelle decine di migliaia che pacificamente hanno manifestato per Gaza».


Milano ostaggio dei violenti

Sessanta poliziotti feriti non sono un “incidente”: sono la prova di un attacco frontale allo Stato e alla democrazia. Colpire uomini e donne in divisa equivale a colpire tutti i cittadini che chiedono sicurezza e ordine. Milano è stata usata e devastata per fini politici estranei alla pace.