Milano intitola il Parco del Giambellino ad Alan Kurdi

La cerimonia in ricordo del piccolo migrante siriano morto nel 2015, con due giorni di laboratori e iniziative per i ragazzi del quartiere

Murale a Parco del Giambellino dedicato a Alan Kurdi

Murale a Parco del Giambellino dedicato a Alan Kurdi Foto dall'account Facebook di Santo Minniti, presidente del municipio 6

Questa mattina si è svolta la cerimonia di intitolazione del Parco del Giambellino, che da oggi porta il nome di Alan Kurdi, il piccolo migrante siriano morto nel 2015 nelle acque del Mar Egeo. La città rende omaggio alla memoria del bambino, simbolo della tragedia dei migranti in cerca di una vita migliore. Solo un mese fa era stato svelato un murale che lo ritrae abbracciato a un altro bambino tra il mare e il cielo, evocando speranza e fragilità.

Autorità e comunità insieme

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, il Presidente del Municipio 6, Santo Minniti, Serkan Sultan della Comunità curda milanese, Nermin Shenishen del Centro Diurno Educativo CRETA e Margherita Reale, rappresentante del quartiere. Presenti anche gli studenti degli Istituti Comprensivi Narcisi e Nazario Sauro. La cerimonia si è conclusa con un’interpretazione dell’attrice Lella Costa.

La memoria di un bambino come monito

«La promessa fatta un anno fa con il Municipio 6 è stata mantenuta. Da oggi il Parco del Giambellino è Parco Alan Kurdi. La scelta di questo luogo dove i bambini del quartiere possono giocare è un monito per tutti noi», ha dichiarato l’assessore Sacchi.

L’impegno del Municipio 6

Il parco era stato inaugurato lo scorso anno, frutto della riqualificazione di un’area industriale dismessa. Il presidente Santo Minniti spiega: «L’arte urbana diventa memoria collettiva e invita a riflettere su migrazioni, diritto a una vita migliore e seconde possibilità. L’intitolazione vuole essere un gesto concreto di memoria e impegno civile, affinché la sua storia ricordi alle nuove generazioni il valore della vita e della dignità di chi fugge da guerra e povertà».

Laboratori e festa per il quartiere

Dopo la cerimonia, gli studenti hanno partecipato a laboratori didattici sull’accoglienza guidati dalla Onlus ResQ e visitato una mostra fotografica sui soccorsi in mare. Domani, sabato 4 ottobre, il parco ospiterà una festa aperta a tutta la comunità con laboratori, tavola rotonda, musica e danze africane del gruppo Karamogo e un buffet di cous cous, celebrando il parco come luogo di accoglienza e gioia per tutti.