Frode Fondo Nuove Competenze: la Procura europea sequestra 20 milioni di euro

L'indagine della Procura europea si allarga: 84 rappresentanti legali di aziende italiane risultano indagati per una presunta truffa sui fondi del PNRR destinati alla formazione dei lavoratori.

La frode Fondo Nuove Competenze si allarga e porta a un nuovo maxi sequestro disposto dalla Procura europea (EPPO). Nell'ambito di un'inchiesta coordinata dall'ufficio di Milano, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 20 milioni di euro, tra conti correnti e polizze assicurative riconducibili a cinque società. Il provvedimento riguarda due persone già sottoposte a misure cautelari con l'accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Come funzionava la presunta frode

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema fraudolento avrebbe sfruttato il Fondo Nuove Competenze, lo strumento finanziato anche con risorse europee per sostenere la formazione dei dipendenti delle aziende.

Le imprese coinvolte avrebbero ottenuto i contributi dichiarando lo svolgimento di corsi di formazione che, in realtà, sarebbero stati fittizi o mai realizzati. Gli ultimi sviluppi dell'indagine indicano che il fenomeno sarebbe molto più esteso rispetto a quanto emerso nelle prime fasi investigative.

Coinvolte aziende in tutta Italia

Allo stato attuale delle indagini, la Procura europea ha notificato l'iscrizione nel registro degli indagati a 84 rappresentanti legali di società distribuite su tutto il territorio nazionale.

L'ipotesi investigativa parla di una frode complessiva stimata in circa 40 milioni di euro, dei quali 33 milioni provenienti dal Dispositivo europeo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), uno dei principali strumenti finanziari del PNRR.

Sequestri per evitare l'occultamento del denaro

Il sequestro è stato disposto dopo che gli investigatori hanno rilevato tentativi di nascondere i presunti proventi illeciti attraverso il trasferimento di ingenti somme di denaro su conti bancari e prodotti assicurativi.

Secondo gli inquirenti, parte delle risorse sarebbe stata utilizzata anche per investimenti immobiliari, con l'obiettivo di rendere più difficile la ricostruzione dei flussi finanziari.

Le indagini coordinate dalla Procura europea

L'attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri della Sezione EPPO del Nucleo Investigativo e dal Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Milano.

Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte nell'inchiesta sono da considerarsi innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. La Procura europea è l'organismo indipendente dell'Unione europea incaricato di indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE.