Manifestazione per il Leoncavallo: tensioni in piazza, centrosinistra nel caos. I manifestanti rivendicano il diritto di «occupare» |Gallery|

In piazza anche Fratoianni, Salis, Majorino e Capelli (Avs e Pd ). Contestata la giunta Sala e il Governo Meloni, tra blitz, petardi e striscioni: centrodestra all’attacco: «Sinistra complice dell’illegalità»

Foto Mianews

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Milano, 6 settembre 2025 – Milano ha vissuto una giornata ad alta tensione per la manifestazione nazionale a sostegno del centro sociale Leoncavallo, sgomberato il 21 agosto scorso. Il corteo, convocato per difendere uno degli spazi autogestiti più noti d’Italia, ha visto la partecipazione di circa 20mila persone e si è trasformato in una prova di forza politica che ha messo a nudo le profonde spaccature nel centrosinistra milanese.
A creare il cortocircuito è stata la presenza di figure di primo piano del Pd e di Avs: Nicola Fratoianni (leader di Avs), Ilaria Salis (europarlamentare), Pierfrancesco Majorino (capogruppo Pd in Regione Lombardia) e Alessandro Capelli (segretario Pd Milano). Tutti in piazza contro le politiche urbanistiche e securitarie della giunta Sala, sostenuta dai loro stessi partiti. Un’immagine che ha scatenato le opposizioni e mostrato una sinistra sempre più divisa e, per molti, vicina a posizioni che sfidano apertamente la legalità.

Fumogeni, petardi e corteo non autorizzato fino al Duomo

Il corteo ufficiale era stato autorizzato dalla Questura con arrivo previsto in piazza Fontana, ma una parte consistente dei manifestanti ha ignorato le disposizioni, forzando il percorso e concludendo la manifestazione in piazza Duomo, nonostante il “no” della Questura. Davanti alla Cattedrale, sono stati lanciati petardi e fuochi d’artificio, creando momenti di tensione con le forze dell’ordine.
Il primo gruppo di manifestanti è partito intorno alle 12 dalla stazione Centrale, senza alcun preavviso alle autorità. Un secondo gruppo, composto soprattutto da esponenti politici, sindacati e sigle associative, è partito da Porta Venezia e ha seguito un percorso concordato: piazza Oberdan, viale Majno, viale Bianca Maria, viale Regina Margherita, viale Caldara, corso di Porta Romana, via Francesco Sforza, largo Augusto, via Verziere e piazza Fontana. Lungo il tragitto, i due cortei si sono ricongiunti, complicando la gestione dell’ordine pubblico.

Blitz al Pirellino e scontri con la polizia

Alle 13.30 un gruppo di manifestanti ha occupato il cantiere del Pirellino in via Melchiorre Gioia, di proprietà del gruppo Coima, imbrattando le impalcature con la vernice e appendendo un enorme striscione verticale con la scritta “Occupare è giusto”. Manfredi Catella, presidente di Coima, ha attaccato duramente: «Le manifestazioni violente con azioni illegali e occupazioni abusive da parte dei cortei formati dai centri sociali, con la partecipazione di rappresentanti di espressioni politiche, rappresentano evidentemente la nuova proposta del cosiddetto modello Milano».
Durante il pomeriggio, uova, petardi e fumogeni sono stati lanciati contro gli agenti di polizia schierati a protezione dei presidi più sensibili. La situazione è rientrata senza incidenti gravi, ma la tensione resta alta.

Le parole di Fratoianni, Salis e Capelli

Dal palco e in piazza, Nicola Fratoianni (Avs) ha rivendicato la sua presenza: «Siamo qui per difendere una storia che esiste ancora, la storia di chi in questo Paese per decenni ha costruito un’alternativa al mercato e allo scambio di denaro. Oggi si riducono gli spazi sociali, quelli per la cultura, l’arte e l’accoglienza. Il Leoncavallo va difeso, come ogni esperienza che ha questo obiettivo».
Ilaria Salis, europarlamentare, ha criticato sia la giunta Sala sia il Governo: «Una risposta al Leoncavallo doveva arrivare dal Comune. È incredibile che non si sia risolto nulla prima. Questo Governo, invece, risponde con lo stato di polizia a qualsiasi forma di dissenso e criminalizza la povertà senza alcuna vergogna».
Il segretario del Pd Milano, Alessandro Capelli, ha ribadito la scelta di esserci: «Non è una contraddizione essere qui. Questa è la storia di Milano e abbiamo deciso che non potevamo mancare. Siamo qui senza bandiere perché questo è un corteo plurale. Il nostro compito è dare risposte a questa piazza e non ci vedo alcun imbarazzo».
Accanto a loro Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione, che con la sua presenza ha dato un segnale forte sul peso politico della protesta.

Il centrodestra: “Sinistra complice dell’illegalità”

Le opposizioni hanno reagito con durezza, denunciando una deriva pericolosa della sinistra milanese. Silvia Scurati (Lega) ha accusato: «Oggi abbiamo visto delinquenti lanciare uova e petardi contro le forze dell’ordine. È gravissimo che dirigenti politici sostengano chi difende occupazioni abusive e attacca la legalità».
Durissima la nota di Silvia Sardone e Samuele Piscina (Lega): «Pd, Cgil e Anpi in piazza con chi odia le istituzioni. Il Leoncavallo deve al Comune 805mila euro di Tari non pagata e 3 milioni al Ministero dell’Interno. La Lega presenterà un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti per impedire che lo stabile di San Dionigi finisca al Leoncavallo».
Riccardo De Corato (FdI) ha definito il corteo «uno spettacolo indegno»: «Il dissenso è legittimo, ma deve rispettare la legge. Oggi abbiamo visto blitz, occupazioni, insulti e petardi: chi giustifica queste azioni manda un messaggio pericoloso».
Per Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, «in piazza abbiamo visto la Milano peggiore: Pd, Avs, Anpi e Cgil insieme agli antagonisti. La sinistra difende l’illegalità pur di inseguire il consenso dei centri sociali».
Infine Riccardo Truppo (FdI), capogruppo a Palazzo Marino, ha sottolineato la crisi della maggioranza: «La giunta Sala è sotto attacco dagli stessi partiti che la sostengono. Milano merita una guida ferma, non una coalizione che si spacca davanti ai cittadini».

Sala sotto pressione e la frattura del centrosinistra

Il sindaco Giuseppe Sala è il grande assente della giornata, ma anche il principale bersaglio: contestato sia dagli antagonisti, che lo accusano di aver “svenduto Milano ai padroni”, sia da parte della sua stessa maggioranza.
La manifestazione, nata per difendere uno spazio storico, ha evidenziato un dato politico chiaro: la sinistra milanese sta virando verso una linea di rottura con le istituzioni, assumendo una posizione di sfida alla legalità più che al Governo centrale. Il caso Leoncavallo diventa così un banco di prova per il futuro della città e mette a rischio gli equilibri interni della coalizione che guida Palazzo Marino.