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Peschiera Borromeo, farmacista denuncia: «Aggredito da un collega nelle Farmacie Comunali, dopo l'episodio mi hanno allontanato»

Il dottor Ibrahim Raafat racconta la propria versione dei fatti e consegna a 7giorni denuncia ai Carabinieri, contratto di collaborazione, busta paga, la lettera con cui chiedeva di ridurre i carichi di lavoro e fotografie delle lesioni che, secondo il farmacista, documenterebbero l'aggressione. Poco prima della pubblicazione è arrivata anche una nota del presidente dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali Marco Dazzo, mentre resta attesa una replica più articolata del direttore generale Pasquale Nappi

Il dispensario comunale di Linate

Il dispensario comunale di Linate

Peschiera Borromeo, 13 luglio 2026 – Una presunta aggressione sul posto di lavoro, una denuncia presentata ai Carabinieri, il successivo allontanamento dal servizio e una serie di contestazioni sul rapporto di lavoro instaurato con l'Azienda Speciale Farmacie Comunali. È la vicenda raccontata a 7giorni dal farmacista Raafat  Ibrahim, che ha deciso di rendere pubblica la propria versione dei fatti consegnando alla redazione copia della denuncia-querela sporta ai Carabinieri, del contratto di collaborazione, di una precedente busta paga da dipendente, della comunicazione con cui chiedeva di alleggerire i carichi di lavoro, oltre ad alcune fotografie che, secondo il suo racconto, ritraggono le lesioni riportate dopo l'episodio e che il farmacista indica come ulteriore documentazione a sostegno della propria ricostruzione dei fatti, oltre ad altra documentazione relativa alla propria attività professionale.

L'articolo riporta esclusivamente quanto dichiarato dal farmacista e quanto emerge dalla documentazione mostrata alla redazione. Fin dalla mattinata di oggi 7giorni ha richiesto un contraddittorio al direttore generale dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, Pasquale Nappi, più volte citato nel racconto di Raafat  Ibrahim, e al presidente del Cda Marco Dazzo. L'obiettivo della redazione era offrire ai lettori entrambe le versioni dei fatti prima della pubblicazione. Poco prima di andare online è pervenuta una nota scritta del presidente Dazzo, che riportiamo integralmente nella parte finale dell'articolo. Resta invece ancora attesa una replica più ampia che affronti nel dettaglio tutte le questioni sollevate dal farmacista.

«Mi ha afferrato al collo davanti alla direttrice»

Secondo il racconto del farmacista, i fatti sarebbero avvenuti nella mattinata di sabato 27 giugno 2026 verso le ore 10:00 all'interno del dispensario delle Farmacie Comunali.

«Avevo chiamato la direttrice della Farmacia Comunale 3 (N.d.r. Quella del Centro commerciale da cu idipende il dispensario di Linate) per segnalare che mancavano alcuni ordini e medicinali. Poco dopo è entrato il collega, che neanche era in servizio. Mi ha insultato chiedendomi perché avessi chiamato la direttrice e poi mi ha afferrato al collo con entrambe le mani. Mi mancava il respiro. Sono riuscito a liberarmi, ma ho riportato graffi al collo e mi sono ferito anche al mignolo durante la colluttazione», racconta Raafat Ibrahim.

Il farmacista sostiene che la scena sarebbe avvenuta alla presenza della direttrice della Farmacia comunale 3, e che le lesioni riportate sarebbero state documentate sia fotograficamente sia attraverso il referto rilasciato dalla Guardia Medica. Tra il materiale consegnato a 7giorni figurano anche alcune fotografie che, secondo il farmacista, mostrerebbero i graffi al collo, le escoriazioni e la ferita riportata al dito immediatamente dopo l'episodio. Anche questo materiale è stato acquisito dalla redazione come documentazione a supporto della versione fornita dal professionista.

La documentazione fotografica consegnata dal dott. Ibrahim Raafat

La documentazione fotografica consegnata dal dott. Ibrahim Raafat

La denuncia ai Carabinieri e le immagini delle telecamere

Dopo l'episodio il professionista ha presentato una querela presso la Stazione dei Carabinieri di Peschiera Borromeo per lesioni personali.

Nella denuncia, visionata dalla redazione, Raafat Ibrahim indica il presunto aggressore con nome e cognome, la presenza di testimoni, descrive la dinamica dei fatti e segnala la presenza dell'impianto di videosorveglianza all'interno del dispensario.

«Confido che saranno proprio le immagini delle telecamere a chiarire definitivamente quello che è successo», afferma il farmacista.


Il rapporto di lavoro contestato

L'aggressione rappresenta soltanto una parte della vicenda raccontata dal farmacista.

Raafat sostiene infatti che, pur operando negli ultimi anni con un contratto di collaborazione professionale, avrebbe in realtà svolto mansioni riconducibili a un rapporto di lavoro subordinato.

«Aprivo e chiudevo il dispensario con le chiavi, ero responsabile della sicurezza, lavoravo stabilmente nella stessa sede e seguivo gli orari predisposti dall'azienda. Ritengo che il mio fosse un rapporto di lavoro subordinato mascherato da partita IVA», afferma.

Per sostenere questa ricostruzione il farmacista ha mostrato alla redazione una busta paga relativa al periodo in cui risultava dipendente dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, il successivo contratto di collaborazione professionale e altra documentazione interna che, secondo la sua interpretazione, dimostrerebbe la continuità del rapporto lavorativo.

Le ore lavorate e il compenso di maggio 2026

Nel corso dell'intervista il farmacista ha mostrato anche la documentazione relativa alla propria attività professionale nel mese di maggio 2026, che, secondo quanto riferisce, rappresenterebbe l'esempio più evidente del carico di lavoro sostenuto.

«A maggio ho lavorato 261 ore. Ho fatturato circa 7.400 euro lordi (N.d.r. Dal contratto di lavoro emerge che la paga oraria del professionista è pari a € 30,00/ora oltre un indennità per il turno notturno - dalle19:30 alle ore 08:30), ma il problema non era il compenso. Il problema era il ritmo: lavoravo praticamente tutti i giorni e non era più sostenibile», racconta Raafat.

Secondo il farmacista, proprio quell'organizzazione del lavoro lo avrebbe portato, alcune settimane prima dell'episodio denunciato, a chiedere formalmente una diversa distribuzione dei turni.

«Sette giorni su sette non erano più sostenibili»

Tra i documenti consegnati alla redazione figura anche una e-mail inviata il 1° giugno 2026 all'amministrazione dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, quindi quasi un mese prima dei fatti denunciati.

Nel testo, il farmacista spiegava di essere arrivato a lavorare 28 giorni al mese, in alcuni periodi anche sette giorni consecutivi, definendo il ritmo di lavoro non più sostenibile.

«Da due anni sono impegnato ogni mese 28 giorni su 30. Purtroppo il ritmo di lavorare sette giorni su sette non è più sostenibile. Ultimamente, dal 18 maggio fino al 3 giugno, sono stato impegnato tutti i giorni senza un giorno intero di riposo», scriveva nella comunicazione.

Nella stessa e-mail Raafat chiedeva all'azienda di fissare un limite massimo di 48 ore settimanali, di garantirgli due sabati e due domeniche liberi ogni mese e almeno un giorno di riposo settimanale, spiegando di voler conciliare meglio il lavoro con le esigenze personali.

Le dichiarazioni sul presidente del Cda

Nel corso dell'intervista il farmacista chiama in causa anche il presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, Marco Dazzo. Secondo il suo racconto, dopo l'aggressione avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente.

«Mi è stato detto che rischiavo una denuncia anch'io. Io ho risposto che davanti alla legge siamo tutti uguali e che sarebbe stato il tribunale ad accertare i fatti», sostiene Raafat.

Il farmacista riferisce inoltre che, durante quella conversazione, avrebbe ribadito la volontà di proseguire sia con la denuncia relativa all'aggressione sia con le iniziative legali riguardanti il rapporto di lavoro.

I dubbi sulle procedure di reclutamento e sul conferimento degli incarichi

Nel corso dell'intervista il dottor Ibrahim Raafat ha inoltre espresso dubbi sulle modalità di reclutamento del personale e sul conferimento di alcuni incarichi all'interno dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali.

Secondo il farmacista, trattandosi di un'Azienda Speciale partecipata dal Comune di Peschiera Borromeo, l'assunzione del personale e il conferimento degli incarichi dovrebbero avvenire nel rispetto della normativa e dei regolamenti che disciplinano l'accesso agli impieghi attraverso procedure di evidenza pubblica. Raafat Ibrahim ritiene che alcuni casi, a suo giudizio, meriterebbero ulteriori verifiche e approfondimenti.

Arriva la replica del presidente dell'Azienda

Pochi minuti prima della pubblicazione dell'articolo, dopo parecchie sollecitazioni, è pervenuta alla redazione una nota del presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, Marco Dazzo.

Fin dalla mattinata di oggi 7giorni aveva richiesto un confronto con il presidente e con il direttore generale Pasquale Nappi, nella convinzione che un contraddittorio diretto avrebbe consentito ai lettori di comprendere meglio una vicenda tanto delicata quanto complessa. Non essendo stato possibile organizzare un'intervista o un confronto diretto prima della pubblicazione, è arrivata una comunicazione scritta che la redazione pubblica nei suoi contenuti essenziali.

Nella nota, il presidente premette che il dottor Ibrahim Raafat «ha collaborato con la nostra azienda, in qualità di libero professionista, per diversi anni, distinguendosi per la professionalità, la disponibilità e la costante attenzione alle esigenze dei cittadini che si sono rivolti al dispensario di Linate».

Successivamente spiega che, negli ultimi mesi, sarebbero pervenute all'Azienda alcune segnalazioni riguardanti episodi che avrebbero coinvolto il farmacista, alcuni colleghi e, successivamente, anche alcuni utenti del servizio. Lo stesso presidente precisa tuttavia che tali circostanze sono tuttora oggetto di approfondimento e vengono riportate esclusivamente quali elementi segnalati all'Azienda, senza che possano ritenersi allo stato definitivamente accertati.

Con riferimento alla mattina del 27 giugno 2026, il presidente conferma che si è verificato un grave alterco all'interno del dispensario, che ha coinvolto il dottor Raafat e due colleghi. Secondo gli elementi raccolti dall'Azienda, il confronto sarebbe degenerato fino a comprendere aggressioni verbali e fisiche nei confronti dei due professionisti, mentre uno dei colleghi avrebbe successivamente reagito, a sua volta, «in modo inappropriato».

Nella nota (In calce la versione integrale) si afferma inoltre che, dopo l'arrivo dei Carabinieri, il dottor Raafat Ibrahim avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo anche nei confronti dei militari intervenuti e che l'Azienda, a seguito dell'accaduto, ha avviato approfondimenti interni per ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto.

Il presidente conclude precisando che le verifiche sono ancora in corso e che ogni valutazione sarà effettuata esclusivamente sulla base degli elementi che emergeranno dagli accertamenti.

La nota dell'Azienda rappresenta il primo riscontro ufficiale fornito alla redazione e, pur offrendo una ricostruzione differente rispetto a quella fornita dal farmacista, conferma che il 27 giugno all'interno del dispensario si è effettivamente verificato un grave episodio, circostanza già al centro della denuncia presentata dal dottor Raafat ai Carabinieri.

Tra gli aspetti ai quali la nota dell'Azienda non fornisce una risposta vi è anche la sorte del rapporto di collaborazione del dottor Ibrahim Raafat. Nel corso dell'intervista il farmacista ha infatti dichiarato che, subito dopo l'episodio del 27 giugno, il direttore generale Pasquale Nappi gli avrebbe chiesto di riconsegnare immediatamente le chiavi del dispensario e gli avrebbe comunicato verbalmente che la collaborazione con l'Azienda era da considerarsi conclusa. «Mi ha detto che con loro era finita», aveva raccontato Raafat a 7giorni, precisando di non avere ricevuto alcuna comunicazione scritta. Su questo specifico punto la nota del presidente Marco Dazzo non contiene alcun chiarimento, né precisa se il rapporto professionale sia stato formalmente interrotto, con quale provvedimento e quale sia oggi la posizione del farmacista nei confronti dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali.

Rimangono invece, almeno per il momento, senza una risposta puntuale diverse questioni sollevate dal farmacista nel corso dell'intervista a 7giorni e documentate con il materiale consegnato alla redazione. Tra queste figurano le contestazioni sul rapporto di lavoro, il ricorso alla collaborazione professionale, il carico di lavoro sostenuto – che, secondo Raafat, lo avrebbe portato a lavorare 261 ore nel solo mese di maggio 2026 – la comunicazione inviata il 1° giugno 2026 con la quale chiedeva una riduzione dei turni, le modalità con cui sarebbe cessato il rapporto di collaborazione e i dubbi espressi sulle procedure di conferimento di alcuni incarichi.

La redazione di 7giorni auspica che possa seguire un confronto più approfondito con i vertici dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, così da offrire ai lettori un quadro ancora più completo della vicenda. Naturalmente, qualora il direttore generale Pasquale Nappi, il presidente Marco Dazzo o l'Azienda ritengano opportuno fornire ulteriori precisazioni o repliche rispetto alle dichiarazioni del dottor Ibrahim Raafat, 7giorni è fin d'ora disponibile a pubblicarle integralmente, nel rispetto del diritto di cronaca, del principio del contraddittorio e dell'interesse dei lettori a conoscere tutte le versioni dei fatti.

Il riconoscimento del Comitato di Linate al dottor Ibrahim Raafat

Il riconoscimento del Comitato di Linate al dottor Ibrahim Raafat

Un professionista conosciuto e apprezzato nel quartiere di Linate

Nel corso dell'intervista, Raafat Ibrahim ha inoltre ricordato il rapporto costruito negli anni con i cittadini del quartiere di Linate, dove ha prestato servizio come farmacista. A sostegno di quanto afferma ha mostrato alla redazione anche una targa che gli è stata consegnata nel marzo 2025 dal Comitato per Linate ODV, quale riconoscimento per la «professionalità, gentilezza e disponibilità» dimostrate quotidianamente nei confronti della comunità locale. Alla cerimonia di consegna del riconoscimento, riferisce il farmacista, era presente anche il sindaco di Peschiera Borromeo, Andrea Coden. Secondo Raafat, quel riconoscimento rappresenta la testimonianza del rapporto di fiducia costruito negli anni con molti cittadini che frequentavano abitualmente il dispensario.
Giulio Carnevale

Nota integrale del Presidente del CDA Farmacie Comunali Marco Dazzo

l dott. Ibrahim Raafat ha collaborato con la nostra azienda, in qualità di libero professionista, per diversi anni, distinguendosi per la professionalità, la disponibilità e la costante attenzione alle esigenze dei cittadini che si sono rivolti al dispensario di Linate.
Negli ultimi mesi sono pervenute all'Azienda segnalazioni relative ad episodi che avrebbero coinvolto il dott. Raafat, alcuni colleghi e, successivamente, anche alcuni utenti del servizio. Tali circostanze sono oggetto di approfondimento e vengono riportate esclusivamente quali elementi segnalati all'Azienda, senza che allo stato possano ritenersi definitivamente accertati.
Il 27 giugno, in particolare, si è verificato un grave alterco che ha coinvolto il dott. Raafat e due colleghi. Secondo gli elementi acquisiti dall'Azienda, il confronto è degenerato fino a comprendere aggressioni verbali e fisiche nei confronti dei due professionisti. Uno dei colleghi, purtroppo, ha reagito a sua volta in modo inappropriato.
A seguito dell'accaduto sono stati allertati i Carabinieri. Durante il loro intervento, il dott. Raafat avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo anche nei confronti dei militari, che hanno impiegato del tempo per riuscire a riportare la situazione alla calma.
A seguito degli eventi descritti, l'Azienda ha avviato approfondimenti interni finalizzati a ricostruire compiutamente i fatti e ad acquisire ogni elemento utile ai fini delle proprie valutazioni.
Le verifiche sono tuttora in corso. Allo stato attuale non è possibile formulare conclusioni definitive e ogni valutazione sarà effettuata esclusivamente sulla base degli elementi che emergeranno dagli accertamenti